2024 12 23 – Battaglieri con dolcezza
In
Trentino siamo arrivati carichi, caricati pure con i dolci dei ricordi.
La
calata l'ho contata nella ballata della ricongiunzione degli stru
Mi
ricordo quando ero piccolo e andavamo in montagna.
Mio
padre non dimenticava mai gli struffoli.
Ad
essere onesti bisogna dirla tutta e giusta.
Era
un’operazione di puro contrabbando.
Perché
gli svizzeri vietavano l’importazione di cibarie varie e di fuochi artificiali.
Noi
umani però alla dogana del Sempione passavamo sempre.
Mai
e poi mai senza gli struffoli.
Farne
senza sarebbe stata una tragedia nazionale per la regale tradizione.
Si
ovviava nascondendoli sotto le valigie.
Bisogna
anche precisare che gli avi dell’Aroldi padre pare fossero pasticceri.
E
così il Natale era pieno di dolcezza per memoria territoriale.
Ieri
guardavo la televisione del Trentino, per rispetto e per mediatica territoriale curiosità.
Mi
aspettavo servizi a strafottere su mercatini, mele e strudel.
Quando
d’improvviso una notizia mi cattura.
In
questi decenni di sanguinarie dittature qualche profugo ce la potrà fare.
Io
me li ricordo bene certi profughi, siriani e no.
Raccoglievo
le loro storie per circostanziare le richieste di asilo in tribunale.
Una
serie di pugni allo stomaco.
Ieri
finalmente lo stomaco invece va a farfalle.
Commovente
resistenza.
Dopo
tanti anni si corona il sogno.
Dal
Castello di Aleppo al Castello di Trento.
Aperta
la prima pasticceria siriana a Trento.
Storia
di crociata solitaria all’incontrario, da ricordare perché esemplare.
Cara Siria, il mosaico delle delizie, così si chiama il laboratorio di pasticceria doc, dop e dos.
A
dire il vero non è il primo caso di pasticceria da integrità ed integrazione.
Ma
Cara Siria si dice peculiare perché non importa, ma produce in loco.
Immagino
l’indotto per queste valli.
Ah, se si potesse battagliare con le dolcezze.
Gareggiare
a chi fa il migliore strudel, struffolo, baklava.
E
da lì partire alla conquista.
Io
un’idea ce l’avrei pure.
E’
un’idea all’americana.
Lanceremo
una catena.
Una
di quelle in franchising come i panini con le polpette dette hamburger.
Un
McDonald’s di dolcezza.
E
fin qui siamo nell’ordinario.
Ma
dopo i monti io propongo di scalare anche metaforiche classifiche.
Estendiamo
il crogiuolo delle delizie.
Con
un mosaico di dolci di ogni cultura.
Un
contrabbando in melting pot.
Ma
legale e dolcemente culturale.
Daremmo
lavoro e occupazione ad ogni altro profugo.
Senza
sbatterli nei lager
d'oltremare.
Integratisi
infine pure tra i monti con la neve.
Come
il contrabbando di mio padre, ma legale.
Senza
frontiere se non dolciarie.
Kalimmudda
ipsum dixit
Rainews,
Cara Siria, la prima pasticceria Siriana a Trento

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