venerdì 17 marzo 2023

2023 03 15 – Sbancate le banche

 2023 03 15 – Sbancate le banche

 Questo è un post a doppio passo. A puntate. Due per la precisione.

Sbancate le banche, questa pagina, e “Nella pratica della ubiquità monetaria”, seguente dialogo un po’più lungo ma simpaticamente chiarificatore. Poi scegliete voi se avventurarvici o no.

Tirando a memoria, se non proprio a caso, tutta la struttura del sistema finanziario nazionale funzionava più o meno così. Che palle, lo so.

Le famiglie sono prestatrici nette, ovvero finanziatrici creditrici, con la loro ricchezza una volta da risparmio, depositata in banca. Le società non finanziarie, quelle operative produttive o commerciali, sono debitrici, con le banche o con la borsa, l’è istèss. Lo stato, tra amministrazioni centrali e locali, è debitore, al netto delle riserve, verso famiglie e banche. In mezzo ci sono tutta una serie di realtà finanziarie bancarie che vivono della segmentazione esistente tra le prime tre classi, raccogliendo soldi e poi riprestandoli al sistema. Il trasferimento in andata o ritorno tra queste classi avviene con la moneta, bancaria e non solo cartacea, la quale diventa presupposto di esistenza della casta bancaria, e si moltiplica da sola. Esiste pure un mirabolante meccanismo detto moltiplicatore monetario che monta la panna.

Invece basterebbe mettere in contatto diretto le famiglie con le società e con lo Stato, ed ecco che la moneta ritornerebbe al suo ruolo di strumento di scambio, unità di conto, e non di agognata entità autoreplicante.

Sbancate le banche.

Ebbene, dopo secoli di onorato servizio la moneta non serve più, il dio danaro è morto.

Aveva ragione Adam Smith, qualcosa di invisibile che facesse allocare le risorse c’era davvero, ma non era la mano del mercato.

Era il Cybratto, que viva el Cybratto.

Un po’ cyber baratto un po’ innocente cerbiatto, in sintesi moneta efficiente a catena corta.

Banche occupate, sportelli espropriati, moneta requisita.

E’ facile, sono 4 marketplace, una centrale di compensazione e una Costituzione monetaria.

1.      Modello lato domanda, tipo Ebay: ho da vendere una patata, chi mi offre più.?

2.      Modello lato offerta, tipo Ipay: ho un euro per acquistare patate, chi me ne offre di più?

3.      Modello lato prestiti, tipo social lending: ho un euro e lo voglio prestare, chi mi dice a chi?

4.      Modello lato investimenti, tipo crowdfunding: ho un progetto da un euro, chi vuole investire?

Poi il modello centrale di compensazione, il cuore.

In ogni istante la piattaforma di compensazione saprà dirmi, aggiornando i prezzi in un reiterato ricalcolo:

a.       dove e per che beni, servizi o lavoro c’è domanda inevasa;

b.      dove e per che beni, servizi o lavoro c’è offerta invenduta;

c.       dove ci sono saldi di cassa, risparmio, a disposizione per prestiti;

d.      dove ci sono richieste di finanziamento e per che investimenti, ovviamente a Sanocapitale .

In un tale sistema elettronico ogni transazione è pagata on-line e quindi non lascia dietro di sé’ ne crediti ne debiti ne evasione, tra l’altro.

La centrale, invece, deve rendere possibile il “match”:

1.         tra domanda e offerta di beni, servizi e lavoro, e relativi prezzi.

2.         tra domanda e offerta di prestiti e investimenti e relativi prezzi.

In pratica, deve svolgere la funzione di allocazione delle risorse, che è il mestiere mediatore proprio della economia, il più efficientemente possibile, alla velocità della luce, con una cybermoneta che così diventi infine ubiqua e non oggetto di intermediazione indebita.

Attenzione, non è un Pay-pal, che alla fine si traduce in un flusso sempre verso e dai circuiti interbancari. E che potrebbe essere solo uno dei veicoli anche per Cybratto.

Sarà una nuova visione comune che infine ci pervada, diventando rivelazione, apocalisse, monetaria.

La moneta che conosciamo oggi, con cui viviamo, ha fallito, non funziona, non alloca, anzi ingordisce.

Bisogna necessariamente passare oltre.

Dopo secoli di onorato servizio la moneta non serve più.

Il dio danaro è morto.

O perlomeno non si sente più tanto bene.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Money for nothing :parassiti e manovali…..continua…..se vi pare.

Per un trattatello completo cliccate qui, scaricate e cercate Cybratto


Nella praticadell’ubiquità monetaria

Giò    :    Avrei proprio voglia di un bel caffè. Peccato che ho lasciato i soldi a casa.

Clò    :    (passando di la) glieli presto io se vuole.

Giò    :    Ma come ha fatto a sentire? Io non ho parlato.

Clò    :    Lasci stare, quello è un altro esempio, un altro film. Lo vuole o no il caffe?

Giò    :    Ma che mi vuol fare la carità? Le sembro uno che chiede la carità? Sono tutto griffato, io.

Clò    :    Ma che carità! Glieli presto io i soldi, se vuole.

Giò    :    E poi come faccio a ridarglieli?

Clò    :    Non si preoccupi, me li rida la Centrale. Anzi non me li da nemmeno, mi annota solo nella “bacheca creditori”.

Giò    :    Però! Ma scusi con questo sistema posso bere caffè a debito all’infinito?

