martedì 1 ottobre 2024

2024 10 01 – Fascisti degli astrini disunitevi

 2024 10 01 – Fascisti degli astrini disunitevi

 

Era così.

Ma sperèm de no.

Fascisti del mondo unitevi.

Sotto l’egida della fulgida premierina.

Scherzavo. 

Bisogna sempre tenere alta la guardia.

E bastonare il fascista a prescindere, nella sua latenza.

Effettuato il grande lancio.

Il gran lancio nello spazio.

Fino a su, su su.

Diretti dritti su Marte.

Fascisti su Marte, per chi si ricorda.

Ma il fascista poi ha abortito.

Uno scureggetto, un mini peto.

Come i petardi di quella faccia da bue muskiato.

Prot, da k-pax.

Ma i combattenti ad astra non si arrendano giammai.

Sul cielo del ritorno si sono trovati la miniluna.

Sembra tanto il minimè dal mai più moscio.

Promette grandi conquiste scientifiche.

Per addestrare astronauti e sperimentare tecnologie.

Per colonizzazioni future.

Ma come fanno.

E’ grande qualche metro.

Resta in orbita giusto 2 mesi.

Poi se ne scappa nello spazio.

Via da un’orbita nauseabonda.

Via dalla baraonda.

Nemmeno un sasso cosmico ci vuole restare vicino all’astroterra che arde di male.

Tradita ardita di ardore dolore e furore.

Ad onore del vero i fascisti non mi pare abbiano ancora rivendicato alcunché sul sasso.

Ma è implicito nelle loro retorica.

E nella filosofia di desiderio di conquista.

Una miniluna per preparare le colonie umane.

Lunetta nera, bella orbitina.

Mamma mia quanto siamo messi male.

Fasci di consumi usati addirittura come metafora di astrofisica spazzatura.

Shopping astrale finto satellitare.

https://www.ansa.it L'asteroide 2024 PT5 non descriverà un'orbita completa attorno alla Terra. Si potrebbe dire che se un vero satellite è come un cliente che fa acquisti in un negozio, oggetti come 2024 PT5 sono clienti che si fermano solo a guardare la vetrina

Windows moonstar shopper.

E pensa un po’ se invece i fascisti del mondo unito hanno nuove armi per guidare il cosmico sassetto.

E quello è un drone.

Lo chiameremo El drone.

Estinction level.

Tipo el ultima luna.

Che la vide solo un bimbo appena nato.

Volando via con la miniluna tra le mani.

Era l'uomo di domani.

 

Kalimmudda ipsum dixit

L'ultima luna

 

Mini luna ma dove sei?




domenica 29 settembre 2024

2024 09 29 – Le bastonate della mia vecchiaia

 2024 09 29 – Le bastonate della mia vecchiaia

Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it. Parola: Poesia

 

Poesia deriva dal greco antico poieo, produrre creare.

E’ forma d'arte che crea composizioni con la scelta e l'accostamento ritmico di parole in metriche.

Metrica è la struttura ritmica di lunghezza, tipo e accentuazione di versi e tipo di rime utilizzate.

Ho capito poco.

In pratica per me la poesia è immagine in ritmica musica evocativa.

Boh.

Coglie l’afflato delle armonie celesti per trasmettere concetti e stati d'animo in maniera più potente della prosa.

Bella fregatura.

Io non so creare metrica stretta o altra.

Se l’afflato che tutto pervade riesco mai a coglierlo, lo faccio a sprazzi soltanto.

Rime da infante, assonanze piacenti, ritmi vaganti, immagini nella mente, prose a frammenti, sensi alternanti.

Tutto questo va oltre la concezione della struttura della poesia.

Questa è proesia.

Che a volte ha dunque imbrigliato l’afflato del respiro celeste.

Per commuovere, evocare, immaginare.

Così voglio cimentarmi in una di queste proesie.

Che possa rispecchiare l’immaginario.

Innanzitutto ci vuole un cuore infranto affranto di pessimismo.

Segnali di vecchiaia.

Io lo sapevo che arrivava.

Non vale la presunta occorsa malattia mentale.

Non incontra il decadimento dell’animale.

Puntuale come la morte arriva il segnale.

E per il primo pezzo di carne arriva l’asporto.

L’età passata gli aveva fatto torto.

Consunto avvertimento di residua vita corta.

Non rimuovete, ascoltate la vita che passa.

