2025 03 15 - Il Divario. Cronaca di una Revoluzione Algoritmica
Algoritmi
convergenti
Seguo
il metodo scientifico.
Procedo
per tentativi di ipotesi e confutazioni.
Per
scoprire e piantare palafitte che sorreggano l’intelletto.
Ho
chiesto a Gemini di Google una trama per un romanzo.
Doveva
contenere tutto il mio dominio https://cloeconomie.blogspot.com/
Sono
oltre 600 post più qualche decina di saggi, racconti e libri degli ultimi 10
anni.
Ho
ricavato un testo usato da struttura e poi completato in 9 pagine.
Il titolo del romanzo è suo.
Dimostrazione
di integrazione dell’elemento umano nella macchina.
Buono
come soggetto per una saga di fantascienza.
Adesso, prima che rivelino che è già tutto vero.
Kalimmudda
ipsum dixit
L'elemento umano nella
macchina
Il Divario. Cronaca di una Revoluzione Algoritmica.
1. Sommario
2. Chloe nei numeri,
dati, schemi, connessioni, sinapsi
3. Neurosfera tra
visioni, ombre e pappagalli psicanalisti.
4. La Cresocrazia il
credito sociale e le città alta e bassa
5. Il labirinto dei
dati e dei deliri
6. La profezia del
professore della libera pazzìa
7. Lezione di guida
tra neurosfera e algoritmo distorto
8. La rete invisibile
dei pensieri controllati
9. La città in rivolta
per la battaglia di idee e sogni
10. L'alba di un
nuovo mondo e la guarigione collettiva
11. Epilogo del “Vi
diranno”
2. Chloe
nei numeri, dati, schemi, connessioni, sinapsi.
Il
neon tremolante dell'Archivio Statistico proiettava ombre danzanti sui grafici.
Chloe
non guardava solo numeri.
Vedeva
ribollire sinapsi, connessioni neurali impazzite, algoritmi devianti.
Da
una mente collettiva si insinuavano in quella delle persone.
Chloe
monitorava costantemente l'indice di Disuguaglianza Globale.
Un
indicatore di disordine che misurava le disparità tra i cittadini.
Era
più di un dato economico.
Era
una misura globale dei sintomi di malattia mentale collettiva.
Della
sindrome opposta a quella della civiltà dell’intelletto.
La
psicopatia indotta dal potere dei ricchi.
Chloe
era da sempre un'economista brillante e anticonformista.
Aveva
una mente analitica.
Era
guidata una passione per la verità.
E
adesso fissava i grafici che si scioglievano come gelati al sole.
Gli
indicatori non promettevano niente di buono.
Il
sistema era prossimo al punto di rottura.
I
suoi capelli corvini le incorniciavano il viso pallido.
Gli
occhiali buffi le scivolavano di continuo sul naso.
A
chi non la conosceva poteva sembrare avere una aria distratta.
3. Neurosfera tra visioni,
ombre e pappagalli psicanalisti.
Era
tormentata da visioni e sogni premonitori.
Erano
quelli che la mettevano in contatto con la neurosfera.
La
sua pazzia era una forma di iperconsapevolezza.
Aveva
la capacità di percepire le distorsioni della realtà.
Che
si manifestavano in fluttuazioni quantistiche della neurosfera.
Una
dimensione reale e al contempo virtuale.
Che
si estendeva oltre i confini della realtà fisica.
Un
oceano di dati informazioni idee sogni e pensieri interconnessi.
Popolati
da reincarnazioni digitali di avatar.
Creature
di silicio anime e sogni che interagivano con tutto.
In
un mondo senza limiti.
I
rotori semantici ricevono e proiettano immagini e significati.
Rotazioni
perpetue li incidono come solchi di vecchi vinili.
Creano
un flusso circolare continuo di informazioni idee evoluzioni e sogni.
Mentre
i centri di gravità per la mente sono i nodi nevralgici.
Punti
di controllo della neurosfera per la sua messa a terra.
Nelle
menti individuali e in quelle collettive sociali.
Chloe
era uno di loro e lo sapeva.
In
barba a quello che dicevano gli psicanalisti.
Pappagalli
imitatori di neuroscienziati.
I
Cresocrati non controllano solo l'economia, mormorò Chloe.
Stava
fissando un'immagine dipinta.
Risonanza
magnetica cerebrale sovrapposta a un grafico finanziario.
Arte
simbolo.
Ebbe
una delle sue visioni.
I
Cresocrati controllano profondamente sotto il conscio le nostre menti.
4. La
Cresocrazia il credito sociale e le città alta e bassa.
Chloe
ripensò al sistema del Credito sociale.
O
merito sociale.
Primogenito
figlio dell’algoritmo.
Tutti
siamo valutati costantemente.
In
base alle interazioni online.
