martedì 11 luglio 2023

2023 07 11 - Toccatina e fuga

 2023 07 11 - Toccatina e fuga

 

La notizia.

Costume, giurisprudenza, società, cronaca.

Dove la mettiamo?

Io la cronaca la detesto.

La trovo manipolatoriamente fuorviante dalle dinamiche strutturali.

Ma in questo caso mi sa che va là.

Forse con qualche considerazione generale.

O forse anche no.

Per rispetto alla toccata.

Tocca una studentessa ma per "poco". Assolto un bidello a Roma

Della vicenda scrive il Corriere della Sera, dice l’Ansa.

Per il tribunale il toccamento, durato "tra i 5 e i 10 secondi" così come ha denunciato la vittima, è avvenuto ma senza l'elemento soggettivo.

Cioè senza la volontà da parte del bidello di molestare la minorenne.

I giudici non hanno, quindi, accolto l'impostazione della Procura che aveva chiesto per l'imputato una condanna a 3 anni e mezzo di reclusione.

Nel corso del processo, secondo quanto scrive il quotidiano, l'imputato ha ammesso di avere toccato la studentessa ma di averlo fatto "per scherzo".

La vittima ha, invece, ribadito quanto avvenuto.

Una ricostruzione creduta dai giudici per i quali, tuttavia, l'azione del bidello "dura una manciata di secondi, senza alcun indugio nel toccamento”.

Una manovra "maldestra ma priva di concupiscenza".

Potremmo anche lasciarla così.

Perché è una storia da senza parole.

Certo che per il bidello la sentenza sarà stata musica per le orecchie.

Toccata.

Ina.

E fuga.

Una micro sveltina.

Ma per scherzo.

Si giocava 3 anni e mezzo.

In un posto dove i pedofili non sono notoriamente benvoluti.

Ma quello che più inquieta è la discrepanza tra condanna proposta e risultato finale.

Diamo per scontato che qualcuno avrebbe dovuto essere li a misurare i secondi, visto che come noto il tempo è relativo e si dilata o si contrae nei momenti di paura.

Ma poi che vuol dire il bidello col per scherzo.

Saremo anche morbosi.

In quale parte del corpo esattamente si collocherebbe la toccatina.

E quale è la misura della maldestrìa.

E soprattutto quella della concupiscenza.

Brama ardente, desiderio appassionato, soprattutto di piaceri fisici, corporali.

Carnali.

Si pecca di concupiscenza, ci si tormenta di concupiscenza, si guarda con concupiscenza, si perde il controllo con il predominio della carne sullo spirito per concupiscenza.

Ma poi si tocca per scherzo.

Ho il sospetto che i giudici abbiano perso il lume della ragione.

E abbiano omesso qualcosa.

Il senso della morale, forse.

Ma chi sono io per dire o non dire altrimenti.

Peccatore carnale incallito.

Certo.

Ma stupratore per scherzo mai.

Volano paroloni.

Stupratore vi sembra eccessivo.

E allora chiedetelo alla ragazza.

E vediamo come starà.

Tra montagne di secondi di tempo.

Reincontriamola tra tre anni e mezzo di secondi.

Mentre il bidello.

Siamo sempre in tempo a ricorrere in appello.

Almeno speriamo.

 

Kalimmudda ipsum dixit.

La citazione musicale non è appropriata.

lunedì 10 luglio 2023

2023 07 10 – La trinità dei tonti

 2023 07 10 – La trinità dei tonti

 

Alla fine ci sono andato.

Si, a sitilaif.

Palazzoni che pare di naufragare sulla concordia.

La costa.

Pieni di design.

Coi grattacieli mosci.

Porte scorrevoli.

Ti si aprono davanti come il mar rosso.

Un che di biblico.

E sei dentro.

Al tempio.

La cattedrale.

Si facevano maestose per colpire dritto alla percezione esperienziale.

Rette dritte contro il vento da contrafforti pilastri della terra.

Questa è evolutiva.

E’ piena di concezioni di storture.

