sabato 15 luglio 2023

2023 07 13 - Da grembo a tomba, un augurio

 2023 07 13 - Da grembo a tomba, un augurio

 

Reminder di auguri.

 

Dall'atlante delle nuvole

 

La nostra vita non è nostra.

 

Da grembo a tomba siamo legati ad altri.

 

Passati e presenti.

 

E da ogni crimine e da ogni gentilezza generiamo il nostro futuro.

 

La fede, la paura o l'amore, sono forze che vanno comprese come noi comprendiamo la teoria della relatività o il principio di indeterminazione dei quanti.

 

Fenomeni che stabiliscono il corso della nostra vita.

 

Ieri, la mia vita andava in una direzione.

 

Oggi, va verso un'altra.

 

Ieri, credevo che non avrei mai fatto quello che ho fatto oggi.

 

Queste forze, che spesso ricreano tempo e spazio, che possono modellare o alterare chi siamo o immaginiamo di essere, cominciano molto prima che nasciamo e continuano per sempre dopo che spiriamo.

 

Le nostre vite e le nostre scelte, come traiettorie di quanti, sono comprese momento per momento.

 

A ogni punto d'intersezione, ogni incontro suggerisce una nuova, potenziale, direzione.

 

Essere, vuol dire essere percepiti.

 

Pertanto conoscere se stessi è possibile solo attraverso gli occhi degli altri.

 

La natura della nostra vita immortale è nelle conseguenze delle nostre parole e azioni, che continuano a suddividersi nell'arco di tutto il tempo.

 

Capisco ora che i confini tra rumore e suono sono convenzioni.

 

Tutti i confini sono convenzioni, in attesa di essere superate.

 

Si può superare qualunque convenzione solo se prima si può concepire di poterlo fare.

 

E so che ogni separazione è un'illusione.

 

La ma vita si estende ben oltre i limiti di me stesso.

 

Perciò, ti regalerò una rosa.

 

Buon compleanno.

 

Pace.

venerdì 14 luglio 2023

2023 07 14 – La révolution des papillons de l’arc en ciel

 2023 07 14 – La révolution des papillons de l’arc en ciel

 

La petite couture.

La Francia rimborserà chi fa riparare i vestiti invece di buttarli

La rèvolution aux papillons.

De l’arc en ciel.

No, tranquilli

Ne vous enquietez pas.

On ne parle pas de celà dans les banlieues.

Plutot de la sophie des petites corrections pendant la course.

La revolution des papillons du dessumilieu.

Ahò.

Che ve state a credere.

E’ sempre la revoluzione delle farfalle di soprammezzo.

Siamo sempre in un paysage aux papillons de l’arc en ciel, direbbe un Dalì.

Piccoli battiti d’ali di farfalle arcobaleno per evitare rivoluzioni.

Qui font du mal, sont douloureux.

Comme bien ils savent les français memes.

Che quando pensano a noi italiani le balle ancora gli girano.

E’ questo il problema.

Non siamo noi che siamo esterofili.

Sono loro che non sono italiani.

Sbruffoni, arroganti, smargiassi, si.

Ma sempre con quella grandeur che mentre lo dico lo echo, e el camino è derecho.

Ah, no, questo era spagnuolo, credo.

Vabbè sempre lingua di impero.

Impero della nostalgia che da millenni noi più non fummo.

E allora come sempre vi esorto e leggetela tutta, la notizia.

No perché stiamo parlando di una visione di una certa grandeur in piccoli gesti.

Ma siccome lo so che siete pigracci borghesi italiani, ve ne tiro fuori un estratto.

Sono già circolati i valori dei bonus per ogni tipo di riparazione: per esempio chi fa riparare il tacco di un paio di scarpe potrà richiedere un rimborso di 7 euro, chi chiederà di far riparare una cerniera potrà chiedere fino a 8 euro.

Ma il punto non è mica solo incentivare i piccoli lavoratori del comparto tessile.

Quello che più ci aggrada è che il tutto diventa legge repubblicana.

La legge del rammendo revoluzionario.