Clò    :    Ma che dice! Lei sarà annotato nella bacheca debitori, e li sarà oggetto di monitoraggio da parte della “Polizia Monetaria”

Giò    :    Che? Che Polizia è? Mai sentita.

Clò    :    E’ la polizia che vigila sulla efficiente allocazione delle risorse. E’ quella che guarda che fili tutto liscio.

Giò    :    Ci lavoreranno in tantissimi in questa Polizia Monetaria!

Clò    :    Ma no, non capisce?

La bacheca debitori, ma anche quella creditori, sono come un mastro generale di contabilità.

Raggruppano tanti mastrini individuali, tra cui il suo.

E a lei, che le piace fare debiti, la controllano.

In realtà controllano tutti.

Oltre un limite di solvibilità, diciamo 3 “debiti caffè”, non potrà andare perché la sua bacheca manderà un alert a quella del suo creditore potenziale.

Questo si fiderà dell’alert e non le presterà il suo 1 in più.

Giò    :    Mh. Mi piace già meno. Ma comunque, funziona con tutto?

Clò    :    Ma certo, non lo vede? E’ già così. Provi a trovare un bancomat. Non lo vede che non esistono? Da dove viene? Dalla terra?

Giò    :    Ok. Allora diciamo che non voglio essere “taggato” come cattivo debitore.

A questo punto la dovrò rimborsare, giusto?

E per farlo dovrò avere i soldi.

Quindi dovrò aspettare lo stipendio dal mio datore di lavoro.

Quando arriva il giorno di paga, quello accumula 1000 “debiti salario” e io mi trovo 1000 crediti nella mia bacheca personale.

E’ giusto?

Clò    :    E’ giusto.

Ma non dimentichi che tutto avviene, o un giorno avverrà, come quando ci siamo conosciuti: istantaneamente e con il pensiero.

La velocità di circolazione della moneta sarà quindi infinita, il che vuol dire che la moneta sarà ubiqua.

E infine che la moneta sarà quella che serve, e non quella inventata dal moltiplicatore monetario o altre stercherie.

Costituzione monetaria, consumi e credito al consumo

Giò    :    Non sono sicuro che funzioni con tutto.

Se io voglio un prestito per bermi 2000 caffè come lo faccio?

Clò    :    Non lo fa.

Il credito al consumo è stato proibito dall’articolo 1 della Costituzione Monetaria che dice che “puoi indebitarti, entro certi limiti, ma solo per esigenze reali, e non per i consumi”.

Quelli te li devi pagare con il tuo stipendio da 1000.

Giò    :    Lo sapevo che c’era l’inghippo.

Clò    :    Ma no, vedrà che se sta attento nei 1000 ci pùò stare. E poi in famiglia siete in 2, no?

Giò    :    Ma come fa a saperlo ? C’è una bacheca mia e di mia moglie e lei ci ha sbirciato dentro?

Clò    :    Beh, anche se fosse sarebbe così tremendo ?

Aspetti di vedere cosa fa la Polizia Monetaria con chi cerca di guadagnare troppo!

Vedrà che tutto costerà meno, e i suoi 1000 varranno di più.

Allora mi dirà se la trasparenza è così fastidiosa.

Giò    :    Ok. Sono curioso. Certo che questa PM dovrà richiedere un sacco di lavoratori.

Clò    :    Ma allora è “de coccio”.  Mica siamo sulla terra.

La PM è una rete di supercomputer, sempre al lavoro per controllare l’allocazione delle risorse.

Il che vuol dire controllare i giusti livelli di debiti e di crediti e anche i giusti prezzi, salari e cose analoghe.

Giò    :    E come fanno a dire cosa è giusto e cosa no ?

Clò    :    Bravo finalmente inizia a capire.

Questa è la domanda cruciale.

Lo fanno in un continuo processo di calcolo e aggiustamento successivo.

Prendiamo che si debba fare il prezzo di una camicia.

I supercomputer verificheranno i prezzi delle materie prime, del lavoro, del capitale investito, e calcoleranno un valore, diciamo 10.

Se a quel prezzo nessuno la compera, vuol dire che è eccessivo.

Allora avvieranno una scala di promozioni e aste al ribasso fino a che qualcuno la compera.

Se il produttore “ci sta dentro” il mercato esisterà, altrimenti si estinguerà.

Giò    :    Ma se il produttore ci prova lo stesso, la piazza a 100, e qualcuno se la compera?

Clò    :    Il produttore sarà soggetto allo stesso controllo di tutti.

Se piazza a 100 una cosa che gli è costata 2 …..allora per lui sono cazzi.

La PM sulla allocazione delle risorse non scherza niente.

Facile che gli arrivino in casa degli agenti speciali che, come in una sorta di Minority Report, hanno visto comparire sugli schermi della centrale un alert sulla “bacheca avidi”. Si goda la scena.

La Precrimine Monetaria

Toc, toc. Apra la porta. E’ la Precrimine Monetaria, il braccio armato della PM.

Che succede? Che problema c’è?

Abbiamo saputo che sta per mettere sul mercato una camicia da 100 che le costa 2. Lei è in arresto per la violazione dell’art.2 della Costituzione Monetaria: la tentata distrazione di risorse dalla loro efficiente allocazione.

Ma io volevo solo diventare molto ricco, molto di più di quanto sia adesso.

Non sapevo che fosse un reato.