La prossima volta ci cederà e cadrà un cuore, un rene, un fegato, un mucchietto d’ossa.

Alla fine resterà soltanto un gran testone.

E un testicolo per la riproduzione.

E poi niente, nemmeno quelli.

Si dice che si è fortunati ad avere vicino un bastone per la vecchiaia.

E appoggiare io mi appoggio.

Santa figura dura di legno che mi possa sorreggere, sostenere, proteggere.

E spezzarsi di dolore alla mia fine.

Per la prima volta fisica e non mentale sono dal lato debole della trincea.

E approfitto della grazia ricevuta.

Ma la realtà è che la vecchiaia ti prende a bastonate.

E il bastone che si possa avere vicino nulla può.

Solo soffrire di impotenza.

Passa il tempo e puoi solo scommettere su quale fine arrivi prima.

Rimuovendo il pensiero dalla mente.

Che rimane potente comunque latente.

Camuffato di accessori e bottoni più strani.

Materiali o mentali.

Per far finta di essere sani.

Mentre si muore continuamente.

Nel fisico e nella mente.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Fare finta di essere sani

 



 

Ndr memo: La filastrocca del vecchio ciula

 

 

venerdì 27 settembre 2024

2024 09 27 -Il torpedone cervellone

 2024 09 27 -Il torpedone cervellone

 

Finalmente una buona notizia.

Ad automatico cavalcione.

Che nostalgia il quarantasei.

Allora prendeva piede l’automobile.

A guida umana manuale.

Senza diavolerie artificiali.

Non era mica intelligente.

Una scatola di latta con quattro ruote e un motore.

Che nostalgia il gusto di domare quei pochi cavalli in scatola.

Simbolo di potenza riservato all’umano.

Soprattutto maschio coglione all’autosalone.

Adesso sono tutti intrippati per l’auto che si conduce da sola.

Guidata da sensori e reti meta satellitari.

Ecco un errore di indirizzo della scienza.

Invece di pensare all’umanità arretrata.

Si va alla carica di un presunto progresso.

E si taglia lavoro in una transizione di dubbia possibilità.

Ma non bastava l’autopilota.

Che più o meno sono cazzi di chi se lo compra e si lascia guidare.

Arriva l'autobus a guida autonoma

Pura meraviglia.

Ma come, l’autobus.

E tutti i conducenti che fine fanno.

E' un mondo che viaggia verso la guida autonoma.

Dopo le auto sono in arrivo i bus di linea senza autista.

Ma perché.

Che male vi ha fatto il conducente.

Quello da non disturbare.

E che succede se arriva un’interferenza disturbatrice.

E se si esagera alla ricerca di efficienza e profitto.

E si tagliano costi a strafottere, magari eliminando pure le porte.

Disoccupazione del tranviere.

Guardate che mica bisogna andare in Cina.

Basta prendere il metrò lilla a Milano.

Non un’anima, non solo a condurre.

Ma nemmeno in assistenza o ai tornelli o in banchina.

Il deserto dei tartari, efficienza scappata di mano.

Ecchecazzo, ma un cristiano ce lo volete mettere.

Comunque è bella perché è bella.

Con certi vagoni tappezzati di desaign.

Vagoni immersivi esperienziali intelligenti artificiali.

Come la bomba intelligente.

Al contrario di una manuale che centra il suo obiettivo, Carmela ancora giovane sbaglia e fa una strage.

Io il torpedone intelligente non lo prendo.

Non solo per principio solidale con i neo diversamente occupati.

Ma anche per un fottone di paura.

E rimango ancorato al 46.

Giovane colore amaranto.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Topolino amaranto

 

Dentro il torpedone non c’è mica un cervellone



 

 

 

 

giovedì 26 settembre 2024

2024 09 26 – Come cercare di simpatizzare con Israele

2024 09 26 –Come cercare di simpatizzare con Israele

 

Sarebbe bella una convivenza di pace.

Basta conferenze farlocche.

Che rubano solo tempi alla pace.

Simpatia per Israele.

Semplice, non si può.

Domina la scena in uno storico conflitto.

Erosore territoriale seriale di limitrofi mortali.

Un castoro geopolitico.

Inventato come cuscinetto, e altro, per risarcimento di ciò che risarcire non si può.

In una naturale progressione di indole bombarola.

Dalla nascita.

Sembra non sapersi fermare.

Forse non può, in un eterno conflitto con le sue forze demoniache.