Nel quadro delle iniziative “per affrontare la sfida dell’emergenza climatica”, per la quale anche i rifiuti sono parte del problema.

Non è solo contrastare la cultura del globale consumanesimo imperante.

E’ farlo consapevolissimevolmente.

E’ un po’ come dire che siamo nel mondo del tre per due delle revoluzioni.

Clima, consumi, lavoro.

Tutto in una singola confezione legale.

Piccoli aggiustamenti in corsa monodose per legge.

“L’intero settore ha messo e dovrà mettere in atto una serie di azioni su larga scala: il bonus è una di queste”, ha detto a Repubblica Maud Hardy, direttrice di Refashion.

Si vede già dal nome che sono revoluzionari.

«Sensibilizzare i consumatori alla necessità di una moda più responsabile, evitare gli sprechi, prendersi più cura dei vestiti e ripristinare il prestigio del gesto della riparazione sono innegabilmente i mattoni per la costruzione di una strada per un consumo più responsabile».

Il prestigio del gesto della riparazione.

La vedete l’imperiale grandeur del prestigio di un petit geste.

E così il consumismo è infine morto.

Almeno parte di quello oltralpemente transalpino.

Là dove anche il consumanesimo non è più tanto in forma.

Almeno nelle banlieues d'entre mer. 

Mentre da noi.

Da noi se magna bbene.

Nce si veste griffati.

Se diventa decadenti.

E si costruisce Citylife.

Prima ancora la si concepisce.

La trinità dei tonti.

Poi lo so che mi direte che la citèdelavie esisterà pure da loro.

Ma magari è un museo.

O no?

Eh, si, e intanto loro revoluzionano.

E noi ……

Insomma, non sono io che sono esterofilo.

Semo noi che semo italiani.

Signé par D&C.

La nouvelle vague entre les griffes de la petite couture.

Cor bucio.

Rammendé.

 

Kalimmudda ipsum dixit

E i francesi che si incazzano, che le balle ancora gli girano

Ma quella del rammendato Jannacci, mica quella del griffante astigiano.

+

Paysage aux papillons, de l'arc en ciel.

Chef d'oeuvre



 

giovedì 13 luglio 2023

2023 07 13 – Ciao a tutti

 2023 07 13 – Ciao a tutti

 

Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it. Ciao

 

Ma como se ciamava quando uno dice un singolare ma intende i plurale?

Ciao a te.

Ciao a voi.

Ciao a tutti.

E porchè s’è en veneto?

Oh ciò.

Oh cià.

Oh cià, ooh.

Non son mica solo vocali.

Ci sono tante mute.

Acca cazzo servono, poi.

Era meglio la kappa.

Gutturale del ka primo dittongo.

In questa stagione di cappa.

Che uno se può meglio che scappa.

Alle onde.

Sull’onda della cresta che non affonda.

E’ finita una stagione.

Commiato e introduzione.

Ci vediamo alla stazione.

La stazione di una canzone.

Ma non subito.

Ci siamo lasciati con l’omosessualità della gradualità.

Sarebbe bello trovare un filo conduttore.

Per ritrovarsi tra i minotauri delle parole buone.

Insomma, sarebbe bello non perdere il filo logico.

Che pur se latente ce lo rende divertente.

E allora la canzone.

Ma non ancora.

Il bello delle parole è spesso la loro storia dalle origini.

Ciao.

Interiezione e sostantivo.

Voce di origine veneta.

Oh ciò.

Da sciao,

Sciavo.

Propriamente : «(sono vostro) schiavo»

Forma di saluto amichevole, un tempo frequente soprattutto nell'Italia settentrionale, ora di uso internazionale.

E’ pure bisessuale.

Vale sia al momento dell'incontro che a quello della separazione.

Un po’ come hello.

Ma anche no.

Qui da noi c’è tanta più crusca.

Che fa bene all’intestino.

La facciò breve.

E faccio parlare la canzone.

Ricordandovi la gradualità dell’omosessualità della preultima puntà. Ta.

Ciao a te.

Ciao a tu.

Ciao a tutti.

E ai tuoi figli finocchi.

