2025 01 27 – Giorno della memoria, corta
I
soldati sovietici dell'Armata Rossa varcano l'ingresso del campo di sterminio
di Auschwitz.
Liberano
i superstiti.
E
portano alla luce gli orrori del genocidio nazista.
Che
oggi tutti conosciamo.
E
di cui non si dovrebbe nemmeno osare parlare.
Se
non fosse obbligatorio farlo per imparare a non dimenticare.
Noi
non ci eravamo e immaginare è impossibile.
Bisognerebbe
però alimentare la memoria dei giovani.
Io
rimasi attonito quando lessi Viktor Frankl.
Uno psicologo nei
lager parla certamente delle crudeltà subite.
Ma
anche della forza di volontà di chi riusciva a trovare un senso.
Ma
che ne so io.
Io
sono seduto comodo in poltrona.
Olocausto per me è solo una parola.
Come
oggi lo è la parola dimenticata Nakba.
1947
– 1948, poco dopo la seconda guerra.
Quella
nostra, non dei palestinesi.
Letteralmente
vuol dire disastro, catastrofe, cataclisma.
E’
l’esodo forzato della popolazione araba palestinese iniziato nel 1947.
Proseguito
dopo la fine del mandato britannico.
E
continuato dopo la fondazione dello Stato di Israele nel 1948.
Solo
tre anni dopo il 27 gennaio 1945.
Da
allora quasi un secolo di rivolta, intifada.
In
una lotta impari senza memoria.
Per
l’altra metà di un conflitto inventato.
Di
uno stato con i confini disegnati a matita.
Questo
lascia esterrefatti.
Una
memoria corta risarcitoria.
Che
vale solo a senso unico.
C’è
un intero popolo martoriato da un secolo.
Da
parte proprio di chi dovrebbe rispettarne il dolore.
Perché
sa riconoscerlo bene.
Invece
no.
Certo
che la memoria è corta davvero.
Chissà
cosa c’è di tanto complicato.
Ho
visto il sottotitolo di una video notizia.
Parla
la senatrice a vita Liliana
Segre.
A
cui tutti dovremmo portare rispetto.
Dice
che l'antisemitismo c’è sempre stato.
Un
dato di fatto, una presa d’atto.
Il
cui contrario non va però legittimato.
Ci
vuole una memoria reciproca.
Missili
e bombe israeliani non aiutano certo la causa.
Confermano
solo che la memoria è corta davvero.
Kalimmudda
ipsum dixit
Vi invoco - Canzone
palestinese

Nessun commento:
Posta un commento