Non si sono accorti che i tempi sono cambiati.

O forse è perso incastrato in un crogiuolo geopolitico.

Da quell’unilaterale stato del 1948 secolare.

Io vorrei parlare d’altro.

Ma dell’Ucraina chi se ne fotte è sempre latente.

Del resto di guerre e altre cattive notizie pure.

Cose buone da parlarne non ne ho.

Dimenticate le altre notizie di morte.

Ci vuole sempre un catalizzatore d’attenzione.

Che nasconda tutto il resto.

Chissà quale.

“Dio combatte” è una possibile interpretazione dell’etimo di Israele.

Quale migliore genomemetica per niente sympatica.

Allora ripeterò che simpatizzare non si può.

Controesodo cantammo invertendo il cammino.

Poco esplicito, probabilmente.

Riaccendete la memoria allora.

Fino ai tempi dei faraoni o forse più.

Vi serve un nuovo profeta.

Una mutazione culturale.

Che vi riporti alla schiavitù.

Alla servitù della pace.

Che vi guidi all’incontrario.

Via da qualsiasi occupazione.

Via dai carri e territori.

Via i missili e i cannoni.

Il nuovo profeta rileggerà una religione dominante.

Di pace e convivenza integralista.

Ricordando che il vostro dio è di ceppo vendicativo.

E vi rimanda tutti dai faraoni in Egitto.

Oggi detta Persia.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Rallegriamoci Hava Nagila

Hava Nagila


Fascino Torah




mercoledì 25 settembre 2024

2024 09 25 – Esercizi di bile

 2024 09 25 – Esercizi di bile

 

Medicina.

Sensazionale scoperta.

Risultato di sperimentazione empirica.

Profezia autoavverante.

Tautologica mente.

Dai e dai.

D’altronde così procede la scienza.

Per tentativi.

E autoreferenze di ipotesi ad hoc.

Questa volta è roba grossa.

La cistifellea non serve a un cazzo.

Orbene, non è vero.

D’altronde con quel nome meglio non soprassedere.

Soprannominata fella.

All'americana compagna, fella'

Viene già dal greco antico colè, bile, e cistis, vescica.

Da non indagare ma vivisezionare

Non setacciare mondi olistici.

Corpo e mente e spirito.

La persona nella sua totalità.

Meglio buttare che riparare.

Ad onore del vero forse la mia lo meritava un funerale.

Fella’ sottoposta a perpetrate sollecitazioni e maltrattamenti.

Ma che non serva proprio a un cazzo mi pare strano.

Ci sarebbe un padreterno seminatore di errori genetici.

Una proboscide attaccata al naso per scherzo.

Un sacchetto raccogli bile per scherno.

Proprio in mezzo al secondo cervello.

Dove lavorerà intriso di neuroni.

Ma a cosa può servire.

Ve lo spiego io con olistica mente.

Da quando mi hanno trattato da asporto non sento più la neurosfera.

I rotori semantici con le connessioni sono andati.

Non vengono più messi a terra.

Manca il centro di gravità per la mente.

Mi sorvola l’intelletto.

Sono diventato un profeta di quadrante senza pro.

Solo feta.

Ma che formaggio.

Quello si che non sa di un cazzo.

Allora a tutti i dotti medici e sapienti voglio ricordare la massima di famiglia.

Diffidate della scienza dei tecnici.

Si innamorano della tecnica e perdono la visione di insieme.

E vi riducono al più povero dei latticini.

Tanto la cistifellea mica è loro.


Kalimmudda ipsum dixit

Dotti, medici e sapienti

 

 Ups:

 


martedì 24 settembre 2024

2024 09 22 –La morte da angelico curaro

 2024 09 22 –La morte da angelico curaro  

 

Steso sul lettino aspetto non senza paura.

Ma decido di non averne.

E funziona.

Un senso di benessere mi pervade.

E’ l’idea della fine.

Mi legano con imbarazzo.

Non sanno che sono uso a pratiche di contenzione.

Glielo dico io.

Per metterli tranquilli.

Magari è la volta buona.

Che sbagliano dosaggio.

Che manco l’atterraggio.

Curaro.

Questa è l’ultima parola che sento.

Evoca veleni tribali.

Associo amazzoni con le frecce.

Poi sprofondo inerme.

Fino in fondo al blu.

Immagino di immaginare.

Ma sono proprio in coma.

Non percepisco niente.