Con affetto parlando.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Ciao a te : e a tuo figlio finocchio

 

Ndr : chissà se qualcuno sa come gli è venuto. Ciò

mercoledì 12 luglio 2023

2023 07 12 - Tifoni sui cellulari

 2023 07 12 - Tifoni sui cellulari

 

Tranquilli.

Non i vostri smartfòn.

Beh, ma così non vale.

Apprendiamo come si fa la guerra oggi.

E noi allora mica la stiamo facendo.

Diamo solo qualche dato.

Coi nostri top gun.

Ebbene si.

Ci avemo pure li top gun.

Nove uomini e una donna, deduco.

Sempre in barba a quella storia della costituzionalità.

Che ci ha pure rotto li cugghiuni.

Chissenefrega.

Apprezzate piuttosto il lirismo della notizia Ansa.

Proclami degni della migliore retorica fascista.

Sempre pronti all’allarmi.

Un boato squarcia l’aria.

Mentre striature grigie delle scie dei missili…

La notizia Ansa.

Con tutto l’hyperlink.

Che fa appropriato tecnologico.

https://www.ansa.it/sito/notizie/magazine/numeri/2023/07/10/la-guerra-dei-top-gun-italiani_4042a676-3f11-4aa5-99b3-995e385029f0.html

Leggetela tutta, voglio dire.

Sui caccia catturano dati importanti che finiscono sui cellulari dei soldati ucraini: la guerra dei top gun italiani.

Ma mica è guerra.

E’ poesia.

Eroica celebrazione.

Combattenti di terra.

Di cielo.

Di mare.

Di fiume.

Di lago.

E pure di rete.

Più la leggo e più mi pare una figata.

Ma quale sparagli Piero.

Noi spariamo bit.

E’ un videogioco.

Come quelli delle sale dei controlli dei droni.

Inquadrare, puntare, sparare.

Click.

Ma mica noi.

Noi semo aroma.

Colli bucatini all’amatriciana.

Noi giochiamo da Roma.

L’Enola Gay volava alto.

Per non vedere l’effetto del fungo.

Psicologia della bomba intelligente.

Noi voliamo lontano.

Veloci e potenti.

Come tifoni.

Nell’apologia della follia.

I tifoni.

Che belle invenzioni.

Concentrati di tecnologia.

Con un sacco di bottoni.

Dice proprio così.

Caro Piero.

Ma che nostalgia.

Era meglio quando lo vedevi in fondo alla valle.

Ed esitavi.

Perché vedevi gli occhi di un uomo.

Di un uomo che muore.

 

Kalimmudda ipsum dixit.

La guerra di Piero

 

martedì 11 luglio 2023

2023 07 11 - Toccatina e fuga

 2023 07 11 - Toccatina e fuga

 

La notizia.

Costume, giurisprudenza, società, cronaca.

Dove la mettiamo?

Io la cronaca la detesto.

La trovo manipolatoriamente fuorviante dalle dinamiche strutturali.

Ma in questo caso mi sa che va là.

Forse con qualche considerazione generale.

O forse anche no.

Per rispetto alla toccata.

Tocca una studentessa ma per "poco". Assolto un bidello a Roma

Della vicenda scrive il Corriere della Sera, dice l’Ansa.

Per il tribunale il toccamento, durato "tra i 5 e i 10 secondi" così come ha denunciato la vittima, è avvenuto ma senza l'elemento soggettivo.

Cioè senza la volontà da parte del bidello di molestare la minorenne.

I giudici non hanno, quindi, accolto l'impostazione della Procura che aveva chiesto per l'imputato una condanna a 3 anni e mezzo di reclusione.

Nel corso del processo, secondo quanto scrive il quotidiano, l'imputato ha ammesso di avere toccato la studentessa ma di averlo fatto "per scherzo".

La vittima ha, invece, ribadito quanto avvenuto.

Una ricostruzione creduta dai giudici per i quali, tuttavia, l'azione del bidello "dura una manciata di secondi, senza alcun indugio nel toccamento”.

Una manovra "maldestra ma priva di concupiscenza".

Potremmo anche lasciarla così.

Perché è una storia da senza parole.

