2021 01 04 - Inglorious Basterds
Basta chiudere le porte giuste.
Torniamo al nostro viaggio alla ricerca di notizie
interessanti, possibilmente nessali seppur in apparenza acausali.
La notizia del primo dell’anno è che a Roma è stata strage
di uccelli trovati a centinaia sull’asfalto.
Centinaia di storni sono stati
ritrovati a terra in tutta la zona del centro di Roma attorno alla stazione
Termini, da via Cavour a piazza Esedra a via Nazionale.
L'organizzazione internazionale
protezione animali si è affrettata ad imputare la strage ai botti di capodanno,
che andrebbero vietati per evitare sofferenza volatile.
Intanto pare che sarebbero uccelli qualunquemente agenerici,
essendo solo storni, storni
vulgari.
Sono uccelli molto gregari e si
riuniscono in stormi che possono contare diverse centinaia di individui.
L’oipa non ci dice perché mai
dovrebbero fare quello che fanno, ma comunque dopo aver trascorso l'intera
giornata nei campi o nei parchi alla ricerca di cibo, la sera i gruppi di
storni si dirigono verso i "dormitori", costituiti da canneti o
gruppi di alberi, dove, prima di trascorrere la notte, si contendono chiassosamente
le postazioni migliori.
Tutti gli atri uccelli non sarebbero così intimoriti dai
botti.
Oppure se ne restano quatti quatti nei loro anfratti.
Mentre gli storni, solo loro, si alzano in volo ma perdono
la loro sincronìa di massa e vanno a sbattere da tutte le parti.
Così forti da restarci secchi, come gli uccelli di Hitchcock.
Gli storni sono tra quei fenomeni della natura a dir poco
spettacolari.
Creano nuvole di stormi che volano perfettamente sincroni,
in moto isterico casuale, cambiando improvvisamente direzione ma ritornando
sempre in formazione.
Un po’ come fanno certi banchi di pesci, capaci di separarsi
ed ammantare un predatore, in modo da fargli perdere il quadro di quello che
credeva essere l’insieme.
Agli storni capita se arriva un falco, ma in realtà lo fanno
costantemente a prescindere dal predatore.
Questa capacità di stormeggiare è citata tra i tanti esempi,
non di esclusiva pertinenza del regno animale, di comportamenti emergenti nelle
teorie sui sistemi adattivi complessi.
Come facciano a configurarsi in nuvola non glielo insegna
nessuno, eppure lo fanno, e il fenomeno viene attribuito alla capacità
intrinseca all’essere di ordinarsi da solo.
La risposta è sorprendentemente semplice: la combinazione di
tre semplici comportamenti, adottati in isolamento da ciascuno degli uccelli,
fa emergere un comportamento del sistema degli uccelli presi nel loro insieme,
che è dovuto esclusivamente alle loro interazioni. Quindi, niente leader.
Radar, vista, onde elettromagnetiche, percezione della
prossimità da gravità alare, tutto quello che volete.
Ma la realtà che sta di fatto è che l’ordine emerge dal caos
per ordine naturale delle cose, dalla interazione di alcune comportamentali dinamiche
di base.
Sono fatti così.
E’ il
segreto delle spettacolari coreografie di uno stormo, ma non solo.
Leggere il link è obbligatorio.
La teoria, oramai non più teoria, si applica, in grafica, in
fisica, in chimica, in biologia, in sociologia e in chissà quale altra ìa.
La cosa interessante però, è che il modello dello storno è
applicato anche allo studio della diffusione di virus pandemici, per spiegarne
proprio il comportamento aggregante.
E così sembrerebbe terminato il post.
Ma non saremmo semper
nessalis se non cercassimo il nesso estremo.
Allora diciamo che tre comportamenti guidano lo stormo.
Un uccello
non collide con gli altri perchè cerca di mantenere una certa separazione.
