martedì 10 ottobre 2023

2023 10 03 – Denunciazione creativa

 2023 10 03 – Denunciazione creativa

 

Un passettin per volta, che qui c’è ne è di trippa per gatti al forno.

Iniziamo però da una denunciazione.

Nunziare, annunziare, riferire, con davanti un de.

Denunciaziòne, denunciaziòne

Eh, perché certe cose proprio no.

Ci sono cose che un minimo di umana dignità non può tollerare.

Ed è obbligatorio denunciare.

Pare che in alcune note istituzioni di ricerca terapeutica mediolanensi vengano condotti esperimenti in vivo su giovani esemplari di psichiatrologi in erba.

Siddetti anche erbologi.

O almeno da me compresi come giovani virgulti arbustivi della avventizia civiltà dell’intelletto.

Tale vocazione sacrificale risulta infine pregna di contenuti.

E vengono perciò sottoposti all’esperimenti.

E guarda un po’ che ci tocca vede’.

La barbarie infatti, sta nel fatto che gli erbologi vengono costretti induttivamente, vale a dire non per libero arbitrio ma per subdola induzione manipolatoria di presunta contenutistica, ad ascoltare ore e ore di certune quantunquemente in parte a volte ascoltabili, radiofoniche trasmissioni.

Soggetti come topini in bagno di manipolazione, essi vengono dunque intrisi d’utilità d’ascolto per la ricerca.

Il che è pure vero, come dimostrano proprio i risultati ottenuti.

Col finale rinforzo positivo delle bontà delle parole scelte.

Sono dunque nanofrogili usmatori cercatori e pescatori di creativitali segnali di vitale utilità psicosociale.

Spoilerando con cazzimma vi dirò pure che alla fine la trovano.

Nelle parole, si intenda.

I contenuti cui vengono esposti sono però di duplice natura, ricordiamolo.

Si spazia tra alta radiofonìa intervallata da vagonate di personali giullarate, soprattutto per responsabilità  dei megatricoli, o longotricoli.

Ma quali sono i risultati, e che c’entrano i topini erbologi, con la tanta manna della creatività?

Tempo all’istante, che in quanto tale non esiste.

Siccome mi sun ‘gnurant me poggi spesso sulla conoscensa enciclopedica.

Voi non lo sapete ancora, ma nella civiltà nell’intelletto uno si aggancerà col pensiero ad un concetto, e la neurosfera gli scaricherà in testa tutta la conoscenza relativa, roba che uichipidia ci fa una pippa.

Ma per ora bisogna scartabellare.

A me me me pias un frego la treccani, forse perché ne ho uno di tre.

E allora scopro che questa storia della creatività è argomentata e dibatutta e ricercata fin dalla notte dei tempi.

Enciclopedia delle scienze sociali, mica quella del micio micio bau bau.

Si designa come creatività quella capacità della mente che si traduce nella produzione di innovazioni nei processi di conoscenza e di dominio del mondo oggettuale.

Affinché un'innovazione venga designata come creativa, o venga attribuita a creatività, occorre che sia consensualmente apprezzata come un salto di qualità rispetto allo stato precedente del sapere e/o della tecnica. Creativi sono dunque in pratica, e più concretamente, tutti i processi intellettuali che comportano l'introduzione di nuove concezioni e soluzioni.

Minchia, se è contorta di densità la conoscenza pedica.

E che c’entrano i nostri erbologi riuniti in gruppalità?

Beh, in sintesi io ho capito, pur non capendoci granchè, che ci si sente di confermare che la creativale gruppallità fortifica il gruppo medesimo rendendolo più resiliente.

Ci erano arrivate molto prima già le marmotte, paciosi roditori gruppali e creativi, tanto da inventare il fischiettante sentinellificio ad utilità etologica sociale.

Ma questa è un’altra storia, o anche no.

Si sono inventate che una pattuglia il cielo, e se vede un’aquila se ne esce con un fischio di richiamo all’allarme e tutte scappano in tana.