Certo che per il bidello la sentenza sarà stata musica per le orecchie.

Toccata.

Ina.

E fuga.

Una micro sveltina.

Ma per scherzo.

Si giocava 3 anni e mezzo.

In un posto dove i pedofili non sono notoriamente benvoluti.

Ma quello che più inquieta è la discrepanza tra condanna proposta e risultato finale.

Diamo per scontato che qualcuno avrebbe dovuto essere li a misurare i secondi, visto che come noto il tempo è relativo e si dilata o si contrae nei momenti di paura.

Ma poi che vuol dire il bidello col per scherzo.

Saremo anche morbosi.

In quale parte del corpo esattamente si collocherebbe la toccatina.

E quale è la misura della maldestrìa.

E soprattutto quella della concupiscenza.

Brama ardente, desiderio appassionato, soprattutto di piaceri fisici, corporali.

Carnali.

Si pecca di concupiscenza, ci si tormenta di concupiscenza, si guarda con concupiscenza, si perde il controllo con il predominio della carne sullo spirito per concupiscenza.

Ma poi si tocca per scherzo.

Ho il sospetto che i giudici abbiano perso il lume della ragione.

E abbiano omesso qualcosa.

Il senso della morale, forse.

Ma chi sono io per dire o non dire altrimenti.

Peccatore carnale incallito.

Certo.

Ma stupratore per scherzo mai.

Volano paroloni.

Stupratore vi sembra eccessivo.

E allora chiedetelo alla ragazza.

E vediamo come starà.

Tra montagne di secondi di tempo.

Reincontriamola tra tre anni e mezzo di secondi.

Mentre il bidello.

Siamo sempre in tempo a ricorrere in appello.

Almeno speriamo.

 

Kalimmudda ipsum dixit.

La citazione musicale non è appropriata.

lunedì 10 luglio 2023

2023 07 10 – La trinità dei tonti

 2023 07 10 – La trinità dei tonti

 

Alla fine ci sono andato.

Si, a sitilaif.

Palazzoni che pare di naufragare sulla concordia.

La costa.

Pieni di design.

Coi grattacieli mosci.

Porte scorrevoli.

Ti si aprono davanti come il mar rosso.

Un che di biblico.

E sei dentro.

Al tempio.

La cattedrale.

Si facevano maestose per colpire dritto alla percezione esperienziale.

Rette dritte contro il vento da contrafforti pilastri della terra.

Questa è evolutiva.

E’ piena di concezioni di storture.

In effetti la linea retta in natura non esiste.

Piena di scale mobili.

Che salgono e che scendono.

Metafore di vita.

I miei neuroni assorbono.

Mentre ripenso alla trappola della povertà.

E colorano.

E allocano.

E contano.

E vogliono.

E comprano.

Senza che nemmeno te ne accorga.

E’ sublimazione del sublimine..

Qualcuno avrà anche pensato all’allocazione delle locheiscion.

La disposizione non sarà casuale.

Io me l’immagino esperienziale.

Ma non è un’esperienza.

Non trovo la parola.

Eccola, si.

E’ una religione.

Rapporto, variamente identificabile in regole di vita, sentimenti e manifestazioni di omaggio, venerazione e adorazione, che lega l'uomo a quanto egli ritiene sacro o divino.

E’ consumanesimo

Di una accolita.

Di citylifers.

Con tanto di simbolo di crocifissa trinità.

Tre torri.

Queste di erettile priapismo.

La croce non c’è.

Ma il divino consumo è li che impera.

Mentre chi vende si arricchisce.

E chi compra lo arricchisce.

Nel tempio della trinità dei tonti.

 

Kalimmudda ipsum dixit

The cross, sign of the times . 

You are citylifers

 



 

 

sabato 8 luglio 2023

2023 07 08 – Neet mica neat

 2023 07 08 – Neet mica neat

 

La solita notizia Ansia.

In realtà una serie di notizie.

https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2023/07/07/istat-giovani-in-difficolta-17-milioni-di-neet_eea18813-9e57-43ea-8df9-5cc3829e3b1a.html

Boom di ultracentenari

Economia e povertà

Il paese fotografato dall’Istat

Allarme giovani in difficoltà.