Nessun dolore.

Nessun colore.

Forse nel subconscio.

Passa il tempo che non so.

Mi sogno staccato dalle connessioni.

So che ho perso le visioni.

Fino a che mi riportano alla vita.

La prima immagine rinata è il viso del mio angelo donato.

Mi specchio nel suo sorriso.

Con uno strappo allo scettico nichilismo.

Mi scopro felice del ritorno da lei.

Credevo mi sarei sentito defraudato.

Del mio mondo disegnato.

Cerco segni del curaro.

Ma non trovo nulla di raro.

Solo una coniglietta.

In un angoletto.

Parla come faceva mia madre.

Ma la taccio.

Contenzione non ne voglio.

Rifletto.

Odio le guerre senza anestesia.

Nostalgia di cacciagione.

Con le frecce intinte una alla volta.

Paralizzanti non finenti.

Per eserciti miobloccanti.

Ed ipnotica amnesia.

Per il tempo che ci va.

Fino in cima a questo blu.

Fino a che si torna qua.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Fino in cima al blu

Ndr. Agghiaccianti contraddizioni degne di curaro.




 

giovedì 29 agosto 2024

2024 08 28 – Counter Exodus

2024 08 28 – Counter Exodus

 

Sono finite le ferie augustee.

Latina invenzione per il gaudio comune.

Agognato meritato riposo.

Dopo avere sudato sotto il sole afoso.

La fortunata porzione di mondo tranquillo riprende a girare nella sua ruota.

Che non si è mai fermata ma solo altrove dislocata.

Già sento mugugni e lamenti.

Devo tornare al lavoro.

Chissà quanti tormenti.

Senza vergogna tutti alla gogna.

Nel comune contro esodo senza memoria.

C’è chi la memoria la sveglia con il cannone.

E noi siamo qui con l’aria condizionata.

Allora mi ricordo dell’esodo vero.

Quello biblico, quello profetico.

Che più che austero direi misero, povero.

E mi chiedo come possa la memoria venire tanto tradita.

Costantemente calpestata e dimenticata da tutti.

Israele approva tregue temporanee per i vaccini. Intanto vasta operazione militare, Cisgiordania in fiamme

C’è chi si lancia in appelli.

Chi vuole a sua volta aggredire.

Chi si finge utile mediatore.

Chi se ne fotte campione di rimozione.

Mentre il dato di fatto è solo che si muore.

E il sole ribolle iperattivo risucchiando le anime morte

Io non sono Jahvè e nemmeno Mosè.

Ma possibile che non sentiate nemmeno il vostro dio.

Non fingete che non comprenda quei culti citati.

Non fidatevi del vostro cazzo di iron dome.

L’unico scudo che vale è quello del verbo verbale.

E non si aprirà su di voi.

E non si tirerà dietro nemmeno noi.

Esiste solo una via.

Indicata dal tempo di esodo.

Sfruttare la forza della somma di parole.

Che girano nella neurosfera.

Approfittare del contro esodo

E tornarsene indietro.

Nei fatti e nei tempi, fuori dai templi.

E’ ora di contro esodo.

Militare e mentale.

Israele non crede alla potenza del dio sole.

Male.

E’ ora di rientrare, di ritirare.

Perché può persino celare tetre metafore.

Ma avete bisogno di un rinforzo.

Il wordsdome, lo scudo verbale per combattere il male.

Ecco che ve lo da la potenza musicata .

Inni di pace da un palco di stelle di chiaro fulgore solare stellare.

Guardare, ascoltare.

E poi fare.

Da bambino feroce.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Counter Exodus

All stars con imperdibile rispetto



 

 

mercoledì 28 agosto 2024

2024 08 28 – Tra culti mitraici, mitra e scudo verbale

2024 08 28 – Tra culti mitraici , mitra  e  scudo verbale

 

Nell’universo della mia pazzia ho una nuova teoria.

Lo stato confusionale generale è più che imperiale.

E’ universale.

Bisogna risalire ad antiche origini e moderne incomprensioni.

Quelle tra mitra e mitra.

Divinità di culti solari e innovazioni di guerra più mortali.

E ad una notizia che lascia di sasso.

Che ci si chiede chi lo tira, il sasso.

Nello stagno della neurosfera.

E quanto gravi sono le onde nel mare del campo ristagno.

Ci siamo scordati di quanto piccoli siamo.

Proprio in senso astrofisico, sine metafore.