Milleni prima dei sensori a infrarossi.

Questione di ruoli individuali per la creativa utilità del gruppo complessivo.

Non so se stiamo parlando proprio di creatività o più di società o altro.

Ma magari l’è istèss.

Anzi, mi ci gioco un neuro.

Manca però un ultimo passaggio.

Tutto questo ordine naturale alla fine è fatto di bellezza.

Quella che cerchiamo con ogni scampolo di creatività.

Questo è il nocciuolo.

Creatività è ricerca di bellezza.

Quella cosmetica.

Che pervade tutto il cosmo.

Il creato, dai che gliela fai.

In ogni sua frazione di piccolo gesto.

Però adesso mi sono rotto.

Torno a casa e mi rimetterò in mutande.

Nella speranza che il silenzio di una stella mi si amplifichi ad accappella.

Questa era soprattutto per il megatricologo.

 

Kalimmudda ipsum dixit

'Mo basta

 

lunedì 9 ottobre 2023

2023 10 08 – La république des platanos fasistes

 2023 10 08 – La république des platanos fasistes

 

Perché in francese?

Ma per questioni coloniali, no?

Vagoni.

Ma che dico vagoni.

Navoni

Ma che dico navoni

Bastioni.

Macché dico bastioni.

Era menti.

Bastimenti.

De che?

De banane, no ?

Non è ovvio ?

Mi hanno fatto capire che non si capisce quello che dico.

Aòò acchìì.

Allora in nome del dio della cazzimma adesso vi faccio finire al manicomio.

Fedele al principio di Shakespeare che se usava 10 parole lo faceva con 100 significati, io attraverso il senso.

Questa è roba di sbatti le mura.

E di misura

Mura a babordo.

Mura a tribordo.

Oddio son caduto dalla nave, son caduto, mentre a bordo c’era il ballo.

Onda su onda.

Un ballo da repubblica bananiera.

Chissà sapessero di agitarsi su di una polveriera.

Bananiera esplosiva.  

Esplodente.

Bandiera panamense battente.

Cioè con il ritmo, battente valà.

La battente bandiera della principessa delle repubbliche delle banane.

C'è Suez all'orizzonte, mica un bus qualunque.

Ho sempre trovato simpatico il modo di identificarle.

Le repubblichette delle banane.

Io, io me ne ero fatta una pure io.

Des molignanes.

Ma le rese agrarie delle banane non hanno niente a che fare con quelle delle melanzane.

Palme e caschi, mica fusti e arbusti.

A una molignana per volta più che un cargo ci riempivo un Apecar d’epoca.

E poi mi mancava il confine marinaro delle 12 miglia dalla costa.

Off shore come ci andavo?

A 70 nodi appena.

Lenta come una fulminea balena.

Con la nausea del mal di mare.

A 70 però si è un punto impazzato nell'onde.

Ma Milano sta nel cesso del centro del cesso della padania

Potrei scavare o volare, ma mi sa che è tutta roba d’altri

E noi non vogliamo mica desiderarli, i lupini d’altri.

Così ci dobbiamo contentare della nostra republique des platanos.

Fasiste.

Come d'altronde la nostra, ordunque.

Ah, si chiama così perché le compagnie bananiere di secoli scorsi per affermare la sottomissione di uno stato sovrano alle ingerenze politiche ed economiche di terzi o para statali se ne inventavano di ogni, così che spesso la definizione di repubblica rappresentava un'etichetta di facciata per quelle che in realtà erano dittature gestite da élite locali in grado di garantirsi l'appoggio internazionale.

E coloniale, valàncore.

La filosofia dell’uomo del monte.

Usti se calsa, eccome la calsa.

Tra l’altro io le ho viste le colonie del Guatemala, quelle post colpo di stato della CIA del 54, forse citato anche da Wu Ming, sperèm.

Funziona così.