In effetti la linea retta in natura non esiste.

Piena di scale mobili.

Che salgono e che scendono.

Metafore di vita.

I miei neuroni assorbono.

Mentre ripenso alla trappola della povertà.

E colorano.

E allocano.

E contano.

E vogliono.

E comprano.

Senza che nemmeno te ne accorga.

E’ sublimazione del sublimine..

Qualcuno avrà anche pensato all’allocazione delle locheiscion.

La disposizione non sarà casuale.

Io me l’immagino esperienziale.

Ma non è un’esperienza.

Non trovo la parola.

Eccola, si.

E’ una religione.

Rapporto, variamente identificabile in regole di vita, sentimenti e manifestazioni di omaggio, venerazione e adorazione, che lega l'uomo a quanto egli ritiene sacro o divino.

E’ consumanesimo

Di una accolita.

Di citylifers.

Con tanto di simbolo di crocifissa trinità.

Tre torri.

Queste di erettile priapismo.

La croce non c’è.

Ma il divino consumo è li che impera.

Mentre chi vende si arricchisce.

E chi compra lo arricchisce.

Nel tempio della trinità dei tonti.

 

Kalimmudda ipsum dixit

The cross, sign of the times . 

You are citylifers

 



 

 

sabato 8 luglio 2023

2023 07 08 – Neet mica neat

 2023 07 08 – Neet mica neat

 

La solita notizia Ansia.

In realtà una serie di notizie.

https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2023/07/07/istat-giovani-in-difficolta-17-milioni-di-neet_eea18813-9e57-43ea-8df9-5cc3829e3b1a.html

Boom di ultracentenari

Economia e povertà

Il paese fotografato dall’Istat

Allarme giovani in difficoltà.

1,7 milioni di Neet.

Mica vuol dire puliti, però.

Neet viene dall'acronimo inglese di Not Engaged in Education, Employment or Training.

Letteralmente non attivo in istruzione, in lavoro o in altro.

E’ quell’”altro” che mi lascia perplesso.

Vedrete perché.

Che poi saran mica tutti fancazzisti.

La colpa è della trappola della povertà.

Si chiama trappola perché una volta che ci sei entrato non ne esci più.

Una tagliola.

In Italia la trappola della povertà è più intensa che nella maggior parte dei paesi dell'Unione europea e sta aumentando più che altrove, a confronto con il 2011.

Per trappola della povertà si intende quel fenomeno riscontrabile quando non vi è alcun incentivo per le persone con redditi bassi o nulli a cercare un lavoro, in quanto ogni reddito addizionale sarebbe compensato da perdite di benefici sociali e aumenti delle imposte.

Partendo da livelli di reddito molto bassi o nulli, un individuo che riceva dei redditi addizionali potrebbe trovarsi in una situazione peggiore di quella precedente.

Eppure eravamo il quinto paese per potenza economica.

E mica secoli fa.

Adesso ci troviamo nel G20.

E secondo me perchè ci hanno fatto un compassionevole favore ad allargare la soglia.

Tra un po’ saremo nel G100

Evidentemente abbiamo sbagliato strategia.

Tutto quel meidinitali evidentemente non paga.

Maestri del superfluo design.

Indifendibili opere dell’ingegno.

Era meglio puntare a dare in concessione ai cinesi le nostre coste.

Loro sono capaci di costruire isole per ponti chilometrici.

Anzi, dirò di più.

Diamogli in concessione per 200 anni tutto il Sud.

Magari proprio tutto il paese.

Che tanto se lo stanno già comperando a bocconcini.

Facciamo come Hong Kong.

Che ce lo tirano a lucido, mafia compresa.

Che quella cinese è meno complimentosa della rammollita ripulita nazionale.

E quindi cosa ci resta ai nostri Neet?

Che di certo non sono niente niente neat?

Manco abbiamo finito di scherzare e avvisare sull’ideologia fascista, che ci spuntò questa notizia.

Mia è la nuova Misura per l’inclusione attiva.