Credevo solo di essere un uomo economico.

Ma quanto dovrei farla pagare?

“Troppo tardi. Non basta chiedere “quanto dovrei, o dovevo, farla pagare”.

La Precrimine Monetaria interviene a supplenza del libero arbitrio.

Una volta intervenuta, il soggetto è bandito dal Sistema Cybratto.

“Comunque in base ai calcoli di materie prime, lavoro non minorile, rese del capitale e altre componenti, lei avrebbe dovuto fare quattro cose.”

Pagare 10 volte tanto la sua manodopera.

Non assumerla minorenne.

Remunerare il doppio i suoi investitori privati piccoli risparmiatori.

E infine astenersi dal reato di cui all’articolo 3 della Costituzione Monetaria che sancisce il “divieto di istigazione al consumo sperperoso” di chi gliela avesse comperata comunque anche a 100.

La sua camicia per essere “a norma di efficiente allocazione delle risorse” avrebbe dovuto costarle 5 ed essere venduta a 6,5.

Adesso la smetta di piagnucolare e ci segua. La Precrimine Monetaria non ha tempo da perdere. La “bacheca avidi” è ancora troppo giovane e di furbi come lei ce ne sono ancora troppi.

Prestiti

Giò    :    Allora, vediamo se davvero tutto funziona.

Diciamo che vorrei un prestito per comperare la casa, e non per consumare.

Questa del credito al consumo l’ho capita.

Tra me e mia moglie guadagnamo 2000 al mese. Ne riusciamo a mettere da parte, con un po’ di fatica, 500.

Adesso li andiamo a mettere in banca. Che banca ci consiglia?

Clò    :    Proprio non capisce, vero ?

La banca siete voi.

Ha detto che riuscite a non spendere 500 al mese. Nei 1500 che spendete, avete già contato l’affitto, visto che la casa non la avete perché la volete comperare.

Questi 500 resteranno ogni mese sul vostro mastrino individuale.

Negli anni potrete anche decidere di prestare ogni tanto una somma a qualcuno, magari qualcuno vi è grato e vi rimborsa con qualcosa in più.

Agli albori della nuova civiltà dell’intelletto lo chiamavano “social lending”.

Giò    :    Scusi ma gli interessi ? Così ci smeno gli interessi.

Clò    :    Ma quali interessi!

Sono illegali ai sensi dell’art. 4 della Costituzione Monetaria : “il danaro non deve generare altro danaro, fatto salvo un possibile saggio ragionevole da definire a titolo di equa remunerazione del capitale”.

Non è più legale fare come facevate voi sulla Terra, dove le banche centrali si indebitavano a tasso zero, a voi quando depositavate non vi davano niente mentre se facevate un prestito si prendevano il 5,6,7%.

Torniamo alla casa.

Dopo 10 anni avrete da parte 60.000.

Se proprio volete comperare questa benedetta casa potrete farvi prestare una somma analoga, equa e sostenibile, ad un tasso o pari allo zero + uno spread del 1% o simile, anche esso equo e sostenibile.

Ve li potrete fare prestare da “un’orda” di potenziali investitori: tutti i prestatori potenziali saranno annotati nella bacheca “nano banchieri” di quell’ alveare che voi chiamavate worldfunding.

I 60.000 di prestito li rimborserete in 10 anni, e così sarete proprietari non schiavizzati.

Fate attenzione: la Precrimine è sempre all’erta.

Non potete indebitarvi a 30 anni perché la casa vi ruberebbe l’anima.

Se non ci arrivate voi da soli, lo faranno loro e vi bloccheranno.

In cambio saprete che vigilano anche sulla banca.

Il meccanismo otterrà anche una efficiente allocazione delle risorse del settore immobiliare, che sarà costretto a offrire case di valore massimo da 120.000.

Il tutto sempre condito dal “punteggio bacheca”, a cui saranno soggetti anche i palazzinari esattamente come il produttore di camicie.

La legge del profitto qualità e l’informazione

Giò    :    Vabbè, inizio a capirci qualcosa.

Ma secondo me su larga scala non può funzionare.

Come si fa a controllare una transnazionale?

Non è soggetta a nessuna legge specifica.

Sta nascosta in quale paradiso.

E opera solo sulla base della legge del profitto.

Clò    :    Mamma mia, che fatica parlare con lei.

“La legge del profitto” è abolita ai sensi dell’art. 5 della Costituzione Monetaria: “la legge in vigore non è più quella del profitto, ma quella delle risorse. 

Con risorse si intende in senso lato ogni mezzo funzionale alla diffusione della Qualità intrinseca. E’ abolita la corsa alla Quantità”.

Clò    :    Ascolti bene, questa è più difficile.

C’è un postulato interessante di questo art. 5: “il profitto è direttamente correlato alla energia impiegata e a quella messa a disposizione e può essere misurato in Joule”.

L’energia generata non è realmente generata, visto che sappiamo che può essere solo trasformata, ma è solo messa a disposizione prendendola a prestito dal tutto.

Ogni individuo nasce con un “patrimonio energia” a disposizione.

Questo viene accreditato sul suo mastrino individuale quando nasce.

In altre parole, una versione intelligente di profitto allargato è quella di efficienza energetica, nel senso di efficiente allocazione.

L’unità di conto successiva al Cybratto sarà allora il Joule.

Giò    :    Ok, più o meno ho capito. Ma mi faccia qualche altro esempio.

