domenica 4 giugno 2023

2023 06 04 – Un discreto potere temporale

2023 06 04 – Un discreto potere temporale

 

Riporto

Volgare e violenta la Bibbia è vietata nelle scuole dello Utah

La Bibbia è volgare e violenta, dunque.

E per questo non è adatta ai bambini delle elementari e delle medie e va vietata.

Se ne accorge, dopo millenni, un distretto scolastico dello Utah che lascia a bocca aperta.

Io lo Utah non sapevo manco dove fosse.

Ma cercando, scopriamo invece che in Florida il governatore candidato alla Casa Bianca ha vietato decine di testi di matematica perché ritenuti 'politici'.

Il che sembra in effetti una barzelletta.

Diceva il Re Lear, io sono fiero di essere zero non come te che sei il nulla.

E infine il distretto scolastico a nord di Salt Lake City, si è spinto oltre puntando il dito contro la Bibbia.

La decisione di rimuoverla dalle classi elementari e medie è stata presa dopo le proteste di un genitore secondo il quale con i suoi esempi di incesto, prostituzione e stupro, la Bibbia non sarebbe adatta ai giovanissimi.

Ellamadonna, chiedendo perdono.

Più che un testo sacro messa così sembra un sito porno di quelli malati da dark web.

Ma fortunatamente gli americani sono campioni pure di par condicio.

E la stessa commissione è stata di recente chiamata a valutare l'ammissibilità nelle scuole del 'Libro di Mormon', uno dei testi sacri del mormonismo, religione dominante nello Utah.

Per i troppi riferimenti alla violenza sotto varie forme, quali battaglie, decapitazioni e rapimenti.

Allora mi viene da pensare al nostro povero cristianesimo, vecchio recipiente di tradizione canonica.

Che fa 2 miliardi di proseliti, mica quattro gatti di mormoni, e proprio con la bibbia e sue articolazioni.

E penso a come si è evoluto il potere temporale della chiesa.

Quello che indica un antico governo degli uomini, oggi definito "potere politico", per confronto con il

“potere spirituale”, ovvero il governo delle anime.

Eppure ci siamo arrivati tra devianze e incidenti di percorso millenari.

Dalle crociate, alle guerre di religione, all’inquisizione.

Tutta roba poco testimone dell’attuale predicata tolleranza.

Ma invece oggi il potere temporale si è evoluto, e non è più sangue e coercizione, quanto tolleranza, condivisione e una punta di informativa, divulgativa, socializzazione.

Così trovo ammirevole la fatica con cui il Santo Padre continua a predicare il verbo di pace, uguaglianza e tolleranza.

Esercitando con discrezione una surrettizia opera di influenza nel mondo temporale, forte di fede spirituale.

Pure convertendosi al nuovo mondo digitale.

Sono sicuro che pochi sanno che esiste, dominio con un bellissimo .va.

https://www.vaticannews.va/it.html

Ed è fonte di informazione ed educazione.

Ma sono sicuro che ancora meno di pochi lo frequentano.

Solo i fedeli, probabilmente.

Ma i messaggi, e pure il “wording”, sono importanti.

Pure se diffusi con discrezione senza imporre niente a nessuno.

Nemmeno una pubblicità.

In ogni caso, pur nella convinzione della libertà di culto, il parallelo giusto non è con il mormonismo.

Ma con l’Islam, e i suoi 2,5 miliardi di fedeli, più dei cristiani.

Molti, in alcune sue devianze ci vedono il demonio in persona.

Ma non ricordano.

L’Islam, nasce religione monoteista universale che si è manifestata nella penisola araba, nella cittadina della Mecca, nel VII secolo, e che i fedeli ritengono rivelata da Maometto, considerato dai musulmani l'ultimo profeta portatore di legge.

Oggi vi sembrano, e a volte sono, deviati in frange violente o intolleranti.

Ma perché sono partiti 7 secoli dopo di noi.

Ricordatevi che noi siamo campioni di guerre religiose, crociate, inquisizioni.

Ma ci siamo evoluti nella forza di un amore universale che ci ha guidato nella guerra contro il male.

Con l’aiuto della neurosfera, tra 7 secoli l’Islam sarà come noi.

Sempre ammesso che non diventi meglio.

E il mondo potrà vivere di pace globale urbi et orbi.

Sta scritto nel disegno universale.