Si era detto che si sarebbe immaginata una misura che avrebbe consentito a chi non può lavorare di essere sostenuto e a chi non vuole lavorare di dover lavorare per forza, se lo vuole.. ".

Quello che è veramente insopportabile è il tono patriarcale.

Allora rispondiamo a tono matriarcale.

Ma il problema non era che il lavoro non c’è?.

Chi è che non vuole lavorare e deve essere costretto a lavorare per forza?

Giorgìa, Giorgìa.

Basta giocare con lo smartfòn.

Giovine, basta grattarsi i coglioni fino a farsi venire gli unghioni neri.

Esci e trovati un lavoro.

Va bene mamma, che palle però.

Vai al collocamento.

Forse esistono ancora.

E che ci vado affare, devo mettermi in coda alle 5 di mattina, cercare di entrare prima che chiuda, iscrivermi a qualche lista, uscire sempre povera di canna e poi trovarmi anche lo scherzo di urbanistica popolare.

Che scherzo?

Nella via del collocamento fanno uno di quei bei mercati pieni di ogni bendiddio, ma io non ho i soldi nemmeno per i pistacchi nella mortadella.

E’ per quello che devi avere voglia di lavorare, per i pistacchi di fine mese.

Mamma, mamma, non ho trovato un lavoro; ne ho trovati due.

Posso anche scegliere.

Puttana o spacciatrice.

Buono!

Due lavori sicuri in nero in due settori che tirano, eccome se tirano.

Mamma lasciami in pace, devo farmi di crack e allenarmi a fare pompini.

 

Kalimmudda ipsum dixit.

Tammurriata del lavoro nero

 

lunedì 3 luglio 2023

2023 07 02 – Luce nera e porte oscure

 2023 07 02 – Luce nera e porte oscure

 

Queste sono cose serie.

Le notizie che mi intrippano.

Sarà che sulle percezioni universali ci ho passato una vita di diletto dilettante.

O sarà che l’universo spesso me lo sento dentro.

Sta di fatto che leggo.

Lanciato il telescopio spaziale Euclid, il detective dell'Agenzia Spaziale Europea che indagherà i misteri della materia e dell'energie oscure che occupano il 95% dell'universo.

Ma cosa volete indagare su che cosa ci sia.

Prendete un numero infinito a piacere di singolarità di buchi neri.

Il numero di singolarità nascoste dentro se stesse sarà sempre maggiore di infinito.

Infinito a potenza infinita dà infinitissimo.

Dove non passerà un filo di luce.

Lasciandovi nello scuro dell’infinita oscurità.

Insomma.

Se in fondo a un buco nero c’è il pieno di infinito con la sua infinita conoscenza contenuta in un singolo infinito qbit, e se mettete in fila infiniti infiniti oscuri, allora ecco che troverete la trama delle porte di un ribollente infinito multiverso tutto tinto di oscuro.

Sicuro.

Al 95%.

Ma la fisica in matematica ancora non ce la può fare.

Oggi è finita.

Speriamo in Euclide, e ci metto pure la e finale che suona meglio.

E fa pure indovinello.

Al contrario, la percezione della dimensione dell’amore universale della creazione è onnipresente e attraversa permeabile tutto l’universo.

E' percezione della mente, secondo alcuni della stessa sostanza di quella universale.

Proprio come una coperta di intessuta nera luce oscura che tutto avviluppa.

In certa dominante materia della cui presenza ci accorgiamo solo attraverso i suoi effetti gravitazionali.

Il gravitone, o anima del purgatorio.

E’ sempre questione di gravitone.

Quello che viaggia nella neurosfera per tutto l’universo alla velocità della luce.

Nel campo gravitazionale il cui funzionamento universale ci è ancora oscuro.

Neurosferico.

Ma che pure lo sappiamo.

Scopri il gravitone e sarai Dio, lessi una volta.

Oggi non lo vedete ancora, almeno credo.

Ma questo non vuol dire che non ci sia.