Ma un
uccello isolato è facile preda di predatori e quindi tutti cercano di tenersi
coesi al centro.
Per fare ciò
mantengono l’allineamento con gli altri.
Il tutto in
costante iterata interazione la quale determina l’ordine emergente.
Dei tre
comportamenti i primi due sono istintivi, il terzo, pur più che istintivo, può
essere perturbato da fenomeni esterni come i campi elettromagnetici o
gravitazionali.
Gli uccelli
migrano e volano mica per niente.
Ora tornando
ai nessi, gli antichi capitolini avrebbero visto nella morìa di capodanno un
oscuro presagio.
E noi ci
ricordiamo che intanto dallo spazio, la neurosfera si dispera e manda le
sue onde, elettromagnetiche, messaggere di presagio foriere, fino da proxima centauri che ci dice sempre la stessa cosa da
eoni: state attenti a scherzare col fuoco, passa il tempo e restate arretrati.
Nel frattempo un centro di gravità per la mente trasferisce
a terra maledizioni capitali per l’indecisione culminata poi nell’invocazione
allo stefanos
santos, trasmettendo un’onda gravitazionale in guide d’onda per
quella elettromagnetica, mentre concepisce una pernacchia
di speranza, di ristori economica, rivolta giusto alla capitale.
L’onda gravitazionale porta il messaggio radio fino a
destinazione, alla capitale della nazione.
Tutti i kalimeriggianti, chiusi e fermi in casa per la
virale prescrizione, fungono da antenna, recettore e trasmissore, praticamente
un amplificatore, rimbalzando le onde come una deflagrazione.
Gli storni, particolarmente dotati dei tre comportamenti
emersivi, tra cui il terzo di gravità e elettromagnetismo assai recettivo,
finiscono abbrustoliti di risonanza e ridondanza gravignetica.
Altro che funesto presagio.
Questa è scìensa.
In tutto questo il virus che fa ?
Se non si è elettrolizzato, che contrariamente agli uccelli
che stano in aria quello è fatto per stare in acqua nella quale la propagazione
della deflagrazione gravignetica è attutita ma pur sempre elettrolita, non ci
resta che l’arma di mia mamma.
Se tantascìensa non abbastasse, rivolgiamoci
all’animadellimortaccimundi.
Mammanima, andrà tutto bèn?
Sperèm.
Che ci perdonino le animelle stornelle.
In guerra ci sono i danni collaterali.
Se è per questo abbiamo sterminato anche le animelle
virelle.
Ma d’altronde anche il vaccino l’avrebbe estinto, il
piccino.
Kalimmudda
zompomortalicum fecit
2021 01 01 - Siamo seri: pnrr
Sembra una pernacchia, invece e’ il nostro futuro: Piano nazionale di ripresa e resilienza. Bastava una r sola, in effetti, ma noi siamo sempre barocchi
Alla fine abbiamo la selezione finale: 52 “progetti” partendo da 600 iniziali.
Un’ecatombe di progetti, dunque, che dovrebbe essere garanzia di accurata selezione di quelli migliori.
Conoscendo la nota barocca letteratura burocratica italiana, la necessità di tale selezione e’ probabilmente una delle ragioni del ritardo accumulato, insieme alla complessità di un sistema paese articolato in varie decine di settori merceologici, nelle di cui sottoclassi si aggregano quasi 5 milioni di imprese.
Insomma, un piano che copra tutto di sicuro e’ difficile da realizzare, forse più che in altri paesi.
Decido di procedere a bullet, che tra l’altro sembran pallottole, seguendo la traccia della seguente” tabella 52”: bang!.
1. La prima cosa che balza all’occhio e’ che chiamano progetti quelli che sono capitoli di spesa. I progetti sono trattati in appositi documenti, presumo di centinaia di pagine ciascuno, ma la tabella evidenzia una preoccupante esigenza di spendere tutto. Si nota anche dall’ultima riga dove il totale di 196 combacia con un totale “target”. Che bello, ce l’abbiamo fatta a farci venire idee per spendere 200 miliardi. Speriamo che non siano idee del cazzo.