Facciamo finta che io sia la transnazionale che vuole andare in qualche paese africano di quelli da 1 dollaro al giorno pro capite per comperare miniere di qualcosa, miniere di utilità stimata di 1000 anni.

In realtà non voglio comperarle, voglio espropriarle in maniera occulta e sono già d’accordo con il Presidente del Paese locale.

Le miniere valgono 1000, le compro a 100, al presidente pago 50, e agli abitanti locali costruisco una scuola una strada e un ospedale per un valore totale di 10.

Dopodiché ogni giorno li assoggetto alla transumanza chilometrica per metterli a lavorare in miniera in condizione di schiavitù “di fatto”.

Che succede a questo punto?

Clò    :    Vede che non ascolta ?

Che differenza c’è con l’esempio della camicia?

Lei ancora non ha capito.

L’essenza, per allocare le risorse, è l’informazione.

Se io ho l’informazione, posso controllare la congruità di qualsiasi processo.

E le assicuro che Polizia Monetaria e Precrimine Monetaria sanno sempre tutto.

E un giorno, nel pieno della Civiltà dell’intelletto saranno tutti che sapranno sempre tutto.

Il punto fondamentale è l’art. 6 della Costituzione Monetaria: “è in ogni caso fatto assoluto divieto di trattenere qualsiasi informazione, e sue aggregazioni definite “conoscenza” o “cultura”, per qualsiasi utilità personale”.

“Tutte le informazioni devono essere messe a disposizione della collettività e delle autorità, che altrimenti le reperiranno d’ufficio.”

“Ogni informazione di costo, ricavo, profitto, disponibilità di risorse o surplus di energia, dovrà essere esposta immediatamente nella “super bacheca energia a disposizione per ogni bisogna””.

Giò    :    Ho capito. Si mi torna con l’esempio camicia. Per curiosità, alla transnazionale che succede?

Clò    :    Arriva la Precrimine Monetaria che notifica l’avvenuta espulsione dal Sistema Cybratto.

Contestualmente la PM manda un alert a tutti gli abitanti dell’espropriando Paese che saranno così allertati contro altri avidi potenziali, dai quali si sapranno difendere da soli avendo imparato a conoscere il vero valore di cui sono proprietari.

Come vede, si torna sempre alla questione delle informazioni e sue aggregazioni definite “conoscenza” o “cultura”.

L’essenza della Civiltà dell’Intelletto

Giò    :    Più continuiamo più mi pare di capire.

L’economia è interconnessioni e interdipendenza, non denaro.

In questa generale interconnessione, tutti sanno tutto, e le informazioni sono regolarmente diffuse ovunque.

Per questo la chiamiamo Civiltà dell’Intelletto.

Le connessioni si misuravano in soldi, oggi sono misurate in “altro profitto”.

I soldi non esistono più.

La vera essenza di tutto questo non è lo scambio cybertelepsichico.

Questo è solo un supporto, assai veloce e efficiente ma pur sempre supporto.

Questa si che mi pare la vera revoluzione: allocare le risorse, in ultima analisi l’energia, in maniera efficiente.

Vuol dire allocare tutto in maniera utile per tutti e non solo per il singolo uomo economico.

Immaginiamo che il mondo interconnesso abbia un valore totale.

Ipotizziamo di usare come unità di misura l’energia che esso rappresenta, in Joule.

E=mc2 insegna che dove c’è massa c’è energia, due facce della stessa realtà.

Ciò vuol dire che tutto ciò che vediamo e tocchiamo e facciamo o pensiamo è calcolabile in quantità di energia che rappresenta.

Sono stato un po’ eccessivo, mi scusi.

Ma mi sembrava utile un po’ di ridondanza a rinforzo sinaptico.

Mi dica: le sembra tutto giusto?

Clò         E’ giusto. Adesso, però, andiamo al lavoro.

Tutto il nostro discorso non vuol mica dire che possiamo stare tutto il giorno a non fare niente grattandoci i coglioni fino a farci venire gli unghioni neri.

Lo cantava già Pino Daniele : il Signore dice sempre “ Ma che ve site mise ‘n capa : ‘n Paraviso s’adda faticà”

E…si ricordi che mi deve un Joule-caffè, o arriva la Precrimine.

Giò    :    Allora vede che mi ha fregato?

Non aveva detto che i soldi glieli ridava la Centrale?

Clò    :    E’ inutile. Lei è senza speranza.

La contaminazione monetaria oramai le ha eroso la capacità di vedere le cose più evidenti.

Si, me li ha già ridati la Centrale.

Ma è lei che è ancora debitore verso il sistema.

E’ lei che deve saldare il suo debito, alla velocità della luce.

Giò    :    E quella questione del “patrimonio di energia”?

Mi piaceva molto il “prima guadagno, dopo lavoro”.

Clò    :    E’ tardi.

Andiamo al lavoro, appunto.

Dobbiamo rendere la nostra dose di energia quotidiana.

 

 

martedì 14 marzo 2023

2023 03 15 – Tenacia

 2023 03 15 – Tenacia

 Per : www.parolebuone.org su www.shareradio.it. Tenacia

 

Voglio fare una premessa che riguarda ancora la precedente parola buona, tenerezza.

L’appropriatezza della scelta del requiem di Mozart, in realtà è stata una botta “de bucio de culo”.