Anzi, il punto è che come “particella” mediatore della forza di gravità, non può non esistere.

E se riuscissi a governarlo eccomi astronomy domine.

A quel punto una domanda.

Era meglio un atto di mistero della fede o la fredda disciplina dell'appropriazione della scienza.

Comunque roba grossa, per cui val la pena di lanciarsi qualche satellite privato come già l’astropetardo di Musk.

Ma io preferisco una rete pubblica.

Per cui ho lanciato anche io una rete satellitare, ma per tutti.

Con la mia astrobarca Katagea.

Da cercare nei meandri della mia ontologia fitta in weblog.

Seguendo scalette di spettrali indici di colori.

Con abbondante rinvio all’iperspazio degli iperlink.

Strumenti o veicoli connettivi parte di quel processo che portò alla rivelazione della primavera della Synfisica

Ma torniamo allo spazio e alla sua rete naturale e artificiale.

Più che preferirla tale, che sia pubblica è proprio una obbligatoria necessità.

Insomma, l’appropriazione indebita del pubblico mistero proprio no.

Perciò questa spezzettatura di concorrenza nella ricerca è irritante.

Qualcuno già pensa alla propria egemonia.

Ma il merchandising del buco nero privato ariproprio no.

Comunque un post di blog da 3 minuti non è lo strumento

Seppure evocativa navigatrice abbreviazione di weblog, giornale di bordo sul web.

Evidentemente l’infinito si illumina di immenso.

Probabilmente.

Ma se provate ad inseguirlo per acchiapparlo quello vi sguiscia via.

Questione di osservazione quantistica, in effetti.

Collasso della funzione di probabilità in certezza particolare.

Evviva 'o gatto.

E’ perché voi non siete infiniti.

Ma potete lasciarvi accelerare per lasciarvi fluire.

Dalla meditazione in stasi dovete passare alla dromologia in fasi.

E affidarvi alla fedele contaminazione della neurosfera.

Una pagina, dunque, non è abbastanza.

Oppure, più probabile, è già troppo.

Serve un veloce vigilare.

Per cogliere ogni minimo segno di pace.

Con lo sguardo del rapace.

Se mi rilasso, collasso.

O no?

 

Kalimmudda ipsum dixit

Learning to fly, to a ribbon of black

 

sabato 1 luglio 2023

2023 07 01 – Reggenti pezzenti

 2023 07 01 – Reggenti pezzenti

 

La notizia, di per sé è di quelle da non ce ne può fregare di meno.

Così per darle una parvenza di importanza la privo di latenza.

Ma ne confermo il potere fare senza.

Lasciando in bella vista tutto l’hyperlink.

A dare a una magagna regale l’assenza d’importanza reale.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2023/06/30/harry-al-processo-contro-il-gruppo-mirror-chiede-370-mila-euro_5228a12d-d98c-431c-a28f-6fd2e0ad3909.html

Che poi questo non è manco reggente.

Direi solo pezzente.

Per 370.000 euro poteva almeno fare un beau geste e concedere un munifico regale silente perdono.

Oh, tu guarda che ci spunta pure un linguistico francofono sfottò.

E tu guarda un po’ se mi tocca pure insegnare a fare il re.

Anche se in effetti mi ci sentirei portato.

Sarei stato ricordato come sovrano illuminato.

Pur di sprazzi di scecspiriana follia.

Io che predico di motori revoluzionari in graduali batti d’ali della soprammezza borghesia.

Ma lo dicevo io.

Mi pareva che la monarchia fosse finita.

Qui è questione di ordine di grandezza.

Un vero regale, giàppure imperiale, ragiona di miliardi non di migliaia.

Il miliardo ha un suo perché.

Ci si fanno tante cose.

E se uno è illuminato magari pure buone.

Invece questo pel di carota mi è diventato borghesuccio monetario.

Attaccato a pochi spiccioli di robba malavogliosa.

Mentre la royale air force gioca coi bombardieri.

E gli odiati confinanti di oltre mare non riescono a soffocare congeniti bisogni rivoluzionari.

