2024 12 19 – Babbo Natale nordista bastardo
Ho
parlato con quella santissima puttana di una renna maiala.
Mi
ha fatto lo spoiler.
Mica
quello per sfrecciare con le ruote incollate sull’asfalto per terra.
In
effetti la slitta vola su due monopattini mica ruote.
No,
no il fatto è che mi ha rovinato la sorpresa.
Guastafeste
perché al nord del mondo spoilare è lo
sport di rovinare.
O
forse nella sua santissimità voleva prepararmi.
E
evitare che ci rimanessi troppo male.
A babbo Natale avevo solo chiesto
di regalarmi un impero
Un
impero proprio no, ha detto.
Sono
già tutti prenotati e dislocati.
Imperati
da oligarchie.
E
da varie altre archie.
Però
un posticino me lo potevi anche trovare, ribatto.
Almeno
un piccolo imperuccio dove fare da reuccio.
Un
nano reame di due terreni in sciame.
Ho
capito e non demordo, devo chiedere a qualcun altro.
Mumble,
mumble ed ecco qua a chi ti ho pensato.
O
mio caro buon Gesù un impero dammi tu.
Ma
non fra duemila anni che è notorio che vai lungo con i tempi.
Lo
voglio adesso, ci ho il capriccio imperativo.
Un
posticino in effetti ci sarebbe e lo conosco bene, disse Gesù.
Terra
antica, contadina, innocua che la ricordo pacifica.
Ottima
per crescerci un virgulto di impero di intelletto.
Palestina,
imperatore di Palestina, ecco cosa posso regalarti.
Gesù
ma cosa dici, sei veramente antico.
Quell’impero
è già occupato e abusivamente espropriato.
E
da chi se mi è concesso?
Mhh
risuona l’imbarazzo.
Dai
tuoi fratelli più nordisti, appoggiati dal mondo bello ricco di santa Claus.
Ma
che vuoi dire, che il nordista babbo natale ha invaso la Palestina?
Ehh
in un certo senso, ma più di preciso scippata rubata per interposta nazione
inventata.
Sacripantissimo
dio padrone e pure vecchio ciula d’io Gesù babbione.
Si
fa chiamare israele, impero del male per mnemonica ritorsione, disse Gesù.
Si
mangia anche i bambinelli, suoi e tuoi fratelli triturati come carne da macello.
Lì
in mezzo piantato tra libaniani, giordani, siriani ed altre ambizioni oltre imperiali.
Scusa
Gesù, ma come faccio a sgomberare questi israeli usurpatori del mio impero
promesso.
Che
poi mi pare facciano più danni delli alemanni, ora protetti dagli americani.
Manco
finito di ragionare un israelitico girò una batteria di cannone a casaccio
senza manco mirare.
Partì
un missile da tante migliaia di dollari che si schiantò proprio in Palestina.
Dritto
sopra ad una scuola di bambini come fu il bambinello Gesù.
Migliaia
di morti anche stavolta.
Il
mio impero non si tocca, pensai, mo’ vi tocca la ritorsione.
Ma
io sono non violento e comincerò con lanciare un inutile anatema.
L’israele
l’ha capito bene che can che abbaia non lo morde.
E
continuerà da imperatore a imperare medio orientale.
Spettatore
pigro, tutto il pubblico nordista occidentale.
O
mio caro buon Gesù, l’altra guancia porgila tu.
Io
se ero palestinese, balzavo in sella al mio destriero di metafora..
Per
difendere l’impero sudicio sudista del futuro.
Ed
invece anche questo Natale canterò al buon Gesù.
Porco
io, porco me e con affetto pure tu.
Kalimmudda
ipsum dixit
Canta Palestina commovente
Erosione
Palestina

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