Non ricordavo assolutamente il testo, o diciamo libretto non so, ma evidentemente un decennio di studio di classica mi deve essere rimasto negli schemi neuronali, pronto a saltare fuori al momento giusto.

Mi sa che mi sa che c’entra sempre quella malandrina della neurosfera.

Sta di fatto che la rabbia del giorno del giudizio poi sfumata in dolce melancolia, io la sentivo tutta.

Insomma, bisogna essere onesti.

Ma torniamo in noi.

Oggi parliamo di tenacia.

Certo, quella di ideatori, redattori e altri “ori” delle parole buone.

Ma io vi parlerò della mia.

E non solo.

Lo sapete che ci vuole scienza ci vuol costanza, ad invecchiare senza maturità, cantava Guccini.

E io mi ci sono messo di impegno, con tanta tenacia e quella costanza.

Ma soprattutto dopo la pazzia.

Come il Kalimmudda mi sono imposto di essere facile preda di una costante irrefrenabile ilarità.

E cerco di ridere e fare ridere costantemente.

Ma un aiuto me lo hanno dato medici e operatori, che bruta paroela, in quel viaggio tra le molte vite che ho avuto.

Così ne voglio ricordare una in particolare.

In barba alla privacy, di cui ci priviamo volentieri, non avendo nulla da nascondere.

La dottoressa Laura Bellini.

Che qui dichiaro pubblicamente essere uno dei grandi amori della mia vita.

Con molta tenacia, mi aprì una breccia nella mia corazza di diffidenza verso chi mi parlava di malattia a cui io pensavo sempre come incompetenti, che non avevano percepito il dono, di quella cosiddetta schizofrenia.

Ma anche io, guidato d’empatia, di tenacia ce ne misi un tot, affidandomi alla percepita fiducia, che come noto non è questione di intelletto, quanto proprio di percezione a pelle.

Così un giorno le porte della tenacia reciproca si spalancarono alle sue semplici parole di: “dobbiamo imparare a cavalcare l’onda”.

E io mi dissi che tanta metaforica lucidità meritava fiducia.

Mi ci misi con costanza e con impegno, direi con tenacia, per l’appunto.

Finché aprendomi il cuore a quei traumi infantili genitoriali, che avevo sempre ritenuto “psicopippe”, ma che tali non sono, un giorno in non ricordo bene quale contesto, io le raccontai che mio padre diceva di me fin da piccolo che "non avevo spina dorsale”.

Un eufemismo che tanto mi ricorda un non essere tenace.

La dottoressa mi guardò interdetta e mi disse: “eh? Con tutto quello che le è capitato? Altro che spina dorsale, accipicchia”.

E siccome sono feticista della rima, dalle quali devo spesso trattenermi, vi dirò che fu così che la reciproca tenacia, alimentata di fiducia, divenne infine audacia.

Se sono qui a scrivervi è grazie a questa elargita e conquistata audacia.

E siccome sono schizoaffettivo, che è un modo affettuoso di dire schizofrenico, me ne frego se il collegamento tra audacia e tenacia fosse labile.

Io ce lo vedo tutto, come per la rabbiosa tenerezza del Requiem del principio, ove ci sentivo tutta la rabbia dell’ira di Dio e la melancolia susseguente.

Visto che anche la premessa è tornata utile?

Eh, noi schizati ne sappiamo una più del demonio.

E per dimostrarvelo, dopo Mozart vi piazzo un pindarico Hendrix “audace come l’amore” Axis, bold as love

Entrambi tenacemente poco normali, con costanza.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Axis, bold as love

PS : un applauso abbracciante a tutte le belline del mondo

domenica 12 marzo 2023

2023 03 11 – Evoluzionaria® bancaria e il Sanocapitale®


2023 03 11 – Evoluzionaria® bancaria e il Sanocapitale®

Prima premessa : questo non è l'unico mondo possibile.

Seconda premessa : è fallita un'altra banca. 

Della Silicon Valley. 

Panico generale.

Hanno paura che il gioco dell'aeroplano della catena di Sant'Antonio, nemico d'o demonio, gli si ritorca contro.

Come abbiano fatto, quei cervelloni dell'era digitale e della AI non è dato sapere.

Svb, boh?

Che sia una smodata ricerca di appropriazione di plusvalore? Si lo so che la parola giusta è profitto, ma il vintage è sempre attuale.

Comunque non ci interessa più di tanto perchè abbiamo una soluzione, anzi due.

Una me la conservo per il prossimo post giraballe.

Una ve la racconto ora.

Tranquilli, io sono contro l’appropriazione di ogni cosiddetta proprietà intellettuale.

Il simbolino è solo per fare scena.

Anche se i marchi li avevo registrati davvero.

Più mi copiano l’idea più sono felice di contribuire alla conversione del sistema alla Revoluzione.

Piccole ambizioni.

Solo un mondo migliore, un giorno perfetto.

Ma aveva ragione il Cipolla: preso un numero n grande a piacere, il numero dei cretini che incontrerete sarà sempre maggiore di n.

Quello che non sapeva è che la distribuzione di intelligenza e della sua reciproca cretineria è assolutamente una costante di parità di genere.

Allusioni, eh eh eh.

Allora, traggo spunto da recenti accadimenti di natura riservata, per ricordarmi che io il banchiere l’ho fatto davvero.

Nobile mestiere che nulla ha a che fare con il passacarte bancario.