Chilometri di banani.

Tonnellate di banane.

Un terminal pieno di drogati e puttane, lavoratori stagionali e saltuari, detto Puerto Barrios. 

Un nome, un programma, un destino.

Dalla condizione denunciata anche da Neruda. 

O forse era l’Honduras ma l’è istess.

E sullo sfondo in tutta la sua maestosità, un cargone bianco con un marchio famoso su sfondo blu.

Comunque che c’entra con noi fasisti?

Siamo forse arrivati 1 su marte?

Ma è ovvio che  no.

E' la repubblica della banane.

Degli 'a maccaro', me provochi e io me te magno.

Mi assento un momento e mi ritrovo ancora più caos.

Eh, in fondo abbiamo solo scatenato una guerra mediterranea favorendo gli incontri “segreti” tra ministri esteri.

Ovvio che sarà tutto più complesso e preparato.

Ma ‘sta cazzo di pietraia di Palestina scippata quando la rimolliamo per bene?

Voto per una fetta di Wyoming, damoje er Wyoming.

Pure bello lontano.

E io non so che casino diplomatico abbiamo combinato o se siamo solo un casinus belli.

O manco quelli.

Ma fasista per fasista azzarderei che gli anglo americani ci hanno scherzato e obbligato a fare qualcosa.

Ricordate che anche i democratici Usa sono fascisti, fascimperialisti.

Loro egèmonificano.

Tanto questo è un punto di vista che su cui non si sbaglia mai.

Da prima delle banane del 54.

O forse non è neanche così.

E’ solo che ci piacciono le banane.

Un po’ acerbe ma belle dure.

Su per il culo.

Eh, d'altronde serve la grana.

Ci avemo li buffi.

I conto debiti sono da pagare.

 

Kalimmudda ipsum dixit

bills.

Pure in strepitosa versione famiglia, con tanto di menzione d'onore dell'autore.

https://www.youtube.com/watch?v=njZyavnylRw 


mercoledì 4 ottobre 2023

2023 10 07 - Un dessert di parole, un frullato di pensiero

 2023 10 07 - Un dessert di parole, un frullato di pensiero

 

Questo è un post in incognito. 

Per i malati mentali.

Spostato di link sarà introvabile.

Ma era uno dei più belli che ho scritto e non lo butto mica via per questiòn di tòn de sciansòn.

Parole selvatiche, selvagge, indomite.

Mustang.

Per tante saluti mentali.

Diciamo che deve essere una sorta di occasione di orgiastica overdose.

Ma nell’universo del mio dubito ergo sum, io intanto scrivo, selvatico.

Le parole erano un pentalogo, come quello musicale, ma meno organizzato assai.

Seguo lo zampino di uno psichiatrologo.

E non ve le dico nemmeno.

Tanto sono un frullato

Senza feticcio per il filico  conducimento.

Ma un filo logico che ce lo possiamo anche inventare.

Magari lo possiamo cercare nei meandri dei neuroni degli autori.

Ma lì a me sembra proprio un frullato di pensieri.

Ahi ahi ahi, 

E così mi è venuta voglia di gourmandise.

Ma ci vuole eleganza di ironia.

Succulenza come in crosta.

E allora via.

A pirleggiar di stupidera in apparenza.

Ma non nella sostanza.

Come è che dicevano quei neuroscensati?

Antipasto di concetti. No no. Fosse così semplice.

Bucatini della logica. No no. O forse solo un po’.

Timballo dello sballo. No, no. Noi si sballa da soli.

Lasagna del frigno. No no. Troppi strati.

Spiedini di ragione.

Eh, ecco, già più schematico.

Blocchetti conficcati, geometrici e pure logici.

Ma non basta, qui ci vuole la créme.

Vellutata di intelletto delicata e raffinata.

Ecco, mi sono ricordato.

La loro era la frittata di parole. 

Meglio ancora l’insalata.