2. Ricordiamo allora che dei 200, 80 sono a fondo perduto e 120 da rimborsare. Saranno erogati in tre anni e quelli da rimborsare dovranno esserlo dopo 5. Per gli 80 miliardi, vuol dire circa 25 all’anno. Non così tanti come ve li spacciano. I soldi veri sono dunque 80, mentre gli altri sono una temporanea traslazione di debito dallo Stato alla Ue, che infatti emetterà titoli per circa 900 miliardi incluso il Sure, ma che poi dovrà rientrare oppure più probabilmente rifinanziare.
3. Il programma Next generation EU e’ senz’altro epocale, per la di fatto condivisione di debito, garantito dagli Stati forti anche se il più possibile in incognito, ma non così imponente come sembra. La quota a fondo perduto e’ pari a circa 390 miliardi, il 3% del Pil area euro, il totale recovery arriva a 750 (con 360 di prestiti) e con il totale multi annual financial framework si arriva a 1.800. In 7 anni. Un’ inezia se si confronta ad esempio con i ricorrenti reiterati storici pluriennali interventi USA, passati e futuri, o se si rapporta ad un Pil nominale pre o post Covid, di 16.000 miliardi di dollari, previsto in contrazione attorno al 10%.
4. Si tenga però conto del fatto che sia un passaggio epocale. E al riguardo si consideri anche che la presunta questione che ci stiamo finanziando da soli, e così potremmo fare non versando contributi alla Ue, e’ una bufala. Intanto i contributi vanno versati a prescindere, e il rientro degli 80 miliardi a fondo perduto e’ un di più per nulla scontato. Poi, l’alternativa sarebbe di emettere altro debito nazionale la cui appetibilità sui mercati e’ un terno al lotto.
5. Le condizionalità. Meno male che ci saranno, a partire dall’approvazione del nostro pnrr 52 con le relative valutazioni economiche, patrimoniali e di sostenibilità Ci obbligheranno a rispettare dei parametri, tra i quali ricorderei la necessità imprescindibile globale di sovvertire l’approccio del piano di stabilità da deficit massimo ad avanzo minimo, con tutte le ricadute anche occupazionali del caso.
6. A questo punto una parola anche sul Mes. Anticipando anche la tabella seguente, il pnrr prevede investimenti in sanità per soli 9 miliardi. Valeva la pena di prendere anche i 36 del Mes, evitando di ricorrere al mercato eventuale, proprio per autoinfliggerci le condizionalità. Anche qualora fosse un bagno di sangue, meglio essere debitori europei, in una economia integrata, che non americani o cinesi.
7. Sulla tabella la prima notazione e’ che ha molto di propaganda e poco di informazione. Non si evidenziano le grandezze di riferimento. Il fatto di vedere previsti 23,7 miliardi per l’alta velocità non mi dice nulla di quanto sia sul totale del valore delle infrastrutture ferroviarie, ne che impatto abbia in termini di utilità collettiva o reddituale Analogamente per 24,8 di Transizione 4.0. La modernizzazione della PA dovrebbe indicare con quanti risparmi ed efficienze, ma anche disoccupati o costi di riconversione. E così per altre voci.
8. La allocazione e proporzione delle macro classi e’ poi aleatoria. Il totale rivoluzione verde, che e’ la voce più grossa, include immobiliare per 40 miliardi ma solo 8,7 miliardi in produzione e distribuzione di rinnovabili, che ridurrebbero anche gli acquisti di energia dall’estero. Antico retaggio palazzinaro nazionale. La ricerca e’ pari a 8,5 miliardi, invece, solo il 4% del totale. Stesso antico retaggio.