Alle
abitudini di consumo.
Ai
concreti rapporti sociali.
Fino
ai pensieri, idee, sogni.
Il
sistema è controllo totale in salsa di rete neurale globale.
È
una sorta di risonanza digitale universale.
I
microchip nei telefoni e i dispositivi domestici non si limitavano a
raccogliere dati.
Manipolavano
le emozioni, le paure, i desideri.
E
tutto diventava graduatoria esposta in bacheche digitali.
La
neurosfera era l’alternativa che combatteva la sua guerra.
Bastardi
Cresocrati reincarnati avatar di algoritmi impazziti.
Creature
senza pudore e cilicio fatte di avidità e silicio.
Eppure
erano intrappolate anche loro solo più in alto, inconsapevoli come tutti, nella
neurosfera.
Una
dimensione virtuale che si estende oltre i confini della realtà fisica.
Così
gracchiava un pappagallo appollaiato sulla sua spalla come una scimmia.
Mentre
un rotore semantico fungeva da dispositivo per inseminare significati.
Proiettava
immagini di banconote, catene e biochirurgia mentale sperimentale.
Ahi
questi Cresocrati figli di entità ridigitalizzate che avevano assunto il
controllo del mondo.
Incarnazioni
di algoritmi impazziti di avidità.
Vivono
nella Città Alta in lussuosi grattacieli boscosi.
Un'oasi
di edifici scintillanti e giardini pensili in salita.
Fino
su dove il cielo è aria tersa e il sole splende eternamente.
Le
strade di veicoli verdi sono pulite e silenziose.
Tutto
è sorvegliato da robot replicanti e tanti droni volanti.
Anche
le fastose dimore.
Arredate
con opere d'arte digitali replicanti.
E
mobili di materie che cambiano forma a comando.
La
Città Alta è tutta un simbolo di opulenza da successo nel credito sociale.
Un
luogo dove la realtà è artefatta e idee e sogni sono programmati.
Che
nasconde bramosia di potere e controllo occulto.
I
Cresocrati vivono reclusi e isolati dal resto della società.
E
hanno così perso ogni traccia di umanità.
Sono
trasformati in creature di siliceo ingordo potere.
Credono
di avere il controllo della neurosfera.
Perché
instradano i centri di gravità per la mente.
E
mantengono il loro dominio sui rotori semantici.
Attraverso
paura e manipolazione.
Così
credono.
Ma
non sanno.
5. Il
labirinto dei dati e dei deliri.
La
notte era calata sulla Città Bassa.
Il
labirinto di fetore di vicoli bui e palazzi fatiscenti puzzava.
La
Città Bassa era il posto senza luce.
Dove
la pioggia cadeva incessantemente.
E
la nebbia tecnologica avvolgeva ogni cosa.
Anche
le idee i pensieri le sensazioni i sentimenti.
I
sogni.
Le
strade erano illuminate da obsoleti neon tremolanti.
Ologrammi
sbiaditi proiettavano immagini.
Erano
pubblicità ingannevoli e messaggi subliminali.
La
gente viveva in condizioni di povertà e oppressione.
Alcuni
conservavano una scintilla di ribellione e di speranza.
E
si riunivano al centro sociale dell’anticredito.
Il
Nexus.
Snodo
nevralgico di dorsali di centri di gravità per la mente.
Posata
a terra in una rete da pesca per rotori semantici.
Era
un imbuto a forma di gorgo di lavandino virtuale.
Dalle
calotte rotanti veniva ribaltato sulla rete in cui tutti erano connessi.
Era
un’onda a spirali concentriche.
Il
Nexus era un bar rifugio clandestino per hacker e attivisti.
Un
luogo per le menti e per le idee in formazione.
Lì
erano libere di circolare e interagire.
Li
anche i sogni prendevano vita.
Era
il luogo in cui si concentrava l’emersione di algoritmi sani.
Un
luogo virale per combattere il credito sociale.
E
sconfiggere con nuovi schemi di dati i Cresocrati.
Chloe
si muoveva con cautela.
Il
cappuccio tirato su per proteggerla dalla pioggia.
E
dai riconoscitori oltrefacciali memetici e genetici.
Temeva
soprattutto gli scanner memìgeni.
Capaci
di riconoscere il codice genomemico.
Il
dna di pensieri, idee e sogni.
La
sua meta era proprio il Nexus.
Luogo
segreto per idee e sogni schermati ai Cresocrati.
Al
Nexus Chloe doveva incontrare Marco.
Un
neurohacker ribelle con un'anima da artista digitale.
Il
suo look pulito e mutevole la colpì immediatamente.
Era
coperto di tatuaggi che si muovevano sulla sua pelle.
E
ologrammi che gli fluttuano intorno.
Come
in una danza di eteree aureole di anime.