E allora il filo logico, tipo quello da rollarrosto, cercatevelo voi.

Io vi piazzo direttamente un frullato di pensieri.

In un desserto di parole.

Ma no!

Non si scrive mica così.

Così viene solo una macedonia di semantica, ecco.

Che fa pure bene alla salute.

Quella intestinale.

Mica la mentale.

Ma meglio ancora un indistinto frullato di pensieri.

Lineare perché lineare.

E’ vellutato,

Ma che da una puntata all’altra non c’entra niente.

Confusionale nella sua articolazione ebdomadarie.

Meno male che è finita.

Ogni volta che ci dovevo scrivere, un incubo di ricordi.

In ogni caso un giorno sarà così.

La linguistica del futuro sarà fluida, senza punteggiatura alcuna.

Ma solo senso.

E’ ovvio, scorre alla velocità del cervello.

Ricordate la composta di parole.

Sempre questione di differenziale tra velocita del cervello e quella del favello.

Però dovete fare tanti tentativi.

Provare, provare, provare.

E allora imparerete.

Altro che insalata o macedonia di parole.

Questa è fluida vellutata frullata cremosità.

Di parolaio in sintetica purezza.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Un desserto di parole.

Un frullato di pensiero.


Ndr : tolleranza è fastidio

domenica 1 ottobre 2023

2023 10 01 – Se le tòn qui fe la sciansòn

 2023 10 01 – Se le tòn qui fe la sciansòn

 

Controtitolo : quando te girano i maròn.

In realtà sarebbe franzoso.

E si scriverebbe tipo c’est le tòn qui fait la chansòn.

Largo circa.

E’ uno di qui detti tormentone tanto cari alla mia seminobiliare famiglia.

Eh si.

Facciamo pure gli sboroni.

Con tanta ignoranza che impera possiamo pure darci del tono.

In particolare pensando alla mia defunta madre.

Santa donna.

Dalla perseverante convinzione della potenza del suo piccolo campionario di buon senso.

Ripetuto tonico ad oltranza.

Ed in effetti non senza fondamento.

Bisogna però sapere che non a tutti è concessa tanta percezione tonale.

Il fatto è che ci vuole orecchio.

Per fare certe cose, ci vuole orecchio.

Orecchio.

E invece noi come dei pirla qui a tonare.

Il fatto l’è che non a tutti è dato il dono.

Questo dicevamo.

Il dono di sapere percepire una struttura di un pensiero intero.

Semplicemente ascoltando una parola, o una vibrazione.

Od il suo tono musicato.

S’è le tòn.

D’altrònd.

Non per niente la chiamano musicalità.

O forse tonalità

O per lo meno così la chiamo io.

Mentre spesso si crede di percepire.

Mentre la realtà è che se capisci minga un bigul.

E si interpreta con il solito pre’ giudizio.

Che non è un prete  di quelli che hanno il padre che fa il prete.

Ma è più semplicemente proiezione.

E aridatevella una letturina a quel pervertito tossico di Sigmondo.

Capirete che i meccanismi della psiche non sono mica poi così tanti.

E se poi li musicate a tono chiariscono tante cose.

Ora dovrei dormire.

Ma qualche tono distorto oramai mi ha svegliato.

E quello fregato fottuto sono rimasto sempre io.

Come sempre, e io pago.

E vabbè, chi se ne frega.

Me la riascolto tutta, la sciansòn,

Con tanto d’uregia bifronte.

E vi fottete di paura?

Perché è presto di mattina?

Bene.

Vuol dire che ci state mettendo orecchio.

E mica solo io.

Perché io mi sono addormentato alle 19.

Io.

Al suono delle trombe dei cherubini.

Pure un po’ scassa maroni.

E adesso mi sveglio quando cazzo mi pare.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Perchè ci vuole orecchio

Mentre la notte è quella che se ne va

 

 

 

venerdì 29 settembre 2023

2023 09 29 - Quanta lucidità

Basta che copiate il link qui sotto nella barra di ricerca. 