9. Insomma per non scendere troppo nel dettaglio, operazione del resto impossibile con solo una tabella a disposizione, direi che la buona notizia e’ che i B’est 52 rientrano più o meno tutti nelle categorie di investimenti e non in quella di spesa corrente. Meno male che nessuno ci ha infilato una riduzione di tasse per aumentare i consumi, che sarebbe solo un suicidio di partita di giro. Per la lettura dei dati rinvio a questo articolo su www.ilfattoquotidiano.it .
10. Penultima impressione, e’ che traspare un po’ di approccio a pioggia. Ma d’altronde cosa si deve fare per cercare di rilanciare tutto un intero paese se non un po’ di helicopter money. Tenete presente che se io finanzio 200 miliardi di progetti immetto liquidità nel sistema, la quale gira nello stesso una o più volte in un anno. E’ la velocità di circolazione della moneta, che molto dipende da cosa finanzio, compro e vendo.
11. Vorrei comunque vedere una colonna con quanta parte di questi investimenti e’ produttiva e quanta no, vale a dire quanta parte genera crescita diretta, e non da rotazione di massa monetaria, anche dopo la pera iniziale di 200 miliardi. Che dovessimo diventare un po’ monetarynesiani lo avevamo capito. Dopo aver perso 200 miliardi di pil, gliene reinfilo dentro altri duecento e torno a pari. Ma poi mi resta da pagare il debito, con la patrimoniale, e rimettermi in avanzo strategico: la cura
In sintesi questo pnrr e’ buono o cattivo ?
Dipende da cosa c’e’ veramente nelle singole voci e dalle valutazioni che hanno fatto.
Io direi anche che questo passa il convento.
Altri soldi non ne abbiamo, sempre ammettendo che non scoppiamo presto, cosa per me quasi certa.
Quindi direi solo, come diceva mia mamma : andrà tuto ben?
Sperem.
2020 12 29 – Malo tempore
curre
Già.
Curre.
E come curre.
‘O malotiempo.
Ma è inverno, che vi
aspettavate?
Nevica.
E pure ovunque, in tutto
l’ostivale ostile clima per niente estivale.
Vi ricordate i cambiamenti
climatici?
Colpa loro a quanto pare,
se son decenni che c’è la neve pure in meridione, puntuale come la morte.
E quindi curre curre, guaglio’.
Ma quale curre.
Questi sono immobili come
immobili.
Strano, comunque.
A parte la parentesi
meridionale è il terzo commento di attualità di fila che mi viene latineggiante.
Dove starà il nesso ?
Forse nella nostalgia d’imperatori,
quando Roma illuminava e mica tentennava.
Uno ci provò, e fu subito
bollato come il temporeggiatore.
Mentre adesso è buio
pesto.
Fanno sempre confusione, con
la netta sensazione, che trasmessa ai cittadini, dà l’idea del brancolare.
Non ti obbligano al
vaccino.
Poi si intoppano nel
cristallo.
Non quello prezioso di
cristalleria.
Quello di neve.
In pratica si sciolgono
in un bicchier d’acqua, gelata.
Pur di non muoversi, per
paura di essere come elefanti nella fragile alchimia della cristalleria politica.
Non è mica colpa dell’elefante
se sfascia tutto, piuttosto di chi ce lo
ha messo.
E’ la sua natura
pachidermica che confligge con la boemianica fattura.
Questi che scusa avranno,
per essere stati messi dove muoversi con la fermezza di un capitone.
Piuttosto che essere
stigmatizzati si nascondono dietro l’atmosferica excusatio.
Non petita.
Il vaccino soffre il malo
tempo, pare.
Gli spiccioli di dosi
iniziali non hanno le catene da neve.
Potrebbero trovare
ghiaccio per strada.
I camionisti sono decenni
che consegnano di tutto pure sotto minaccia atmosferica, invece adesso devono trovarsi
tutti al palo.
Manco fosse l’antartico polo.
La verdura cammina.
Le provette soffrono il
freddo.