Dal latino fino all’arabo.

E pure in qualche sito interessante.

Poi oggi è domenica.

Andate pure a messa.

Io la messa la passo.

Questa vale come biblica preghiera.

Pure nello Utah,

 

Kalimmudda ipsum dixit

Medina

  

sabato 3 giugno 2023

2023 06 03 – Una beffa di truffa

 2023 06 03 – Una beffa di truffa

 

Una beffa di truffa.

Dopo i confetti son spuntati i difetti.

Cantava Carosone.

Vale anche per la rete.

Oggi mi hanno parlato della nuova frontiera.

Come in un far west dell’informatica.

Lo spoofing.

In inglese spoof vuol dire anche mockery, hoax, joke, banter, mock.

Insomma, la beffa.

In pratica ti rubano i dati della rubrica e ti telefonano da uno dei numeri dei tuoi contatti.

Poi da lì in avanti per chi ci casca diventa phishing.

Ma tu non te ne accorgi perché il numero ti è familiare.

In qualche modo ha qualcosa di geniale.

Lo spoofing, dice wikipedia, è un tipo di attacco informatico che impiega in varie maniere la falsificazione dell'identità.

Può avvenire a qualunque livello della pila ISO/OSI, che non ho idea di cosa sia.

E può riguardare anche la falsificazione delle informazioni applicative, boh.

Nell'accezione più comune il web spoofing riguarda la falsificazione di un server web per far credere ad un utente di essere connesso ad un certo server mentre è connesso ad un server malevolo.

Di truffe digitali oramai è pieno il mondo.

Non solo il mondo reale, quindi.

Ma soprattutto quello virtuale.

Io ero rimasto al phishing.

Ma ce ne sono oramai un fottìo.

E si contendono il primato.

Non solo di presenza.

Ma soprattutto di intelligenza.

Ci sono dunque baruffe nell’aria.

Proprio perché si litigano il primato.

Però ce ne è una che mi ha sempre affascinato.

Sin da prima dell’avvento della rivoluzione informatica.

Si tratta del rosicchio metodico.

Meglio ancora se ai danni di una banca.

In fondo non fa male a nessuno.

E centesimo per centesimo si perpetra la truffa.

Ma bisogna invertire il paradigma.

La colpa è di tutta la filiera degli operatori web.

Che non ti sanno proteggere.

E si inventano procedure di password sempre più perversamente complicate e irricordabili.

Tanto che alla fine ti costringono al paradosso di doverle scrivere in agenda cartacea.

Insomma, dopo i confetti son spuntati i difetti.

Cosa ci vuoi fare.

T’è piaciuta, t’è piaciuta, tienatella cara cara.

La rete.

Questa rivoluzione.

Questa benedizione.

Però per davvero, eh.

 

Kalimmudda ipsum dixit

T'è piaciuta, t'è piaciuta, tienatella cara cara.

 

venerdì 2 giugno 2023

2023 06 02 – Ketchup sull’ananas

 2023 06 02 – Ketchup sull’ananas

 

Riporto.

https://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/food/2023/05/31/ketchup-sugli-spaghetti-e-altri-orrori-cosi-i-turisti-profanano-la-cucina-italiana_447e37a7-dfed-4607-ab2f-f85d16b2ab73.html

Tra i gesti “terrificanti”, secondo il 64.6% degli Italiani, il ketchup sulla pasta è la peggior cosa che un turista possa fare al cibo italiano. 

Bonusfinder Italia ha esplorato questi crimini alimentari e ha intervistato 1.400 residenti italiani per scoprire quali atti indicibili i turisti compiono sul cibo italiano.

Quasi 2 italiani su 3 affermano che "mettere il ketchup sugli spaghetti" è il crimine alimentare per eccellenza.

Oltre il 62% degli italiani intervistati trova l'ananas sulla pizza "molto sconvolgente".

Spezzare gli spaghetti infastidisce il 55% degli Italiani.

A maccaro’ me provochi? E io me te magno.

Ma lo sentite il tono?

Il wording, o forse meglio il "sounding" per dirla all’inglese.

Crimini alimentari.

Terrificanti.

Orrori.

Atti indicibili.

Profanano.

Manco fosse una religione.

Allora ci vuole un riassestamento neuronale.

A parte che con tutti i casini che abbiamo l’italiano medio si preoccupa dell’ananas sulla pizza e del ketchup sugli spaghetti.