Prodromici ad una plausibile futura rivoluzione.

In barba a quella mia scritta con la “e” di revoluzione.

Non si ferma la rivolta nelle banlieues

Allora mi concedo di suggerire di guardarsi una serie tv.

Di quelle inventate in un settore d’imperialismo americano figlio di quello britannico.

The Crown , con tanto di altezzosa apertura alla borghesia popolana.

Una bellissima ricostruzione di grandezza regale.

E poi suggerisco di prendere il giovane reggente e metterlo su un bombardiere.

Ma di quelli a volo così radente da potere vedere.

Per farsi meglio le ossa, e le idee, se non lo ha fatto già.

Memore di fasti da coloni imperiali.

E dei danni creati

Per vedere i tormenti che dà.

E magari farsela addosso tra i sibili di contraerea.

Io devo proprio dirlo.

A me l’ordine nobiliare mi fa cagare.

Quando poi diventa borghese piccolo piccolo poco poco lo reinvio alla grandezza necessaria.

Del quale riflesso un popolo intero sopravvive e rivive.

Perché si rende conto che quando arriva la rivoluzione, questo succede.

Li francesi so' arrivati e ci hanno buono incarusato.

E vualà, e vualà cavuci in culo alla libertà.

Libertè egalitè tu arrobbi a me io arrobbo a te.

Nostalgica scoperta che era meglio il borbone che napoleone.

Minuscoli, perché la vera archìa è quella della democrazia.

Almeno fino a nuovo ordine.

Anche se in effetti io sarei stato illuminato.

 

Kalimmudda ipsum dixit

A multipli di hyperlink.

Canto dei sanfedisti:

1.      https://www.youtube.com/watch?v=fRIVuTecBac

2.      https://it.wikipedia.org/wiki/Il_canto_dei_Sanfedisti

 Evviva ‘o re :

3.      https://www.youtube.com/watch?v=TBgx4eBGOZ0

 

 

 

venerdì 30 giugno 2023

2023 06 30 - Metempsicosi di razza

 2023 06 30 - Metempsicosi di razza

 

Che razza di reincarnazione.

Proprio una reincarnazione di razza.

E guardatevelo il dizionario di filosofia della Treccani.

Pensavate al buddismo e invece si ripete da molto prima e pure altrove.

I greci se ne sono appropriati, come di tante altre archetipiche protoidee

Qualcuno mi ha chiesto che fine avesse fatto lo scrivere.

Ma come ho già spiegato io sono solo uno scrivano.

Quello che viaggia nella neurosfera vive di vita propria, in costante reincarnazione pensativa.

E solo a volte viene colto da un centro di gravità per la mente che ne mette a terra i movimenti gravitazionali.

Insomma, se non arriva la brezza dell’ispirazione di materico pensiero è perché il rotore semantico della terra sta veicolando altro altrove.

La vita profetica viaggia a corrente alternata.

Tra manìa di furore profetico e vuoti dell’anima del mondo.

E a noi non resta che la messa a terra.

Allora mi concentro altrove.

Sono osservatore dell’astronomia.

Cerco una galassia, la mia autonomia.

Ma viviamo nel terrore che ci rubino l’argenteria.

E’ più prosa che poesia.

Così divento spettatore dell’etologia.

Osservo.

Schemi neuronali e dinamiche dominanti.

Comportamenti emergenti domestici.

E trovo sempre qualcosa di cui potere dire maraviglie.

Questo nuovo cane è di fenotipo albino.

Che non preclude peculiarità del genotipo.

Fossimo nel medioevo tutto quel candore sarebbe demonio dissimulato.

Un po’ come le streghe dai capelli rossi.

Oggi mi evocano sprazzi di biodiversità.

Con una punta di comportamentalità.

Insomma, è molto strano.

Questa Bea cagnolina albina adotta alcuni particolari comportamenti identici a quelli di Tina, il cane da pastore di prima.

Con certe uguaglianze e certe differenze.