Vuol dire reimpiegare il capitale in maniera produttiva antiparassitaria, conoscere il mondo reale del sistema, magari avendo memoria di avere fatto l’impiegato o l’operaio, sapere valutare e assumere rischi, anche chiedendo garanzie, certamente, ma quali?

Tranquilli, noi una soluzione la troviamo, garantito.

Il mondo è pieno di banche, e almeno un banchiere vero ci sarà.

Si, ma in in che senso?

In quello che voglio raccontare di quando io ho fatto il banchiere.

Proprio perché ci entrava la questione di beni strumentali e di come usarli come garanzia.

La mia banca si chiamava Evoluzionaria®, ed era preposta allo sviluppo del Sanocapitale®.

I soldi ce i avevo messi io, e li avevo dedicati a finanziare solo beni strumentali, come in certi tipi di leasing su beni come escavatori, carrelli elevatori, e simili, ma su scala di piccolo cabotaggio.

Era l’evoluzione del microcredito, quello di Yunus, per il quale la garanzia stava nella reputazione della comunità.

Non restituire un prestito era marchio di vergogna, perdita di reputazione, e così la sua diventò la banca a più basso tasso di insolvenza del mondo.

Io invece da brutto vecchio capitalista la garanzia la volevo, ed erano i beni strumentali, che inizialmente pagavo io e i cui soldi mi sarebbero stati restituiti solo con gli utili generati.

Niente utili, niente rata di rimborso.

La garanzia stava nel fatto che se l’imprenditore non ce la faceva a me restava un Caterpillar da rivendere usato.

Praticamente senza perderci nulla, che i Caterpillar sono gioielli di meccanica materiale pesante praticamente indistruttibili, a patto di metterci dentro l’olio giusto e non il biodiesel.

Ma questa è un’altra storia.

Oggi in un mondo cresciuto di contenuto sempre più immateriale, il nostro bene strumentale sono le vostre menti.

E sto pensando ai giovani.

Lo studio, la ricerca, il know-how, l'expertise. 

Ma non vi accettano ancora a garanzia.

Però ci stiamo lavorando.

Per consolazione, o forse solo conclusione, penso che il tutto, il Sanocapitale®, era pure a tasso zero.

Perchè i soldi che generano altri soldi sono immorali.

Mi pare si dicesse così nella finanza islamica.

Di sicuro lo sa qualche celeste esperta di Corano.

Finanza perfetta, oculata partecipazione al rischio e tutti ci guadagnano.

In teoria dei gruppi, gioco a somma maggiore di zero.

Un giorno la civiltà dell’intelletto sarà così.

E saremo anche liberi di raccontare le nostre storie senza autocensura.

Sarà come rapinare banche, ma dicendo solo per favore.

Succederà, poesia

 

Kalimmudda ipsum dixit

mercoledì 8 marzo 2023

2023 03 08 – Paniere e carrello

 2023 03 08  – Paniere e carrello

 

Un po’ di sana retorica veterocomunista.

Per capire, dobbiamo ripartire da la revoluzione della mortadella

Bisogna solo ricordare che la moneta non esiste.

E’ solo un grande pagherò che il sistema ha, alla fine del gioco dell’aeroplano, con la gente.

Una cambialètta.

In pratica ogni banconota che prelevate è una promessa di pagamento che lo Stato vi sta facendo.

Senza garanzia alcuna, tranne la parola, non avendo più la moneta alcun legame con la realtà.

Perché la gente si fida e lo lascia “battere moneta”, uno dei sintomi di regalità passate.

Alla fine però, se stampi moneta, allora i prezzi salgono.

In questi ultimi anni o decenni di moneta ne à stata stampata a strafottere.

Salvataggi bancari, pubblici, statali, pandemici, i “quantitative easing” e chi più ne ha più ne metta.

Tutta cosiddetta massa monetaria.

Ma come si fa a battere moneta?

Le banche centrali stampano titoli di debito pubblico che vengono “collocati sul mercato”.

Che vuol dire che voi ve li comprate, fiduciosi che vi servano da risparmio per la pensione, e in cambio gli date subito i soldi che lo Stato poi si spende per spesa pubblica e, una volta, per investimenti, vale a dire qualcosa che dovrebbe produrre utilità futura.

Dopodiché entra in campo l’inflazione.

Se una banca centrale ha un “pagherò”, un Btp, con il pubblico di 100 euro da rimborsare dopo dieci anni, e ammettendo che non defaulti, dopo dieci anni vi ridarà i 100 euro.

Ma mettiamo che nel frattempo i prezzi del Pil siano aumentati del 10% all’anno.

In dieci anni vuol dire che sono raddoppiati.

Arriva il momento di andare a riscuotere il sudato risparmio, e la banca centrale vi restituisce sempre 100.

Con cui però non ci comperate più nulla.

Si dice che il debito è svalutato a parità di valore nominale.

A questo serve l’inflazione, e non ve lo dicono.

Ammortamento inflattivo del debito.

E appropriazione del plusvalore, per noi nostalgici, con relativo accumulo di capitale del capitalista.

Che se ne approfitta sempre, per genetica.

Si perché nei conti che vi raccontano non parlano mai della verità.

Così ripenso alla stabilità del prezzo della mortadella all’Esselunga.

C’è una targhetta inquietante.

Prezzo bloccato fino al 30 aprile.

E dopo?