E l’importanza dello scudo verbale.

Un conto è venerare la stella solare.

Altra cosa è idolatrare la capacità di quanto sparare.

Voi credete che il nesso sia lontano.

Ma invece procede e si instrada.

Questa storia dei droni ricorda il salto involutivo di quando si inventò la mitragliatrice.

Subito oggetto di culto l'innovazione del mitra.

Questa guerra distante crea devastazione e dolore.

Per facilità da mancato contatto.

E' cattiva più di prima per squilibrio sulla gente.

E voi dimenticate sempre l’onda generata nell’universale gravità.

Con la sua reciproca risacca.

Il vero armamento lo chiameremo wordsdome.

Ovvero scudo verbale.

Che vedrete se ci serve.

La notizia non è stata filata manco de pezza.

Tutti intenti a spararsi.

Il sole è iperattivo.

Bombardato di dolori corazzati, assorbe e assorbe.

Fino a che ci riscaracchia via con i suoi venti.

La profezia dei Maya aveva un fondamento.

Basato sulle pulsazioni stellari e sul battito solare.

Quella volta ce la siamo cavata grazie ad una compatta neurosfera.

Girava come vinile con i suoi rotori di parole ancorati ai centri di gravità della mente.

E scavò una grande ansa nel tessuto dello spazio.

Quello che vi piace chiamare spaziotempo.

Senza fondamento perchè il tempo non esiste.

Quel che c’è è solo il motospazio gravità.

Nella gravità e nel suo campo omnipervaso.

Dentro questa ci scavammo e nascondemmo come blatte.

E l’onda lunga gravitazionale ci passò sopra.

Come fossimo surfisti nel tunnel.

Eravamo protetti da una scudo o una trincea.

Fatta di parole e di pensiero.

Attaccati all’universo intero.

Una neurosfera più compatta.

Non sfrangiata in mille rivoli.

Tenuti insieme con fragili sacchetti di sabbia.

Se arriva adesso un’onda, ci si sbatte dritta in faccia.

Non abbiamo un pensiero solido.

E allora sì che si riparte tra millenni.

Sempre se torniamo indietro con la risacca del tempo.

Che a fare moto avanti e indietro invece si che è buono ed esiste.

Diremmo moto ondoso.

Perciò Kalimmudda dice venerate il sole come dio.

Come in antichi culti di proto religioni.

Costruitevi bastioni coi neuroni.

Resteranno nel vinile che ci avviluppa e gira e sfila.

E seppellite il dio mitra.

Ricostruite l’identità umana a partire dal dio sole.

Con tante scuse al troppo spesso arcano vaticano.

Che i segreti della scienza noi sappiamo che li sanno.

E pregare sì funziona.

Ma spesso non sufficie mica.

 

Kalimmudda ipsum dixit.

Lo sciopero del sole, 

All'incontraire.

 

 


 

domenica 25 agosto 2024

2024 08 25 – Neurosfera in subbuglio per figli in travaglio

 2024 08 25 – Neurosfera in subbuglio per figli in travaglio

 

Si naviga a vista.

Ma è tutta una svista.

Ogni terra è un abbaglio.

Umane frattaglie.

Si perde la direzione.

Non c’è più compassione.

Come pensi è uno sbaglio.

Sempre le stesse guerre dovunque.

Si diceva quocumque.

Sete di devastazione.

Latina tacita riflessione.

Fame di altro.

Quando non si sa cosa dire meglio tacere.

E invece no, preferisco tenere viva la memoria.

Che certe volte si abbia in gloria.

Cogliere piccoli spiragli.

Di speranza un gorgoglio

Ma io lo dicevo che il pensiero era in un pericoloso  ingarbuglio.

In un lucido impero di confusione.

Più che seguire una logica è tutto un intruglio.

Come quello dei nostrani volpini.

Quelli che sparano minchiate a salve.

Salvinee macedonie.

Confusione anche in altri imperi.

Ma tu pensa di che mi devo stare a preoccupare.

Ci volevano le loro beghe elettorali.

Corse di bighe come due millenni di circo fa.

Ma l'America è lontana.

Dall’altra parte della luna.

Che li guarda e anche se ride.

A vederla mette quasi paura.

A pensarci nel futuro.

A me mette davvero troppa confusa paura.

Now if the J turns out to be R I do care.

Or I do not care?

Now if the 6, turned out to be 9, I don’t mind, or I do mind?