A parte che il nostro amato meid in itali è una bufala perchè replicabile facilmente

A parte che gli odiati capitalisti americani, il big mac lo hanno diffuso www, anche diventando riferimento mondiale di prezzi al consumo e potere di acquisto.

A parte che se avessimo brevettato la pizza, ora mc donalds, e figuriamoci pizza hut, sarebbe una baracchetta di secondo piano.

A parte che i turchi lo hanno fatto monopolizzando il kebab.

A parte che l’italiano si crogiuola nel suo mondo di pizzerie ma non rimpiange un leader mondiale come l’Enimont.

A parte che ‘sto cazzo di made in Italy è immateriale e indifendibile.

A parte che seppure esiste ed ha un valore, è quindi copiabile quando vi pare.

A parte che tanti prodotti esistono da sempre in tanti paesi. Il gorgonzola dop diventa blu in Inghilterra e roquefort in Francia.

A parte che, invece che sull’immagine, dovremmo concentrarci sulla ricerca, sugli investimenti e sulla sostanza, un tempo fiore all’occhiello nazionale dello Stato e delle imprese.

A parte che invece di rimirare la 500, dovremmo pensare che ci si poteva fare la city car mondiale, e non un carissimo scassone imparagonabile ad una Yaris.

A parte che l’ananas sulla pizza è un diritto di chi ce lo mette.

A parte che se sta bene sulle patatine, forse il ketch-up può star bene anche sugli spaghetti.

A parte che l’elogio della tradizione nazionale culinaria e similaria mi ha rotto il cazzo

A parte che immaginatevi quanto possano entusiasmarmi decadenti vestiti, mode, mobili, scarpe e accessori vari.

Poi il meid in itali esiste.

E dà pure lavoro.

Ma per quanto tempo?

Possiamo puntarci il futuro?

A parte tutto ciò, comunque, una cosa c’è che veramente mi fa schifo.

E’ il ketchup sull’ananas.

Ma tanto sono entrambi prodotti extranazionali.

And God save the pizza.

Queste sono cose serie.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Fatte 'na pizza.

Pizza pizza, Margherita, se mangi con le mani poi ti lecchi le dita.

 

giovedì 1 giugno 2023

2023 06 01 – La matita di Astolfo

 2023 06 01 – La matita di Astolfo

 

La matita di Astolfo

In realtà pare che ci sia anche una sua foto firmata.

Ma io quello lì non lo voglio nemmeno nominare.

Trovo inaccettabile anche solo dargli dignità di nome.

Figurarsi celebrarlo all’asta.

E’ un po’ come il rifiuto di onorare una certa lapide di fascista memoria.

Per cui lo chiamerò Astolfo.

Non senza qualche analogia di riferimento storico.

Che Astolfo, secoli fa, fu re d’Italia dei longobardi.

Germanica popolazione.

All’epoca regnante su di un piccolo protoreich.

Ma Astolfo è anche quello che viene incaricato da Dio di recarsi sulla Luna, dove si raccolgono tutte le cose che si perdono in Terra, per recuperare il senno del campione cristiano contro i mori Orlando.

Furioso.

Viaggio occasione per biasimare la follia dell'uomo.

Attualità medioevale.

Che bella storia: e bravo l’Ariosto.

Questo si che è l’Astolfo giusto.

Quindi.

La notizia è quella riassunta al link in testa.

All’asta la matita di Astolfo, pare per 90.000 euro.

La matita, con le iniziali AH, originariamente fu acquistata da un collezionista a un'asta nel 2002.

Fanatico.

Ma voi vi immaginate quanti appunti avrà segnato.

Ordini appuntati.

Documenti abbozzati.

Confini stracciati.

Forni schizzati.

E tutto con questa matita portamine placcata in argento.

Tra l’altro oggi all’asta a Belfast.

Storica insanguinata, in apparenza pacificata, capitale d’Irlanda del Nord.

Dove davvero non mi è chiaro come ci sia arrivato, il portamine incriminato.

Bisognerebbe chiedere a qualche fanatico collezionista della casa d’asta nazista di militaria.

Già sospetto un dossier Belfast, come quello Odessa.

Con cui i nazisti scappavano dalla sconfitta personale prima che nazionale per riaffiorare a bordo di qualche transatlantico gioiello di cantieristica navale.