Ebbene, vi svelerò che il dopo è già arrivato, in barba a chi la targhetta non ce l’ha.

Ieri mi è venuta la fame.

Allora mi è venuta voglia di qualcosa di nuovo dalla solita mortadella.

Mi sono sognato una coscia di pollo con sovracoscia.

Mi ricordavo che stava a 2 euro al pezzo circa.

Allora tutto gongolante al pensiero del luculliano pantagruelico banchetto della pelle di pollo, mi sono recato alla Esselunga.

Ho iniziato a scartabellare tra le varie confezioni alla ricerca di quella che costasse meno di 2 euro massimi.

Ma scartabellando, scartabellando, ho scoperto con stupore che non ce ne era nemmeno una a meno di 3 euro.

Ho ricontrollato e ricontrollato fino a che mi sono arreso all’evidenza, ricordandomi di una danza del gorgonzola di una vecchina di tempo addietro, combattuta tra desiderio e possibilità, ovvero potere di acquisto. Lo prendeva e poi rinunciava, prendeva e rinunciava.

Mi sono reso conto che la vecchina stiamo diventando tutti.

Non che non lo sapessimo, ma riscontrare che è meglio rinunciare alla coscia e sovracoscia non è stato divertente.

In realtà tutto ciò è già successo, ad esempio, con la parità Euro al raddoppio. La Germania, che poi è America, ha garantito il nostro debito, in cambio del raddoppio del prezzo di una Golf.

Ma quello che più mi ha fatto incazzare è stata questione di aritmetica proporzione.

Tra 2 euro e 3 euro non ci passa il 10% ufficiale, ma il 50%. 2 + 1 =3

“Falce e carrello” una sega.

La differenza è tutta plusvalore appropriato e strumentalmente attribuito ad un generico paniere Istat, o ad un inesistente aumento dei prezzi di acquisto dell’energia, che in quanto materia prima sta sempre agli stessi prezzi di anteguerra russa.

E quindi?

Quindi scordatevi anche la mortadella, e men che meno il pollo, e preparatevi alla dieta proteica del fagiolo.

Se proprio vogliamo scialare, pane e fagioli.

Ma attenti al pane.

Non è il glutine che può uccidervi, quanto piuttosto il marginale seme di sesamo, stretto decadente parente del pistacchio nella mortadella.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Io seguo un Che Guevara

 

lunedì 6 marzo 2023

2023 03 06 – Povera Mia

 2023 03 06 – Povera Mia

 

Manco abbiamo finito di scherzare e avvisare sull’ideologia fascista, che ci spunta questa notizia.

Chi è Mia?

Mia è la mamma di Giorgìa?

Ve la faccio brevissima.

Mia è la nuova Misura per l’inclusione attiva.

Tagli e memi.

375 euro al mese per 12 mesi per chi ha redditi inferiori a 7.000 euro e varie astruserie.

E sempre Mia,  non senza barocca legiferatio e astruse equivalenze.

I miserevoli conti in tasca siete abbastanza grandi da saperveli fare da soli.

E applicarli almeno a una mezza decina di milioni di poveri e disoccupati.

Però c’è una cosa che non costa niente.

E’la dignità,

Ma purtroppo o la si ha oppure no.

Così la cosa più terrificante della memetica serpeggiante è nella seguente dichiarazione.

"Il Mia nasce dalla volontà di risolvere il tema delle politiche attive e di spostare quello che oggi è un sussidio sul tema della politica attiva. Quindi, ovviamente, non è una retromarcia. Si era detto che si sarebbe cambiato il Reddito di cittadinanza. Si era detto che si sarebbe immaginata una misura che avrebbe consentito a chi non può lavorare di essere sostenuto e a chi non vuole lavorare di dover lavorare per forza, se la vuole. E questo si sta facendo. Con il Mia ci sarà, entro certi limiti, con determinate possibilità, la concorrenza tra lavoro e Reddito di cittadinanza".

Quello che è veramente insopportabile è il tono patriarcale.

Allora rispondiamo a tono matriarcale.

Ma il problema non era che il lavoro non c’è?.

Chi è che non vuole lavorare e deve essere costretto a lavorare per forza?

Forse solo la figlia di Mia, l’immaginaria amichetta Giorgìa.

Giorgìa, Giorgìa.

Basta giocare con lo smartfòn.

Giovine, basta grattarsi i coglioni fino a farsi venire gli unghioni neri.

Esci e trovati un lavoro, se no ti mando Mia.

Va bene mamma, che palle però.

Vai al collocamento.

Forse esistono ancora anche le liste per le categorie protette. Una volta i matti erano considerati deboli da proteggere, e tu fai finta. Chiedi a papà cosa fanno i matti.

E che ci vado affare, devo mettermi in coda alle 5 di mattina, cercare di entrare prima che chiuda, iscrivermi a qualche lista, uscire sempre povera di canna e poi trovarmi anche lo scherzo di urbanistica popolare.

Che scherzo?

Nella via del collocamento fanno uno di quei bei mercati pieni di ogni bendiddio, ma io non ho i soldi nemmeno per i pistacchi nella mortadella.

E’ per quello che devi avere voglia di lavorare, per i pistacchi di fine mese.

Mamma, mamma, non ho trovato un lavoro; ne ho trovati due.

Posso anche scegliere.

Puttana o spacciatrice.

Buono! Due lavori sicuri in nero in due settori che tirano, eccome se tirano.