Che poi il paradosso è
che dovrebbero stare al freddo freddissimo.
Invece insieme ai
camionisti, di improbabile timore, tutte al palo.
Impalo.
Questa classe dirigente che
dovrebbe essere dirimente, proprio per capacità di comprendere e risolvere
questioni, si ritrova imbambolata a guardare la neve cadere con il tenue
rimpianto di non potere giocare alle palle di neve dentro il Parlamento.
Son confusi, poverini.
Speriamo che il corriere
ce la faccia, se no il protovaccino torna indietro e lo richiamano in Germania.
Indecisi prendon tempo.
Come il cunctatur.
Aspettando che migliori.
Che tenerezza.
Oramai è una barzelletta
continua.
Dubbi di ogni colore
addensano le nebbiose menti dei potenti.
Vi do un consiglio da
populano populista, teneroni.
Pure pieno di orgoglioso
qualunquismo.
La prossima volta che c’è
‘o malotiempo, prendete l’esercito di auto blu, pure con la sirena blu, andate
a prendere le scatole col vaccino, riportatele a destino, e vedrete che il
cielo tornerà sempre più blu.
Come dite, nun se po’ fa’
che deve stare a -70 gradi?
Ghiaccio secco, accidiosi.
-80.
Non cunctate più, orsù.
Intubatevi l’auto di
ghiaccio secco e partite alla carica, per una volta non sindemici.
Già, che qui la demìa
viaggia a doppiette.
Malattia virale in congiunzione
con quella mentale.
Oh, nuvereggae più.
Senza sprecarci manco un uberlinch.
Kallimmudda uberlinchico no
2020
12 28 – La simmetrica cura Simmetrico
Nevica.
L’avevo
chiesto, se non sperato, mi hanno esaudito.
Detto
fatto alla seconda.
Stefanos
santos vaccina nos tu ?
Manco
arrivano i primi spacciatori di dosi, che il coroncino mi si ritira sotto quota
10.000.
Glielo
avevo detto in leggerezza,
eppur con metrica fermezza: caro virus buon natale, non ritornerai pasquale, se
ci provi ti bruciamo, nel vaccino ti affoghiamo.
Pusillanime.
Vai
a vedere che il mutevole stratega sindemico era un cagasotto.
E
che bastava persistere nel ridondare amorevole vinilica preghiera, per
tracciare di gravità la neurosfera.
Qualche
milione di centri di gravità per la mente, con l’evoluzione esogena al lavoro,
e il synfisico pensiero lo rimbalza più del siero.
La
resistenza della resilienza dell’anno passato, tutto intero, ha prodotto una onda
elettrica che m’ha sciolto il virus in elettrolitica medicina
prenucleare.
Dimostrazione
senza contestazione della potenza della synfisica amorevole civiltà futura
ventura.
Quella
dell’elettro intelletto.
Che
però va messo a terra, dentro al campo gravitato, per vederne interazione, con
il santo gravitone.
E
per questo ci sono prevosti preposti.
Passa
in tutti la sofia con l’energia, ma in alcuni è più potente, per natura di
nativa locomotiva.
Uno
di quei centri, ridondato di webbanza, ho sempre creduto di essere io.
Illuminato
controvoglia, con lo scopo di uno scoglio.
Stare
fermo a ridondare, per il peso poi aumentare.
Il peso
de che ?
Del pensiero,
giovincelli, di intelletti ancor pischelli.
Ma mica
per merito, eh?
Che
anzi io del pensiero sono piuttosto uno scrivano, tra giganti solo un nano.
Ma m’aiuto
con la rete, la dimostro come ariete, con cui rompere gli schemi, per creare
nuovi memi.
E
così sarà il futuro, telapatica nessione, con cui accedere al sapere, dentro a
tutte neurosfere.
Vabbè.
Un po’
di profeteia se’ po’ pure fa’.
In
fondo è pasquale..,,o no?