Bloomfield auctions, comunque. Fatevi un giro di militaria.

Military and police uniforms, helmets and equipment, edged weapons, swords and bayonets, obsolete and deactivated firearms.

Un arsenale.

In mezzo al quale spicca la nostra matita.

Ora, volendo fare il pacifista, direi che il mondo di questo collezionismo ha qualcosa di malato.

Un po’ come il mondo dei cacciatori.

Ma su scala maggiore.

Forse credete che una matita da sola non faccia danni.

Ma questa non solo è stata di Astolfo, che ci ha fatto la storia malata.

Ma è anche valutata un botto.

Come a confermare che ha un valore reale storico oltre al simbolico.

I quali pure sono assai pericolosi.

Soprattutto in periodi di deviazioni destrorse.

E quindi?

Quindi cosa ci volete fare.

Preso un numero n grande a piacere, il numero di cretini che incontrerete sarà sempre maggiore di n.

Ma la matita non è di un cretino.

O non solo.

Questa è una matita da pazzo.

Furioso.

AH.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Auschwitz

 

mercoledì 31 maggio 2023

2023 06 01 - Gradualità, cosa ci vuoi fare

2023 06 01 - Gradualità, cosa ci vuoi fare

Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it . Gradualità

 

A mano libera, senza traccia.

Tutto e subito non si può.

Allora un gioco di assonanza.

Gradualità, cosa ci vuoi fare.

Suona come l’omosessualità, immortalata da Elio.

Quella che “omosessualità, cosa ci vuoi fare”.

E’ un parallelo solo apparentemente azzardato.

Oggi è stata gradualmente accettata.

In un eterno ritorno presente fin dai greci.

Allora i nordisti vivevano ancora nelle caverne.

Mentre i meridionali erano già ricchioni.

In mezzo, secoli di pregiudizio e persecuzione.

Ma finalmente gradualmente sono giunti tra noi.

Graduali conquistatori di antichi e nuovi valori.

Fino all’avvento della revoluzione.

Che è proprio un processo fluidamente graduale.

Che viaggia a salti, a battiti.

La gradualità di battiti d’ali delle farfalle arcobaleno.

Fatte di peso di luce.

Fare di più non si può.

Cosa ci vuoi fare.

E’ una lotta di neuroni.

Sovrascrivere gli schemi.

Neuroni, dendriti, sinapsi.

Che diventino sintassi.

Bisogna cambiare il pensiero.

Per come è la neurosfera.

Stratificare di solchi il vinile.

Perciò serve lo scrivere.

Per insegnare al web.

Educare l’algoritmo.

Per far piovere concetti.

Gradualmente.

Allineati con l’ordine naturale.

Che del web non ha bisogno.

Così immaginai la graduale riconversione verso un mondo migliore.

Che ci tirasse fuori dalla bomba a orologeria.

Gradualmente.

In piccoli battiti d’ali progressivi di chi può farlo.

I sopramezzo.

Drogata ignara classe media.

Ma già conquista umanitaria.

Cui serve una pervasiva coscienza moderna.

Formata in graduale riconversione.

La revoluzione delle farfalle di sopramezzo

Piccoli graduali aggiustamenti progressivi.

Per scongiurare traumi rivoluzionari.

Gradualmente saremo tutti pansessuali.

O anche no, se vi pare.

Una sveglia di coscienza.

Una revoluzione d’orgoglio.

Per cantare tutti in coro.

I, I will survive.

E quindi.

Un altro mondo è possibile.

Ma tutto e subito non si può.

Cosa ci vuoi fare.

E’ tutta questione di gradualità.

Come per l’omosessualità.

 

Kalimmudda ipsum dixit

I will survive - Gay pride's like version

 

Ndr: non tagliare il dialogo in principio tra Drag Ru Paul and Diana Ross.

Ndr: prego notare il cirillico utente gradualmente divenente segnalatore di pace. Un altro mondo è possibile.

 

 

 

lunedì 29 maggio 2023

2023 05 29 – Botto e risposta

 2023 05 29 – Botto e risposta

Abbiamo appena fatto in tempo a soffrire in silenzio per lo scoppio dell’astropetardo del miliardario.

Io soprattutto mi sono sentito affranto.

Distrutto dal dolore.

E’ infatti nota la mia empatia, sin dal tempo de i figli di Musk, per l’altrettanto noto miliardario.