1,7 milioni di Neet.

Mica vuol dire puliti, però.

Neet viene dall'acronimo inglese di Not Engaged in Education, Employment or Training.

Letteralmente non attivo in istruzione, in lavoro o in altro.

E’ quell’”altro” che mi lascia perplesso.

Vedrete perché.

Che poi saran mica tutti fancazzisti.

La colpa è della trappola della povertà.

Si chiama trappola perché una volta che ci sei entrato non ne esci più.

Una tagliola.

In Italia la trappola della povertà è più intensa che nella maggior parte dei paesi dell'Unione europea e sta aumentando più che altrove, a confronto con il 2011.

Per trappola della povertà si intende quel fenomeno riscontrabile quando non vi è alcun incentivo per le persone con redditi bassi o nulli a cercare un lavoro, in quanto ogni reddito addizionale sarebbe compensato da perdite di benefici sociali e aumenti delle imposte.

Partendo da livelli di reddito molto bassi o nulli, un individuo che riceva dei redditi addizionali potrebbe trovarsi in una situazione peggiore di quella precedente.

Eppure eravamo il quinto paese per potenza economica.

E mica secoli fa.

Adesso ci troviamo nel G20.

E secondo me perchè ci hanno fatto un compassionevole favore ad allargare la soglia.

Tra un po’ saremo nel G100

Evidentemente abbiamo sbagliato strategia.

Tutto quel meidinitali evidentemente non paga.

Maestri del superfluo design.

Indifendibili opere dell’ingegno.

Era meglio puntare a dare in concessione ai cinesi le nostre coste.

Loro sono capaci di costruire isole per ponti chilometrici.

Anzi, dirò di più.

Diamogli in concessione per 200 anni tutto il Sud.

Magari proprio tutto il paese.

Che tanto se lo stanno già comperando a bocconcini.

Facciamo come Hong Kong.

Che ce lo tirano a lucido, mafia compresa.

Che quella cinese è meno complimentosa della rammollita ripulita nazionale.

E quindi cosa ci resta ai nostri Neet?

Che di certo non sono niente niente neat?

Manco abbiamo finito di scherzare e avvisare sull’ideologia fascista, che ci spuntò questa notizia.

Mia è la nuova Misura per l’inclusione attiva.

Si era detto che si sarebbe immaginata una misura che avrebbe consentito a chi non può lavorare di essere sostenuto e a chi non vuole lavorare di dover lavorare per forza, se lo vuole.. ".

Quello che è veramente insopportabile è il tono patriarcale.

Allora rispondiamo a tono matriarcale.

Ma il problema non era che il lavoro non c’è?.

Chi è che non vuole lavorare e deve essere costretto a lavorare per forza?

Giorgìa, Giorgìa.

Basta giocare con lo smartfòn.

Giovine, basta grattarsi i coglioni fino a farsi venire gli unghioni neri.

Esci e trovati un lavoro.

Va bene mamma, che palle però.

Vai al collocamento.

Forse esistono ancora.

E che ci vado affare, devo mettermi in coda alle 5 di mattina, cercare di entrare prima che chiuda, iscrivermi a qualche lista, uscire sempre povera di canna e poi trovarmi anche lo scherzo di urbanistica popolare.

Che scherzo?

Nella via del collocamento fanno uno di quei bei mercati pieni di ogni bendiddio, ma io non ho i soldi nemmeno per i pistacchi nella mortadella.

E’ per quello che devi avere voglia di lavorare, per i pistacchi di fine mese.

Mamma, mamma, non ho trovato un lavoro; ne ho trovati due.

Posso anche scegliere.

Puttana o spacciatrice.

Buono!

Due lavori sicuri in nero in due settori che tirano, eccome se tirano.

Mamma lasciami in pace, devo farmi di crack e allenarmi a fare pompini.

 

Kalimmudda ipsum dixit.

Tammurriata del lavoro nero

 

lunedì 3 luglio 2023

2023 07 02 – Luce nera e porte oscure

 2023 07 02 – Luce nera e porte oscure

 

Queste sono cose serie.