Now if the J turned out to be R, I don’t care, or I do care?

If six turned out to be nine, I don’t mind.

And you are wrong.

‘Cause we have our own world to care about.

And I ‘m not gonna copy U.

To be or not to be, this is the problem.

Questa è la memoria che dovrebbe continuare a fare la storia.

Mamma mia quanta paura.

Per mia figlia alla futura.

Un Kennedy jr2 si ritira e appoggia Lou Trump

Se non ci credete cliccate per vedere tutto il testo.

Io devo fare l'esorciccio musicale.

Aveva ragione quel menestrello di Fortis.

Kennedy si, quello un vero uomo.

E prima di ogni guerra dichiarava così.

Per sempre tu sempre tu, sempre, Marylin.

Sempre dell’egemone stiamo parlando.

Seppure in gran stato di confusione.

Sempre noi la pagheremo.

Quella qui sotto che ci salvi è  Futura Vittoria.

Io sono pieno di orgoglio.

Che l’ho fatta anche io.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Kennedy si quello un grande capo

 

 


 

sabato 24 agosto 2024

2024 08 24 – La carenza idroalimentare è una bufala pazzesca

 2024 08 24 – La carenza idroalimentare è una bufala pazzesca

 

D’altronde come l’intelligenza artificiale.

Ecco cosa mi frulla in testa da giorni.

Volano missili, bombe, droni.

E tanta roba da coglioni.

Ma intanto volano pure semi.

Mentre impera ovunque ancora la fame.

In tutto ciò c’è grande confusione di rotta sia della scienza che generale.

Dimenticato il settore primario con le sementi, che nostalgia.

Ricordo il gruppo Ferruzzi che come oggi fanno tanti, aveva la sua società dedicata all’avanguardia.

Si chiamava Agra, faceva ricerca e produzione di sementi.

Selezione varietale, presumo già con qualche capatina genetica.

Per resistenza ai parassiti o per rese e rendimenti.

Comunque oggi ero in giardino, dal quale se mi staccate mi uccidete.

Io sono misura e lì ci computo l’avanzamento della revoluzione perenne.

E l'ordine naturale delle cose.

Rimiravo con rifulgente meraviglia il trifoglio dalla forza di capodoglio del diorama.

Due mesi estivi senza acqua su substrato giallo Sahara, esposto al sole di pieno sud.

E’ cresciuto 15 centimetri, è fiorito, fatto frutti, aperto semi, riprodotto e ora è pronto.

A morire, ma si fa per dire, è solo il suo ciclo naturale.

Mi è rimbalzato tra i neuroni il progetto col cuggino di irrigare il deserto.

Per produrre cibo vero anziché roba fossile.

E mi è venuto anche in mente quando ho scritto di costruire acquedotti sullo stretto.

Mica ponti sullo strutto, meglio un bello acquaponte anche se da noi l’acqua finirà.

E allora sono cazzi, vi hanno messo in testa.

Che paura, tutti morti nelle nuove guerre per il pane ad acqua.

Ecco questa è una cagata pazzesca.

Questo mondo è pieno d’acqua.

Per coltivare basta togliere il sale o anche no.

Avete pure altre due strade.

Selezione varietale o eugenetica vegetale.

Che paura gli organismi geneticamente modificati.

A parte il fatto che ne sarete già imbottiti.

Per volontà o per perenne evoluzione di biodiversità.

Che dall’uomo si difende, come fosse un nematode.

Spacciare guerre o esaurimenti alimentari come inevitabili è semente di paura sulla quale imperare.

Ma io so che posso vedere mais o grano alto più di 10 metri e pure a chiocciola.

Che per il raccolto mi serve l’ascensore, settore indotto.

E per l’acqua niente aquaponte da volpini macedoni.

L’acqua si prende dove c’è, nel mare.

E’ questione di priorità nell’investire.

Ma se poi a qualcuno in zona gli scappa da tirare un missile, ecco che torna utile pure Israele e le sue armi.

Noleggiamo Irondome con un grazie preghierina pure nel cattolicissimo nostro dòm.

Quello nato per politiche questioni in sospeso tra un cristo unto e l’impero romano.

Intelligenza artificiale, che cagata planetaria.

Quante cose si possono fare intelligenti naturali.

O almeno circa.

Perlomeno intellettuali.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Desert rose

 

O sarà lo spirito santo ad illuminare la madounnina.