Aveva provato a lanciare Starship di SpaceX.

Un nome degno di tutta una celebre americana pauperocultura di Gaberiana memoria.

Sta tra western, marlboro, telefilm e cocacola, ‘o mericano.

Comunque come sia sia, è scioppato. 

Ha fatto il botto.

E con maldestra grandeur il patron ha dichiarato: “Congratulazioni al team di SpaceX per l’entusiasmante lancio di prova di Starship!”

All’americana, venditore di propaganda capitalistica.

O aspirapolvere.

Questo non è mica normale, penso pensando ai soldi letteralmente bruciati.

Ma non faccio nemmeno in tempo a passare qualche settimana di astrolutto, che mi ritrovo l’astrocina.

Pronta ad annunciare che la Cina invia il suo primo astronauta civile nello spazio.

Puntualizzando pure che ciò va per la prima volta contro la tradizione militare.

Quella che invece potrebbe scatenare già qua in terra la terza guerra mondiale.

A partire da Taiwan.

Ma loro niente.

Continuano imperterriti nello sfoggio di potenza e di cultura.

Partendo dai nomi autoctoni, o autarchici, chissà.

Il “taikonauta,” che sembra una arte marziale, e invece vuol dire astronauta, che tai kong in cinese significa spazio.

Lo “shenzhou”, meraviglioso “vascello divino”.

E il vettore “lunga marcia”, tutto un programma.

Quanta poesia di potenza.

Di partito e di media di regime.

Ma a parte gli scherzi, qua giocano davvero a chi ce l’ha più grosso.

L’arsenale astrale.

Sembra di essere tornati ai tempi della guerra fredda.

Apollo e Sojuz.

In realtà, con i russi silenti alla finestra, in incognito.

E così si sgonfia l’invenzione all'americana della globalizzazione terrestre totale, che doveva essere portatrice di pace e benessere globale, mentre il mondo ritorna a ripartirsi in blocchi.

Ma ecco che decolla la globalizzazione astrale per niente pacifica ma tanto spaziale.

Tutti in cielo, alè.

Per l’egemonia non più di mari di terre e di cieli.

Ma stavolta di orbite, di pianeti e di stelle.

E’ anche uno scontro di ideologie.

Sempre lo stesso in realtà.

Un ritorno totalitario di capitalismo in apparenza comunista, contro il liberismo di mercato totale creatore di accumulatori seriali di miliardi.

Due facce accomunate dallo stesso istinto profittatore e guerrafondaio.

Il civile cinese, a proposito, è un esperto di “carico utile” o pagante, cioè tutto ciò che viene portato nello spazio attraverso l'utilizzo di un lanciatore.

L’astrorazzo.

Si può trattare di un satellite, di una schiera di satelliti o di strumentazioni di vario tipo, come telescopi o antenne.

Magari qualche altra arma stellare.

Una morte nera piazzata sul dark side of the moon.

Pesante chissà quanto.

Perché alla fine i costi della sola messa in orbita del carico utile sono dell'ordine di 5.000 euro al chilogrammo, ma per avere una stima corretta dei costi collegati ad una generica missione spaziale bisogna tener conto anche dei costi di sviluppo, gestione e manutenzione del sistema di lancio, che ammontano a 100.000 euro per chilogrammo di carico pagante.

Ovviamente a cui sommare il costo del carico pagante medesimo.

Volare per volare costa decisamente meno un chilo di cibo da paracadutare agli affamati.

Reminding prophetic Prince, singing that a sister killed her baby 'cause she couldn't afford to feed it.

And we're sending people to the moon.

It's silly no, when a rocket ship explodes.

And everybody still wants to fly.

Some say men ain't really happy,

until a man truly dies.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Sign of the times

 

domenica 28 maggio 2023

2023 05 28 – Sortilegio tellurico

 2023 05 28 – Sortilegio tellurico

 

Le coincidenze non esistono.

Al momento non si hanno informazioni su danni a persone o a cose.

Quindi ci permettiamo di parlarne sarcasticamente.

A furia di parole, parole, parole è successo.

Arrivano i fascisti.

La neurosfera protesta.

La gravità entra in campo.

E la terra trema.

Scrollatina di avvertimento e disapprovazione.

Questioni etniche, nel senso vulcanico, dicono.

Proprio in quella Catania, promossa ieri a novella caput mundi.