Le notizie che mi intrippano.

Sarà che sulle percezioni universali ci ho passato una vita di diletto dilettante.

O sarà che l’universo spesso me lo sento dentro.

Sta di fatto che leggo.

Lanciato il telescopio spaziale Euclid, il detective dell'Agenzia Spaziale Europea che indagherà i misteri della materia e dell'energie oscure che occupano il 95% dell'universo.

Ma cosa volete indagare su che cosa ci sia.

Prendete un numero infinito a piacere di singolarità di buchi neri.

Il numero di singolarità nascoste dentro se stesse sarà sempre maggiore di infinito.

Infinito a potenza infinita dà infinitissimo.

Dove non passerà un filo di luce.

Lasciandovi nello scuro dell’infinita oscurità.

Insomma.

Se in fondo a un buco nero c’è il pieno di infinito con la sua infinita conoscenza contenuta in un singolo infinito qbit, e se mettete in fila infiniti infiniti oscuri, allora ecco che troverete la trama delle porte di un ribollente infinito multiverso tutto tinto di oscuro.

Sicuro.

Al 95%.

Ma la fisica in matematica ancora non ce la può fare.

Oggi è finita.

Speriamo in Euclide, e ci metto pure la e finale che suona meglio.

E fa pure indovinello.

Al contrario, la percezione della dimensione dell’amore universale della creazione è onnipresente e attraversa permeabile tutto l’universo.

E' percezione della mente, secondo alcuni della stessa sostanza di quella universale.

Proprio come una coperta di intessuta nera luce oscura che tutto avviluppa.

In certa dominante materia della cui presenza ci accorgiamo solo attraverso i suoi effetti gravitazionali.

Il gravitone, o anima del purgatorio.

E’ sempre questione di gravitone.

Quello che viaggia nella neurosfera per tutto l’universo alla velocità della luce.

Nel campo gravitazionale il cui funzionamento universale ci è ancora oscuro.

Neurosferico.

Ma che pure lo sappiamo.

Scopri il gravitone e sarai Dio, lessi una volta.

Oggi non lo vedete ancora, almeno credo.

Ma questo non vuol dire che non ci sia.

Anzi, il punto è che come “particella” mediatore della forza di gravità, non può non esistere.

E se riuscissi a governarlo eccomi astronomy domine.

A quel punto una domanda.

Era meglio un atto di mistero della fede o la fredda disciplina dell'appropriazione della scienza.

Comunque roba grossa, per cui val la pena di lanciarsi qualche satellite privato come già l’astropetardo di Musk.

Ma io preferisco una rete pubblica.

Per cui ho lanciato anche io una rete satellitare, ma per tutti.

Con la mia astrobarca Katagea.

Da cercare nei meandri della mia ontologia fitta in weblog.

Seguendo scalette di spettrali indici di colori.

Con abbondante rinvio all’iperspazio degli iperlink.

Strumenti o veicoli connettivi parte di quel processo che portò alla rivelazione della primavera della Synfisica

Ma torniamo allo spazio e alla sua rete naturale e artificiale.

Più che preferirla tale, che sia pubblica è proprio una obbligatoria necessità.

Insomma, l’appropriazione indebita del pubblico mistero proprio no.

Perciò questa spezzettatura di concorrenza nella ricerca è irritante.

Qualcuno già pensa alla propria egemonia.

Ma il merchandising del buco nero privato ariproprio no.

Comunque un post di blog da 3 minuti non è lo strumento

Seppure evocativa navigatrice abbreviazione di weblog, giornale di bordo sul web.

Evidentemente l’infinito si illumina di immenso.

Probabilmente.

Ma se provate ad inseguirlo per acchiapparlo quello vi sguiscia via.

Questione di osservazione quantistica, in effetti.

Collasso della funzione di probabilità in certezza particolare.

Evviva 'o gatto.

E’ perché voi non siete infiniti.

Ma potete lasciarvi accelerare per lasciarvi fluire.

Dalla meditazione in stasi dovete passare alla dromologia in fasi.