Se non ce la fate, avete un bel problema. 

Di salute, mentale.

https://www.youtube.com/watch?v=-e1-FjOGMow.

Ciò che resta del giorno, alla fine, è solo tanta lucidità per chi ce l'ha.


venerdì 22 settembre 2023

2023 09 22– Strizza di stazza, il karma è una puttana

 2023 09 22– Strizza di stazza, il karma è una puttana

 

Il karma.

Il karma.

Il karma.

Il karma è una puttana.

Ma vaffanculo pure al karma.

D’altronde è notorio sin dai tempi di certa filmografia.

O perlomeno io me lo ricordo così.

Un certo film.

La cui più bella battuta era questa.

Il karma.

Il karma è una puttana.

Appunto.

Certe volte essere tranchant è egocentrico.

Quasi tutte.

E tutto ti rimbalza e torna indietro.

Karmaggia.

Volete la prova?

Eccola qua.

Ho appena finito di scrivere il manifesto del topocane.

Non privo di cattiveria.

Sarcasmo poco ironico.

Come spesso sono gli ismi.

E porto fuori il mio cane atopico.

Nella fetida area democraticamente riservata a cani topici e atopici all togheter.

Un sibilo anomalo, forse.

Sottile.

Tipo fischio.

Chissà.

Mica sento gli ultrasuoni io

Ma lei si.

Nel frattempo arriva un cucciolo di atopico.

Tutti si accalcano per l’entusiasmo.

E la padrona dimentica il cancello aperto.

Lesta come una non so che la mia atopica si infila nello spiraglio.

E scappa mentre io mi tuffo cercando di afferrarla per il pelo del sedere.

Ma niente, solo un ciuffo in mano.

Mi resta solo una cosa da fare.

Correre dietro al cane sbracciandomi, in qualche modo anche ridicolo, per bloccare il traffico della circonvalla della 90 91.

La paura fa 90 mentre mi tuffo impavido davanti al bus.

Ma non per il mio cane che se ne sta pacioso in mezzo al traffico oramai quasi fermo.

Guardandomi ignaro dello scampato pericolo.

Ringrazio gli spesso derisi lumbard.

Fossimo stati in Sardegna il mio cane bianco rosato era già divenuto porceddu alla brace.

A quel punto sono convinto che sia finita.

Ma ecco il rinforzo positivo.

Il karma è una puttana.

Aridaglie.

E il cane riprende a trotterellare con dietro i miei 100 kili ad inseguirlo per raggiungerlo.

Missione impossibile alla Ridolini, stante il mio portamento.

Non mi resta che inseguirlo fino a che quello mi porta sereno sereno all’inizio della via di casa.

E l’uomo inseguì il cane.

Per avere una lezione sulla tolleranza.

E allora non posso che dire ciao fratello topo.

Ah già.

Fratello topocane.

Ma niente prediche, quelle sono riservate.

A predicatori e famiglie.

Che mai si azzarderebbero a sputtanare il karma così parabolicamente.

O anche si.

Boh.

 

Kalimmudda ipsum dixit

The son of a preacher man

 

Ndr

E il link con il film del principio?

E’ trasversale perché la cazzimma non è una puttana

 

 

giovedì 21 settembre 2023

2023 09 21 – La tantascienza dei cacciatori di mutazioni

 2023 09 21 – La tantascienza dei cacciatori di mutazioni

 https://www.ansa.it/canale_scienza/notizie/frontiere/2023/09/20/lia-di-google-a-caccia-delle-mutazioni-genetiche-pericolose_2e79dfcf-c433-40e3-a44a-b78d71c24b80.html

Toh.

L'IA di Google a caccia delle mutazioni genetiche pericolose.

Questa nebulosa di intelligenza artificiale che tutto pare avviluppare può pure essere utile, pare.