Dai fascisti.

Bisogna allora ricordare che ogni cosa detta, come quelle fatte, determina una alterazione della distribuzione di massa che si spande per tutto l’universo.

E tutto si accumula ridondato come in una traccia di vinile.

Finché il rotore semantico non viene scaricato e messo a terra da un centro di gravità per la mente.

Ci sono soggetti dotati di tale potere.

Ma non pensavo potessero essere fascisti.

Li ho sempre immaginati angelicamente progressisti.

D’altronde mettere a terra il pensiero è un mestiere delicato.

Un errore e si sceglie ed estrae dal neurosferico calderone il pensiero sbagliato.

Probabilmente è questione di scelta di archetipi, sbagliati o no.

E così, proprio dopo tante parole geolocalizzate a Catania, di cui alcune al primo link parole,parole,parole, ecco che arriva il terremoto di magnitudo 3.7- 4.2 nella zona di Catania.

Stessa.

A me era già capitato.

Flussi di informazioni di sporchi denari londinesi mi avevano prodotto un terremoto a Londra.

Improbabile né mai sentito prima.

E io lo avevo sentito.

O creato.

Ma da Roma.

Poteri da stregone.

O da strega.

Premier senza capelli rossi.

Streghe a cui tocca storicamente un destino spiacevole.

La corda della fascistissima inquisizione.

E infine il rogo, fosse anche metaforico.

Sarebbe un classico contrappasso.

Anzi, carmapasso.

Per un premier stregato stregona.

Pronta alle ricostruzioni, per fortuna mancate.

Per cui:  ballano le streghe saltano i fossi.

Così immagino una fine delle danze.

Citando una metaforica strofa densa di nero.

Uccelli neri calano dal cielo,

Tredici lune capelli rossi.

Ballano le streghe saltano i fossi.

Amami, stringimi, parlami, strappami,

dal pensiero,

l’uomo nero.

Mentre la terra trema.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Fine delle danze

 

sabato 27 maggio 2023

2023 05 27 – Parole, parole, parole

 2023 05 27 – Parole, parole, parole

 

Dal merito in Rai alla questione meridionale, passando sul ponte.

Viaggio pindarico nei passati o prossimi successi fascisti.

Elezioni.

Rai.

Meritocrazia.

Soluzioni alle questioni meridionali.

Evasione.

Ponte sullo stretto.

Migranti.

Io di politica non ci capisco niente.

Ma questa volta il mio cervello riconosce schemi, ciò per cui è fatto.

Tutta una insalata di parole, come si dice in psichiatria quando si riconoscono i sintomi della schizofrenia.

Certo, rispetto al delirio della malattia, quello fascista è un delirio organizzato.

E sembra anche avere un filo logico.

Un senso in cui infilare di tutto un po’.

Ma a parole è facile.

Un po’ meno a seguirle e svelarle.

Comunque.

Si vota in 128 comuni, di cui 4 capoluoghi, Catania, Ragusa, Trapani e Siracusa, coi fascisti alla ricerca di vintage fasti berlusconiani.

Qui si scopre un “diffuso bisogno di tornare in piazza e chiedere ai cittadini, non ai giornalisti schierati, ma a voi, agli italiani, cosa pensate di noi.”

Convincente, che quasi mi verrebbe da consentire.

Nel principio di esodo di personaggi altisonanti, la Rai si scopre pure antimeritocratica. E sai che novità. Ma adesso basta, a tessere ma anche a strani investimenti esteri in programmi e repliche improbabili, aggiungiamo. Ma si.

Sulla questione meridionale, la soluzione è lampante.

Questa Regione è strategica, esordisce la premier. "Stanno arrivando investimenti importanti, penso ai pannelli dell'Enel, ai semiconduttori. La Sicilia, Catania, possono diventare luoghi convenienti dove portare lavoro e sviluppo".

Centenario sogno di tentativi di studiosi ed esperti per una nano silicon valley de noartri, passato per la politica delle mafie e delle industrializzazioni sbagliate.

Ma adesso: Catania caput mundi.

Che si raggiunge passando sull’immancabile ponte.

Sognando prima paradisiache soluzioni geopolitiche, e non meglio identificate questioni di evasioni bancarie, la “piccola” evasione viene pure in qualche modo legittimata. “Sulla riforma la sinistra dice che gettiamo la spugna sulla lotta all'evasione. Mai. Ma la lotta alla evasione fiscale si fa dove sta davvero l'evasione, le big company, le banche. Non il piccolo commerciante a cui chiedi il pizzo di Stato".  