E affidarvi alla fedele contaminazione della neurosfera.

Una pagina, dunque, non è abbastanza.

Oppure, più probabile, è già troppo.

Serve un veloce vigilare.

Per cogliere ogni minimo segno di pace.

Con lo sguardo del rapace.

Se mi rilasso, collasso.

O no?

 

Kalimmudda ipsum dixit

Learning to fly, to a ribbon of black

 

sabato 1 luglio 2023

2023 07 01 – Reggenti pezzenti

 2023 07 01 – Reggenti pezzenti

 

La notizia, di per sé è di quelle da non ce ne può fregare di meno.

Così per darle una parvenza di importanza la privo di latenza.

Ma ne confermo il potere fare senza.

Lasciando in bella vista tutto l’hyperlink.

A dare a una magagna regale l’assenza d’importanza reale.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2023/06/30/harry-al-processo-contro-il-gruppo-mirror-chiede-370-mila-euro_5228a12d-d98c-431c-a28f-6fd2e0ad3909.html

Che poi questo non è manco reggente.

Direi solo pezzente.

Per 370.000 euro poteva almeno fare un beau geste e concedere un munifico regale silente perdono.

Oh, tu guarda che ci spunta pure un linguistico francofono sfottò.

E tu guarda un po’ se mi tocca pure insegnare a fare il re.

Anche se in effetti mi ci sentirei portato.

Sarei stato ricordato come sovrano illuminato.

Pur di sprazzi di scecspiriana follia.

Io che predico di motori revoluzionari in graduali batti d’ali della soprammezza borghesia.

Ma lo dicevo io.

Mi pareva che la monarchia fosse finita.

Qui è questione di ordine di grandezza.

Un vero regale, giàppure imperiale, ragiona di miliardi non di migliaia.

Il miliardo ha un suo perché.

Ci si fanno tante cose.

E se uno è illuminato magari pure buone.

Invece questo pel di carota mi è diventato borghesuccio monetario.

Attaccato a pochi spiccioli di robba malavogliosa.

Mentre la royale air force gioca coi bombardieri.

E gli odiati confinanti di oltre mare non riescono a soffocare congeniti bisogni rivoluzionari.

Prodromici ad una plausibile futura rivoluzione.

In barba a quella mia scritta con la “e” di revoluzione.

Non si ferma la rivolta nelle banlieues

Allora mi concedo di suggerire di guardarsi una serie tv.

Di quelle inventate in un settore d’imperialismo americano figlio di quello britannico.

The Crown , con tanto di altezzosa apertura alla borghesia popolana.

Una bellissima ricostruzione di grandezza regale.

E poi suggerisco di prendere il giovane reggente e metterlo su un bombardiere.

Ma di quelli a volo così radente da potere vedere.

Per farsi meglio le ossa, e le idee, se non lo ha fatto già.

Memore di fasti da coloni imperiali.

E dei danni creati

Per vedere i tormenti che dà.

E magari farsela addosso tra i sibili di contraerea.

Io devo proprio dirlo.

A me l’ordine nobiliare mi fa cagare.

Quando poi diventa borghese piccolo piccolo poco poco lo reinvio alla grandezza necessaria.

Del quale riflesso un popolo intero sopravvive e rivive.

Perché si rende conto che quando arriva la rivoluzione, questo succede.

Li francesi so' arrivati e ci hanno buono incarusato.

E vualà, e vualà cavuci in culo alla libertà.

Libertè egalitè tu arrobbi a me io arrobbo a te.

Nostalgica scoperta che era meglio il borbone che napoleone.

Minuscoli, perché la vera archìa è quella della democrazia.

Almeno fino a nuovo ordine.

Anche se in effetti io sarei stato illuminato.

 

Kalimmudda ipsum dixit

A multipli di hyperlink.

Canto dei sanfedisti:

1.      https://www.youtube.com/watch?v=fRIVuTecBac

2.      https://it.wikipedia.org/wiki/Il_canto_dei_Sanfedisti

 Evviva ‘o re :

3.      https://www.youtube.com/watch?v=TBgx4eBGOZ0