Una è tutta bianca albina l’altra era tutta nera come la pece.

Una ha imparato da sola in due giorni a non fare i bisogni nemmeno nel giardino di casa, l’altra pure.

Una gioca alla giostra da torneo medioevale, l’altra mi puntava da lontano con la stessa attitudine di sfida.

Una abbaia a certi suoi rumori, l’altra ululava alle sirene delle ambulanze.

Una dormiva a pancia all’aria e zampe dritte, l’altra giunta a casa ha iniziato a farlo uguale.

E poi la cosa più strana sono i sogni di entrambe, costellati di frammenti di latrati e piccoli squittii.

Dopo i primi giorni di silenzio la genetica da veggente albina deve per forza averla messa in contatto.

In una forma di ricezione telepatica dalla neurosfera, che gonfia di pensieri la gabbia di Faraday di casa mia.

Deve per forza essere questione di razza.

Una era aristocratico ancestrale pastore, l’altra è detta bastarda.

Ma guardandola correre in circolo io decido che abbia dei geni pastorali.

E la battezzo ultimo sterile magico esemplare puro albino di maremmano nano.

Purtroppo sterile perché per mano d’umano riproducibile solo per clonazione.

Insomma ve la faccio corta, ma per me siamo testimoni di una reincarnazione.

Di razza in razza.

Pura e bastarda.

D’altronde l’anima del mondo sta nella neurosfera a botte di 21 grammi per volta.

Perché mai non dovrebbe reinfilarsi e manifestarsi da qualche altra parte.

Penserete che sia pazzo.

E questa sarebbe schizofrenia, prima ancora che manìa.

Ma nel linguaggio corrente mania è sinonimo di fissazione, ossessione, esaltazione.

Allorché andando più a fondo nella ricerca etimologica, si trova la radice sanscrita man da cui il sanscrito mana = mente e manyu = furore.

Ma quale maniacale furore profetico.

Voi credete che io veda cose che non ci sono.

Ma la realtà è che io vedo cose che voi non vedete.

A volte.

E un cane di più.

Nel sottoscala della sterile ragione.

Tra le porte della percezione.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Ma che manìa : qualche grammo di reincarnazione d’artista.

 

domenica 25 giugno 2023

2023 06 25 – Il teatro dell’estinzione

 2023 06 25 – Il teatro dell’estinzione

 

Chissà, chissà.

Domani.

I russi, i russi.

Gli americani.

Così risuona il sottinteso profetico di Futura.

E ascoltatevela un po’ di poesia d’attualità.

Così vi armate.

Per leggere un po’ di dichiarazioni, titoli e constatazioni degli ultimi due giorni.

In ordine rispecchio di confusione.

E aggiornamento cronologico inverso.

Tutte col bollino Ansia, largo circa.

La Wagner si ferma a 200 km da Mosca.

Lukashenko: ho mediato io con Prigozhin.

Prigozhin, quartier generale a Rostov preso senza sparare.

Putin alla Russia: chi ha tradito sarà punito.

Il fallimento dello Zar: rischi di escalation nella guerra.

Mosca si blinda: il sindaco dice state a casa.

Zelensky, subdelira e dice che è solo l'inizio, e l'Ucraina attacca a est.

Il Cremlino non perseguirà le milizie ribelli e il loro leader andrà in Bielorussia.

La presa di Rostov mentre Kiev dichiara prese posizioni nel Donbass occupate dai russi dal 2014.

Chi è Yevgeny Prigozhin, lo chef di Putin che ora sfida lo zar.

E la brigata Wagner, che fa tanto valchiria da Apocalypse now.

Le cronache pietroburghesi raccontano che tutto è cominciato da un chioschetto di hot dog, Yevgeny Prigozhin non aveva neanche 30 anni ed era appena uscito di galera.

Un altro parvenu geopolitico fatto signore della guerra.

Fino al notizione che Putin dichiara alla nazione che non si ripeteranno gli eventi del 1917.