Ahia, il pizzo di Stato proprio non si può sentire e nemmeno evocare, men che meno da premier.

Non poteva poi mancare il Ponte Salvini, evocando quella smania di attribuire nomi alle opere. “Non unisce solo Sicilia e Calabria, ma tutto il Paese. Porterà centomila posti di lavoro vero e libererà mare e aria; permetterà a milioni di italiani, che ammirano questa splendida terra, di venire in Sicilia spendendo di meno".

E chissà, magari ci hanno ragione loro.

Di sicuro però prima bisogna eliminare quei brutti neri migranti di mare, di terra e pure di cielo.

Mica possiamo turbare la vacanza di un lumbard, e figurati di un afrikaner, con tutta quella gente colorata di nero e con le magliette rosse di  indignazione.

Insomma, alla fine è un solito comizio di insalata dove condire di tutto un po’.

Pur di solleticare di grandezza, più o meno a caso, una regione e una nazione.

Speriamo che almeno non sia insalata russa.

Altrimenti è capace che i russi, già presenti vicini, ci invadano direttamente.

Mentre i fascisti distratti si perdono nel ciarliero canticchìo delle loro parole.

 

Kalimmudda ipsum dixit.

Parole, parole, parole

E pure hyperlinked

 

venerdì 26 maggio 2023

2023 05 26 – Ai, mai più senza

 2023 05 26 – Ai, mai più senza

 

Va bene ho deciso.

Rimuovo le barriere architettoniche della mia mente.

Non voglio marciapiedi senza scivoli.

E mi propongo in abbandono alle architetture delle reti neurali artificiali.

Mi devo documentare di artificial intelligence.

Le discipline che studiano se e in che modo si possano realizzare sistemi informatici intelligenti in grado di simulare la capacità e il comportamento del pensiero umano.

Intelligenza artificiale o artificio intellettuale, dubito.

Soprattutto se penso che abbiamo 8 miliardi di intelligenze naturali, pronte da essere riempite, attivate e messe in rete, come quel prototipo che è il web.

Quando proverete il limite dell’illuminazione, infatti, capirete che un giorno si comunicherà da mente a mente.

E vigerà il principio del pensiero marginale, tale per cui l'intelligenza telepaticamente diffusa tra tutti sarà in grado di riconoscere istantaneamente il pensiero migliore da rediffondere nella neurosfera.

Alla velocità dell’illuminazione.

Nell’attesa, tutti sono entusiasti.

Un amico mi dice che oggi l’intelligenza artificiale vale poco più di una lavatrice.

Ma domani vedrete.

E poi la lavatrice ha regalato tempo alle casalinghe.

Libere così, dopo qualche decennio, di andare a fare l’imperdibile shopping.

Saranno migliaia di mirabilie che ci cambieranno la vita.

O meglio, forse a noi no, ma ai nostri posteri sicuramente.

Ci saranno dei rischi?

Ecchisenefrega, cazzi dei posteri.

Tanto cosa hanno mai fatto per noi questi posteri?

Invece ora, da noi, ecco che vedo orde di disoccupati.

La riconversione digitale non è mestiere per vecchi.

Ma poi volete che in un mare di acronimi non spuntino quelli di nuovi mestieri?

Per ora cuntentuma di roba come Ahi, Ciat, Gipt.

Ma poi…

Il problema dell’avverbio temporale del poi è che richiama il quando.

Ho sentito uno dei tanti cervelloni che sereno sereno diceva che la riconversione richiedeva da 3 a 5 generazioni, non mi è chiaro se di vivi o di morti.

Facciamo 50 anni, ma facciamo pure in fila per tre col resto di due.

In mezzo, una caterva di disperati.

Apperò, anzi: ahi.

Non fraintendiamoci.

Io sono sempre stato un fanatico di scienze e innovazione.

La lavatrice la ho comperata subito.

E mi sono scoperto discepolo dei guru di office automation, internet, web semantico, scienze varie.

E poi…

Poi oggi mi perdo nella sindrome del telecomando della videocassetta, come mio padre che non riusciva a farla partire da solo. 

E litigo con lo smartphone.

Ma per fortuna nce sta chi ce penza .

