lunedì 9 dicembre 2024

2024 12 09 - Abecedario contro il divergente nullismo

 2024 12 09 - Abecedario contro il divergente nullismo

 

Io sono fiero di essere zero non come voi che siete il nulla.

Ma si, ma io la lascio così.

Parlo anche dell’immagine del mio bràuser con le targhette delle finestre aperte.

Questa volta sono davvero poche.

Ci sono volte che ne trovo a decine spalancate e in sequenza collegate.

Le ho inseguite e susseguite io, guidato da labili inutili nessi.

Speravo di raccogliere messi, ma mi sono spesso ritrovato perso tra i fessi.

Dopo tanto pensare e informazione sono giunto solo ad una più profonda confusione.

Mi affido allora, come un consigliere pubblicitario, al mio preferito geobecedario.

Quello che evoca il confine ed limite fortificato di ogni impero.

Incluso quello mio, dove mi illudevo di potere essere protetto libero di regnare da sereno sovrano.

Vedo e guardo finestre di video perchè non mi costringono a leggere.

Sono filmini malsanamente passivi, ma è per tentare di capirci qualcosa.

Ho l’immagine in mente dell’ultimo mese, tra titoli di virate, strambate, sbandate e confuse derive.

Questa è la fonte: https://www.youtube.com/@LimesGeopolitics/videos.

Ma non mi rende ansiolibero, piuttosto il contrario.

Chiudo subito porte e finestre che mi riportano la mente a pessimiste ginestre.

Non ne ricavo alcuna convergenza.

Solo la solita ansiogena  e ansiofila galoppante divergenza di tutti i colori.

Sono svanite anche le gerarchie a conferma che pure noi si trotta nelle anarchie.

Chiuse porte e finestre vorrei l’abbandono all’oblio.

Ma non ho oppio o equipollenti succedanei annessi e derivati.

Meglio, perchè poi chi fuma i miasmi passivi avvelena anche te.

Digli di smettere di fumare e di farsi delle sane ecocompatibili private pere sociali.

Tutto intorno danza il demonio con cui io scelgo di rifiutare matrimonio e mercimonio.

Non riesco nemmeno a fare il profetuccio del più piccolo dei miei quadranti.

Non ho più nulla da dire.

Non ho nessuna speranza da pompare uberoltre di me.

Nihil, che bello.

Nihil sub sole novum, sempre il solito bello inteso da bellum.

Provo conforto solo all’idea di una fine vicina, speriamo più prima di quella da Cina

E qui mi chiedono di fare rinunce, di non andare a zonzo, di non fare bisboccia.

Per affogare nel mio campetto d’ossa pieno di sobrietà.

Rimasto solo in terra nel mio nell’aldiquà.

Tatta taratà tattarattà.

Fischietto e canticchio del nulla nel presente incoerente tempo corrente.

Sono incerto indeciso tra il ballo di un funebre funereo tango o non sentire più nessun dolore.

Nel nulla diversamente presente io scelgo di non scegliere.

Nihil eligo eligere, chissà se si dice così.

Nihilismo attivo, neutro e pure passivo in totipotente monodose porzione.

Quindi ascolto prima la danza di amore e di morte del tattaratà.

E poi un fashionabile chic mystique.

Per chiudere con portabilissime casual y battisti estensioni esistenziali, essenziali, mondiali, vocali.

E così anche oggi un altro giorno da postino l’abbiamo battezzato e poi ammazzato.

Lo diceva il mio compagno delle medie ad ogni interrogazione dal voto di zero.

A Clà’, e anche questa ce la semo levata.

Zero.

Io sono fiero di essere zero.

Nihil come voi che siete il nulla.

Nihilism nocumentum est est est.

Sta scritto nei liber.

 

Kalimmudda ipsum dixit

When the music is over turn on your light

 



 





Visuale densità di confusione in una sola mensilità



 

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