Parla, credo in particolare, di quelli culminati nella rivoluzione che fu parte del lungo e complesso processo della Rivoluzione russa.

Il 24 ottobre i bolscevichi cominciarono ad occupare i punti nevralgici della capitale, senza incontrare quasi resistenza. Il passaggio della città nelle mani degli insorti fu quindi abbastanza pacifico, ed avvenne senza che la cittadinanza, e nemmeno gli zar e il governo, se ne rendessero conto.

Ma oggi mi sa che Putin è molto più vigile.

E dichiara il tradimento mercenario.

Il che mi sembra un paradosso.

Se son mercenario è perché mercifico.

Allora mi sono fatto una domanda.

Oltre a quella madre. 

Di quanto fosse tutto un teatro, un film da cinema.

In tutto questo quanto c’entrano gli americani.

E gli inglesi.

Adesso mi è più chiaro a cosa potesse servire la Brexit.

Mentre l’Europa tituba in ogni decisione o sanzione, e meno male soprattutto se si parla di elargire bombe, i britannici possono giocare a fare il braccio armato degli americani.

I quali potrebbero benissimo avere immaginato che la Russia è solo un po’ più grande del Nicaragua.

Ma in fondo basta pagare.

Quelli sono mercenari.

E gli americani, del “compro pretendo” sono campioni.

C’è solo una concorrenza importante di cui tenere conto.

Nel 1917 non c’erano le testate nucleari.

Che oggi sono sparse un po’ ovunque.

E che Putin assicura implicito, e forse ottimistico, essere sotto controllo. 

Fino a che si tratta del suo.

E se invece no, in fondo chi se ne frega.

Una botta di fungo e via.

E ripartiamo scarafaggi.

In questo dramma di teatrino dell’estinzione.

Dove tutto concorre per il bene, certo.

Salvo errori ed incidenti.

 

Kalimmudda ipsum dixit.

Futura. Di nuovo a ridondanza poetica che fa bene.

venerdì 23 giugno 2023

2023 06 23 – La nausea delle balene

 2023 06 23 – La nausea delle balene

 

Un amico mi ha raccontato che gli piacciono le balene.

Se ho capito bene per questioni altimetriche.

Che sott’acqua diventano batimetriche.

Contrariamente ad un’alice, la balena quando si scatena una tempesta se ne scende in profondità.

L’alice morirebbe di esplosione di vescica natatoria per la pressione.

Ma la maestosa balena, lei può.

E aspetta.

E vale per qualsiasi tipo di tempesta.

Anche quelle di umana etnogenìa.

Così mi sono ricordato una notizia di decenni fa che mi aveva riempito di speranzoso entusiasmo.

E di una conferma del fatto che tutto concorre al bene.

Nei dintorni di certe profondità mediterranee, il mare scende fino a 5.000 metri.

Ma noi ci accontentiamo di una zona da 3.000, che sta nei pressi delle isole Eolie.

Nella stessa zona i capodogli erano dati per estinti.

Per umana etogenìa.

Fino a che con qualche moderna diavoleria radio satellitare, non ricordo bene, nella misurazione delle profondità si ascoltò il canto della miracolosa scoperta che i capodogli non erano affatto estinti.

Molto più semplicemente, invece di vivere sotto 500 metri d’acqua erano scesi sotto i 1.000.

Per evitare le trappole di umana, ignara se non ancora ignorante, giovane, inconsapevole malacuria

Poteva quindi anche capitare ancora di vederne uno.

In una sua fugace emersione piena di nauseabondo disgusto per avere dovuto traslocare.

A causa di un incidente in quel processo tale per cui tutto concorre al bene, si, ma con incidentata gradualità.

Oggi mi chiedono come sto, e come sta Bea.

Con i primi caldi a me monta la consueta nausea farmacologica.

Ma stavolta la presenza del cane aggiunge sommovimento.

E’ una tempesta emotiva tra paure di oggi e ricordi di vivi e di morti già accadute o ancora no.

Che emergono dal subconscio cercando di riportarsi ad una batiscafica quota periscopio.