Speriamo che i fascisti non li legalizzino tassati, se no risolvono tutti i problemi dello Stato e poi ci tocca pagare, lavorare e perdiamo pure il grasso sussidio.

Ma va’, mamma. Chi vuoi che legalizzi qualcosa.

E poi cosa sono i fascisti?

Mai sentiti.

Giorgìa, però per strada, la notte, quando sei allo sprofondo, ricordati che devi fare attenzione a tossici, travestiti e matti.

Io ci sto lavorando, vorrei mandarli tutti a scopare cenere in punizione in camera; ma tu sei appetitosa carne fresca per il demone del fascio.

Mamma lasciami in pace, devo farmi di crack e allenarmi a fare pompini.

Memetica.

Con doppia dedica, doppia come i lavori di Giorgìa

Salario garantito e Tammuriata del lavoro nero.

 

Kalimmudda ipsum dixit.

domenica 5 marzo 2023

2023 03 05 – La solitudine dell’epistemologo

 2023 03 05 – La solitudine dell’epistemologo

 

Ieri un caro amico mi magnificava le mirabilie della emergente intelligenza artificiale.

Un software capace di assemblare un testo complesso, di senso compiuto, in pochi secondi sulla base di alcune parole chiave.

E vabbè.

Era previsto che il web da strumento di connessione diventasse tool di ricerca, prima elementare e poi semantico, fino a evolversi in vera e propria rete neurale in principio locale ma un giorno globale.

Il primo pensiero che mi è venuto è stato : ecco qualche altra generazione di scrittori disoccupati.

Non fraintendetemi, come per le grandi opere, io sono un feticista di ogni forma di scienza, ma ogni tanto ho il vizio del dubbio, al grido di dubito ergo sum.

Così mi sono ricordato dei miei periodi di concepimento della civiltà dell’intelletto in forma di psichiatria quantistica.

Che era fatta non di una rete di computers, ma da 8 miliardi di cervelli in connessione telempatica. Quelli che uploadavano e downloadavano informazione dalla neurosfera alla velocità della luce. O meglio, alla velocità del gravitone.

E così facendo permettevano di imparare e diffondere conoscenza, fino al giorno della completa illuminazione di ogni umano, divenuto infine senziente di tutto quanto contenuto nel qbit primigenio.

Insomma una vera rete iperneurale capace di ragionare, imparare e insegnare, sulla base di schemi neuronali contenenti tutta l’informazione presente nell’uovo del big bang.

Una fluttuazione quantistica del campo del vuoto non vuoto, ma pieno di tutto in potenza.

Così mi documentati, e riportai nel solito blog, non solo di fisica, ma di reti, informatica, genetica, nanotecnologie, teoria dell’informazione, quella delle singolarità, e chi più ne ha più ne metta.

Vorace come un’idrovora ceravo l’intelletto.

Diventai anche oggetto di osservazione, se non di studio, a campione, al dipartimento di neuroscienze.

Finché un giorno mi irradiarono di radiazione elettromagnetica, allinearono gli spin delle particelle del mio cervello, poi rilasciarono la radiazione e si misero a fotografare lo spettro di colori con cui le particelle tornavano al loro spin originale.

Con lo stesso principio, tra l’altro, si possono indurre comportamenti, ma non preoccupatevi, stavo solo facendo lo sborone. Era solo una cosiddetta risonanza magnetica. Scienza.

Ne uscì un referto che parlava di alcune zone del cervello in stato di necrosi neuronale o non so che.

Io mi spaventai pure, e mi sentii anche in colpa, pensando a tutti gli abusi che avevo perpetrato, ma loro mi rassicuravano che era solo il naturale processo di invecchiamento.

E poi nel frattempo la scienza aveva scoperto una fonte di staminali proprio dietro il bulbo olfattivo.

Comunque io la chiamo sindrome della videocassetta, pensando a mio padre che non riusciva a farla partire.

Mi resi conto in pochi istanti che ero diventato vecchio.

E la scienza non è mestiere per vecchi.

Ma credo che ci sia un mestiere per vecchi sapienti, a patto che si tengano sempre aggiornati a mente aperta.

Ed è quello dell’epistemologo.

Il filosofo della scienza.

L’analista e controllore della corretta evoluzione del pensiero della neurosfera.

Sempre allerta a memi ingegnosi o pericolosi.

Il guardiano della complessità di tutta la conoscenza che abbiamo.

Questo avrei voluto studiare.

Ma i padri, mio ed eterno, avevano altri piani.

E mi concessero, in una notte di luna piena, di vedere tutta la creazione e la relativa forza dominante.

Io credevo fosse l’intelletto in radiazione elettromagnetica.

Invece non bastava, ci voleva, prima, la leggera gravità della forza dell’amore.

Amore che move il sole e le altre stelle.

E io seppi che “per amore, per amore, tutto è sempre stato solo per amore”.

Ma dubitando dubitando, non sono sicuro che quel tutto contemplasse una replica della mente umana al silicio, quando ne abbiamo a disposizione 8 miliardi a ciò predestinati.

Fatto salvo qualche caso in cui in effetti certe teste sono piene solo di sabbia silicea.

E così concludo.

Mentre sono sempre solo.

Anima mia/noi siamo come dici/generazione/di aquile infelici.

Salsita!

La danza delle viole. Funambolici Vargas. Canzoniere copernicano

 

 

Kalimudda ipsum dixit