Dopo avere smesso di giocare coi petardi spaziali ed averci adottati tutti, ecco che saremo pronti per farci impiantare il chip nel cervello.

Da figli di Musk.

Eh no, questo lo voglio, è una figata, niente più telecomando della videocassetta.

La Neuralink, start up di Elon Musk, ha confermato l'autorizzazione della Food and Drug Administration, niente popò di meno, per il suo primo studio clinico sull'uomo.

"Un primo passo importante" per questa tecnologia, che ha lo scopo di consentire ai cervelli di interfacciarsi direttamente con i computer.

Ciuspia.

Però voi lo sapete, che si potrebbe fare senza.

Anche di tutta questa scienza.

Che ci fa stare così bene.

E chi la ferma più, questa benedizione.

 

Kalimmudda ipsum dixit.

Appeso ad un aquilone .

 

giovedì 25 maggio 2023

2023 05 25 – Il trava e la pula

 2023 05 25 – Il trava e la pula

 

Due appellativi di strada per questa storia di strada.

Non c’è alcun giudizio dispregiativo.

E’ che così si parla per strada.

Di notte, quando imbestiati dalla “birra”, si tira il giorno dopo.

La “birra” è la cocaina.

E come cantava Capossela, quando la notte se ne è andata, la birra è tutto quel che c’è.

Ma questa è una storia di manganellate e spray al peperoncino per bloccare la donna.

Titola così l’Ansa con un primo pudìco pregiudizio latente.

Giacché non di donna si tratta, ma di trans.

Un altro universo.

Quello del terzo sesso.

Talmente costretto ad assecondare le proprie attitudini, da mettere spesso in vendita un corpo in cui sentirsi a torto intrappolati.

Tanto frequentemente in vendita per soddisfare le perversioni nascoste di tanti benpensanti.

Più di quelli che potete immaginare.

Non deve essere facile.

Tanto da rendere comprensibile il bisogno di alterazione, stato in cui la pula afferma di averlo trovato.

Per me sono creature con qualcosa di mitologico: unicorni di genere.

Comunque bisogna averlo frequentato, quel mondo di emarginazione e pregiudizio.

Si libera solo di notte, col calare del buio.

E io, come direbbe Picasso, ho avuto anche il mio periodo trans.

Ho conosciuto persone interessanti ed amorevoli.

Alcune mi hanno salvato la vita sull’orlo del baratro a cui mi ero affacciato.

Mi hanno insegnato di tante cose.

In particolare del mondo nascosto in cui erano costrette dal pregiudizio senza possibilità di replica.

Ma non solo.

Di finanza, di backgammon, di devianze sociali, di animo umano, di istinti a volte diabolici, di libri,

Per cui torniamo alla notizia, con un occhio più aperto.

La pula si è affrettata a dichiarare, tramite il sindacato, che in pratica il trava disturbava ordine e morale pubblica ed era aggressivo, come un felino preso in gabbia direi io.

E poi la tenera pula era stata aggredita.

Da un potenziale tossico, presumo io, “alterato” e aggressivo, appunto.

Che aveva addirittura rifiutato l’ambulanza.

Magari a nessuno è venuto in mente che fosse per la paura di essere clandestina.

Un pulotto poi ha riportato traumi a una gamba, con addirittura 15 giorni di prognosi.

Un eroe della guerra di strada.

Fortunatamente soccorso da ben 4 agenti.

Indispensabili a fermare il mostro coi deprecabili metodi descritti.

Ellamadonna.

E chi era, Schwarzenegger.

E allora arriviamo alla fine.

Ed alla già citata pericolosa memetica fascista.

Voglio peccare io di pregiudizio.

Ma nessuno mi toglierà dalla testa che la pula possa, almeno in certi individui, sentirsi legittimata, non solo dalla latente retorica fascista, ma pure da un delirio di onnipotenza alimentato dal potere in mano ai fascisti stessi.

Ma la memoria non si cancella.

E se in tanti continuano a dichiararsi antifascisti, pur in una a volte ingenua retorica, è perché percepiscono il meme opposto che serpeggia.

E i cretini sono sempre in agguato.

Ricordate il Cipolla: preso un numero n grande a piacere, il numero dei cretini che incontrerete sarà sempre maggiore di n.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Chillo è 'nu buono guaglione. La tenerezza di Teresa