Ma ci vuole simmetria: same metron, order and
proportion among the parts of a whole.
Stessa
misura.
Vale
in un sacco di campi…, anticipandone la definizione fisica.
Ma insomma,
il succo è che non mi posso mica inventare di pensare bene solo per un poco di
corrente celebrale.
Devo
rispettare dei canoni, questo vuol dire.
Dei
principi di fondo, delle dinamiche dominanti, degli archetipi.
Che vi
credete, che tutto quello che vi circonda non sia ordinatamente proporzionato?
E
quei canoni sono infissi dai primordi, manifesti come accordi, di armonia detta
celeste, pervenuta nelle teste.
Arrivano
dal qbit primigenio, vuol dire, ma questo è un altro film, addirittura un altro
cinema.
E rivabbè
, order e proportion: si spazia dall’ordine naturale delle cose alla ricerca
della sezione aurea.
Che
vuoi che sia, manco sono riusciti a concordarne il nome, tra chi la dice rapporto
aureo o numero aureo o costante di Fidia o proporzione divina, e noi vogliamo
arrivarci con le parole?
Però
si usa, spesso ad insaputa, dalle arti figurative fino alla matematica e fa: 1,6180339887...
con tanti puntini.
Evidentemente
con le parole non la colgo no, ma altrimenti si.
Tornando
alla simmetria, a me la definizione che intriga di più è quella fisica.
In fisica il concetto di simmetria identifica la proprietà dei fenomeni fisici di
ripetersi sostanzialmente identici nel tempo e
nello spazio.
Qua manca ancora la quinta dimensione, quella
della gravità, ma che volete farci, non a tutti è concessa la cognizione del
gravitone e del suo campo la percezione, visto che di campi demmo
anticipazione.
Ma arriverà, state tranquilli, e tutto il mio presunto
synfisico vaneggiare di neurosfere e centri di gravità per ‘sta mente allora vi
sarà evidente.
Però è tantissima roba, o no?
Ordine delle cose, aurea proporzione, identica ripetizione,
synfisica pervasione.
In una parola, io direi bellezza.
E vi
beccate pure tutta l’enciclopedica definizione, ridondante l’iperuranico iperlink.
“Qualità di ciò che
appare o è ritenuto bello ai sensi e all'anima. La connessione tra l'idea di
bello e quella di bene, suggerita dalla radice etimologica (il latino bellus
"bello" è diminutivo di una forma antica di bonus "buono"),
rinvia alla concezione della bellezza come ordine, armonia e proporzione delle
parti, che trovò piena espressione nella filosofia greca, kalòs
kai agathòs In seguito, la nozione di
bellezza è diventata categoria autonoma, caratterizzata dalla capacità del
bello di essere percepito dai sensi. Dalla dottrina del bello come perfezione
sensibile nasce e si afferma, nel 18° secolo, l'estetica come disciplina
autonoma riguardante il bello”.
Manca
solo il nesso con il divino, timidezza enciclopedica, per la quale dall’estetica
io andrei fino all’entetica.
Che
è parente di synfisica, strettamente insiemifica.
E
arriviamo al nocciuòlo, che non si può nemmeno scassare troppo i cugghiuni di sofiopsicopippe.
Quando
arrivai in Simmetrico arrivai un po’ malconcio, con la mia valigia di
pregiudizi e l’etichetta di matto ad intermittenza certificato e bollato.
E mi
trovai in mezzo a comunicazione, eventi, design, creatività.
Tutte
sovrastrutture, pensavo.
Era
l’era in cui rispolveravo principi dominanti, dinamiche di base, archetipi.
Insomma, strutture.
Figuriamoci
quando scoprii quanto costava un padiglione e quanti se ne facevano al mondo.
Subito
li pensai in “equivalenti bambini africani”.
Un
paio di sovrastrutture in meno e risolvo la fame nel mondo.