Morale.

Ho frequente nausea e una specie di malessere che non capisco più se è ansia o proprio vomito fisico.

Ma forse l'è istèss.

Complice anche l’interruzione di quella mia personale modalità di costante autoanalisi.

Estrinsecata blog.

La rimozione di morte che tutti pratichiamo costantemente viene così emersa e vomitata esplicita.

E forse si porta dietro pure un po’ di orrore di esistere di esistenzialista memoria.

L'individuo è solo in ogni istante, condannato a decidere come agire.

Ma se accetta che la realtà e la vita stessa sono prive di un significato intrinseco, può imprimere alla propria esistenza una direzione, magari di creazione.

Artistica.

Che mira al bene.

Ma no.

Combien des pippes.

Art apart.

Ce lo dicono le balene.

Tutto concorre al bene.

Basta rituffarsi negli abissi.

E poi tornare a scalare monti di sisifi.

Dalla cui cima osservare fugaci dettagli farsi quadro di insieme.

Ed è tanto vero che ne ho la prova.

Mi è passata la nausea.

Sciolta tra le balene del mio subconscio.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Luce che evoca un cosmico sonar baleniere.

sabato 17 giugno 2023

2023 06 17 - E l’uomo incontrò la bea

 2023 06 17 - E l’uomo incontrò la bea

 

Questo al titolo è un riferimento ad un testo sacro di etologia e caninità.

Me lo fece leggere tanti anni fa un mio grande amore.

Dovevo e volevo capire certi comportamenti del mio primo cane.

E poi anche dei seguenti.

Il primo si chiamava Cleo, preso cucciolo mentre ero ancora studente.

Quando poi iniziai a lavorare, Cleo iniziò a dare fuori di matto, in particolare distruggendomi casa.

Con un inimmaginabile dolore la dovetti dare via, fortunatamente ad una amorevole famiglia.

Anni dopo mi dissero che aveva fatto i cuccioli.

Io ebbi la malaugurata umana egoista attitudine appropriativa e decisi di andare a trovarla.

Atto d’egoismo, di cui siamo campioni etnocentrici noi umani.

E non un cane, fedele ed altruista per genetica di branco.

Cleo stava allattando, e quando mi vide si alzò di scatto incurante di uno svolazzare di cuccioli dappertutto nella stanza.

Era tornato il suo papà.

Fu straziante, come quando passando accanto alla mia auto, Cleo la riconobbe e iniziò a ravanare sulla fiancata cercando di entrare per tornare a casa dal suo capobranco.

Del libro ricordo poco, se non che è tutto dedicato all’animale che più di ogni altro crediamo di conoscere e sul quale però tante cose abbiamo da scoprire.

Io ne ho scoperte tante per esperienza pratica.

La mia vita si è sempre accompagnata a vari cani.

Pastori per lo più.

Mi affascinava la loro indole al radunare.

Come mi affascinarono tante altre attitudini che Lorenz riconduce ai due ceppi primigeni.

E che per chi vuole, o è attentamente predisposto, sono a volte ben riconoscibili.

Lorenz ci guida infatti verso le origini dell’«incontro» fra l’uomo e il cane, quando il rapporto era piuttosto con i due, assai differenti, antenati dei cani attuali.

Lo sciacallo e il lupo.

Queste origini lasciano le loro tracce in tutte le complesse forme di intesa, obbedienza, odio, fedeltà, nevrosi che si sono stabilite nel corso della storia fra cane e padrone.

Oggi, dopo tanti anni dalla morte della mia amata Tina, spinto da tanti familiari, mi sono deciso al grande passo.

Mi sono deciso a sposarmi nuovamente.

Questa volta senza puzzonerie di razza di classe.

Ma rivolgendo il mio amorevole affetto ad una bastardina trovatella.

Si chiama Bea.

E oh ciò, se l’è bea.

E mi sa che non ha niente né dello sciacallo né del lupo.

E’ solo di purissima dolce genetica canina.

Giudicate pure voi.