In effetti ad essere epifanici con lo sguardo dall’alto, io mi chiedo sempre che bisogno c’era di replicare un cervello umano quando ne ho a disposizione 8 miliardi.

Basta metterli in rete.

Vedrete, come già previsto.

Ma non fraintendetemi.

Io sono un feticista della tantascienza.

In particolare da giovane, prima di entrare in anzianietà di contemplazione, mi sono appassionato e documentato di tante scientificità.

E’ che questa imperialista commistione di informatica e genetica dei cacciatori di mutazioni fa tanto effetto replicante che corre sulla lama, per chi vuole cogliere la citazione in traduzione in attesa della fine.

Si parte dalla genetica dei geni cattivi e non si sa dove si arriva.

Garantito.

Sulla genetica avevo anche scritto qualcosa.

All’epoca ricordo due scuole di pensiero.

Chi diceva che sappiamo tutto perché sequenziato.

E chi diceva non sappiamo niente delle interazioni di complessità sia del dna stesso che delle sue interazioni con fattori circostanti.

Affascinante, la tantascienza

D’altronde : ipotesi e confutazione.

Comunque oggi a leggere le dichiarazioni dell’imperialista dell’ intelligenza artificiale non mi pare che sia cambiato granché.

“Nel Dna umano sono infatti presenti migliaia di varianti missenso: la maggior parte è innocua, mentre alcune possono essere pericolose. Classificarle è una sfida cruciale per la genetica umana: degli oltre 4 milioni di varianti missenso osservate finora, si stima che solo il 2% sia stata classificata come benigna o patogena, mentre la stragrande maggioranza cela ancora un significato clinico tutto da scoprire.”

Eh, ma come va piano questa tantascienza.

Io già mi aspettavo che mi chiamassero ed ero convinto di essere portatore di mutazioni dell’essere del futuro.

Almeno gli appunti dovrebbero essere ancora disponibili in questo web log, a scartabellare.

O in storia dell'altro mondo di Clò.

Insomma, in pratica il concetto era che ero documentabilmente parzialmente alieno.

Intendendo portatore di buona genetica del futuro.

Non ero mica il solo, gli altri erano nascosti nei bassifondi delle città in attesa di slatentizzarsi.

C’erano soggetti al margine, replicanti, devianti, transex, e chi più ne ha più ne metta.

Con finalità varie, tipo i mitocondri a idrogeno, gli occhi fotovoltaici e last but not least whenever not first, la connessione telepatica con gli 8 miliardi di fratelli, in una sorta di connessione limbica viaggiante alla velocità del gravitone.

Ovvero istantanea, in pratica.

Insomma, tutti connessi, in un cervello globale capace di identificare idee migliorative o del pene alla velocità della luce, del gravitone.

Per questo girano le balle.

L’intelligenza del futuro non è quella artificiale, ma è quella degli organi mutati amplificati ed utilizzati fino a massima potenza.

E’ già scritto nelle onde gravitazionali provenienti dalla fluttuazione quantistica del vuoto non vuoto ma pieno di tutto in potenza, quelle che chiamiamo radiazione cosmica di fondo o più modestamente raggi cosmici e che arrivano dal big bang che evidentemente deve per forza contenere ogni informazione poi spacchettata utile.

E’ tutto scritto nel qbit primigenio.

Quando ho colto tanta essenza si sono dimenticati della tantascienza.

E mi hanno ricoverato.

Ma io ho conservato qualche traccia magari per un film di fantascienza.

Ma non ditelo a nessuno.

Comunque mi resta un grande dubbio.

Ma è cosa buona e giusta affidare le tantascienza ad un capitalista della divinità del profitto?

Non dovrebbe essere tutto un opensource?

Tranquilli è tutto previsto, nel Qbit.

Le informazioni viaggiano nel tessuto dell’universo.

E soprattutto da cervello a cervello alla velocità del gravitone.

E tu prova a prendermi se ce la fai.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Blade runner, corri sulla lama - Vangelis