Dopo
un paio di anni di studio simmetricamente concessimi, e una buona dose di osservazione
e riflessione, mi dissi che se avessi dovuto distillare l’essenza di quello che
facciamo direi che noi siamo costruttori di bellezza.
The genesis of a project, whether it is an
architecture, a museum or an event, starts with the recognition of a narrative
concept that, complementing shapes, languages and contents, becomes cultural
communication
Ogni
civiltà riconosce l’arte come valore, e l’arte è coglimento del divino
manifestatosi bellezza, inevitabilmente da comunicare.
Chi è
profeta sa che non può fare a meno di rendere partecipi tutti.
E’
questa cultural communication è il punto.
O
per meglio dire, sempre più dovrebbe esserlo, fino a raggiungerne l’essenza.
La
civiltà dell’amorevole intelletto sarà così.
La conoscenza
interconnessa di ogni cosa insieme all’intelligenza evoluta in reti neurali, probabilmente
telepatiche stante quell’80% di cervello oggi ancora disponibile, sempre più sofisticate,
ci porrà in condizione di usare il principio del pensiero marginale tale per
cui chiunque potrà pensare una cosa nuova che verrà immediatamente percepita da
tutti in quanto bella o cattiva.
Con l’amore a guidare tutto, come d’altronde già adesso, che visibile in ogni nesso, si dimostra sì indefesso, espandendo in gravitone, grande forza in comunione.
Se
così non fosse, non starebbe tutto insieme, nella crescita costante che si sparge
ad ogni seme.
E
allora non sarà più questione di sopravvivenza, ma di coltura dell’essenza.
La produzione
di bellezza sarà la frontiera, che varrà in ogni campo fino oltre alla lamiera.
La bellezza
salverà il mondo, si disse.
Questo
sempre se fino a quel momento a qualcuno non gli scappi un’atomica.
Sapete
come e’: fallito col virus ci riprovo col radius.
Ma arrivo
con la festa.
In Simmetrico
modesta.
Era tempo
di virata,
l’assemblammo
moderata.
Con
un senso di famiglia,
tutti
addosso, una quadriglia.
Senza
in torno il corona,
ignorato
perchè stona.
E
non siamo stati il solo.
Tutto
il mondo unito in volo.
E ripenso
ai centri di gravità per la mente.
Uno dei quali direi in Simmetrico.
E ai
pensieri marginali.
Di sicuro loro simmetrici.
Se
tra lor sincronizzati, ci hanno si elettrificati.
Vale
a dire elettrolisi, col sogghigno a scioglier virus.
O se proprio non sciolti del tutto, per lo meno elettrosciocchati di risonanza elettromagnetica.
Così resi appunto, come dissi in principio, pusillanimi.
Ecco
ordunque qua la prova.
Che
funziona interconesso.
Con
il centro a terra messo.
Mi
riporto al giusto adesso.
Che
simmetrica è la cura,
di
Simmetrico futura.
Grazie
a tutti per l’affetto.
Per un
mondo un dì perfetto.
Oggi,
grazie a Simmetrico, ho recuperato sinapticità.
A
volte anche a strafottere.
E soprattutto,
posso permettermi un poquito di profeteia, senza ambulanza e tso.
Ci
ho la copertura.
Come
le spie.
So’ syncreativo.
Hi,
hi, hi.
PS:
sull’evoluzione verso la bellezza hanno qualcosa da dire le ermellotte syncronizzate, l’aquila astigmatica, e il
refolo beato delle
Claufrenies e loro magie proesie e sofie , ma sono animaletti tanalinghi.
Bisogna
cercarli, guidati dal coniglio azzurro.
Iper
e ipo link, no?
Solita
tradizione di dedica musicale : L'Atlante
delle Nuvole.
Imperdibile
film, a proposito di amorevole intelletto in interconnessione universalmente synfisicamente
trans.
Kalimmudda synfisicamente simmetrico dixit