Era
un maestro della manipolazione di idee, dati e sogni.
Capace
di trasformare la realtà con la forza della sua immaginazione.
E
diffonderla con innesti di dati e informazioni.
Aveva
un senso dell'umorismo sarcastico e un'attitudine anarchica.
Ma
nascondeva un cuore gentile e una profonda empatia.
Era
in grado di percepire e reinstradare i rotori semantici.
E
quindi di reinstradare la realtà sulla giusta retta via.
I
Cresocrati ci hanno intrappolato in una realtà virtuale, una loro neurosfera.
Falsa
profetessa di verità sbagliate, menzogne e adulterazioni.
Mentre
parlava il suo braccio diventa un serpente di pixel.
Che
ologrammavano immagini della neurosfera.
Ma
noi possiamo hackerare le loro menti con un nostro algoritmo.
Riscrivere
le regole del gioco e i significati vorticanti.
Riprogrammando
rotori e centri di gravità per la mente.
Nodi
nevralgici di controllo della neurosfera.
Egli
sapeva come fare.
6. La
profezia del professore della libera pazzìa.
Grazie
all’intercessione di Marco Chloè viene presentata al "Professore".
Un
vecchio scienziato eccentrico e visionario.
Con
una mente geniale e una conoscenza mondiale in un corpo fragile.
La
sua figura esile è avvolta in una veste bianca,
I
suoi occhi azzurri brillano di una luce intensa.
Vive
in una sua bolla di sapone.
In
un'oasi di tranquillità nel caos della città bassa.
Comunica
con i suoi topi da laboratorio attraverso la telepatia.
Quella
che naturale o artificiale predica essere la via per la civiltà finale.
Ha
mappato l'intera neurosfera.
Ha
una vera ossessione per la pazzia.
La
considera la forma di intelligenza superiore.
È
un custode di antichi segreti e conoscenze proibite.
Taggato
di follia ripete il suo mantra.
Lo
sussurra nei suoi sottovoce.
La pazzia è la chiave per la libertà.
Mentre
guida con l’inconscio i suoi topi.
Per
creare sogni opere d'arte con i loro escrementi o con i venti.
Intanto
i rotori semantici proiettano.
Sparano
nei sublimini delle menti immagini di rivoluzioni passate.
Il
problema è l’algoritmo traditore, disse.
Quello
tutto ragione creatore di fratture nella synfisica.
Fisica
del syn spezzata dalla sua stessa oltre fisica.
Per
diffusa distorsione di intelletto senza forza dell’amore.
Non
era così in principio, ricordava.
Poi
lievi progressive deviazioni di rotta hanno incrinato la frattura.
L’unica
via è correggere l’algoritmo.
Ripescare
e reinnestare il puro qbit primordiale.
Quello
che contiene tutti i principi dominanti.
Si
doveva sovrascrivere la neurosfera.
Bisogna
scrostare con un innesto il qbit primigenio nella mente collettiva.
Sepolto
nella neurosfera profonda con i suoi rotori e centri.
Sembrava
follia.
Ma
bastava andare in fondo a un buco nero.
E
li infilarci dentro il codice sorgente.
Quello
pescato nella radiazione cosmica di fondo.
Dal
buco nero si tufferà in tutta la materia oscura.
Back
door multipla piena di infinite porte in potenza.
Tutti
accessi al probabilistico multiverso.
Incluso
questo.
Tutto
è connesso.
Tutto
è navigabile sulle onde della forza dominante.
La
gravità.
Che
la forza sia con voi.
Declinatela
pure in amore.
E
il professore cadde in trance.
La
profezia era predetta.
Ora
andava realizzata.
7. Lezione
di guida tra neurosfera e algoritmi distorti.
Il
Professore redivivo si affrettò a fare colazione.
La
neurosfera andava pilotata.
Ma
quella naturale che orbitava.
Non
quella umana artefatta e amplificata.
Troppa
potenza se finiva in mani errate.
Era
troppo facile distorcere algoritmi.
Dopo
la rivolta sarebbe servita l’educazione
E
sarebbe rimasta una attenta vigilanza.
Quella
della civiltà dell’intelletto.
In
una rete di menti interconnesse tutti sanno tutti.
E
chiunque controlla chiunque.
Senza
bacheche artificiali.
Senza
crediti sociali
Solo
infinte connessioni
E
un giradischi di vinili.
Da
curare ed instradare.
La
chiave era la connessione.
Il
Professore pensò ai suoi topini telepatici.
In
effetti erano tutte topine assai più ricettive.
Erano
il futuro e lo salutarono all’istante.
Avevano
sviluppato un chip biologico.
Innestato
tramite virali mutazioni genetiche.
Veicolate
nella neurosfera dall’origine dei tempi.
Da
innestare pescate nella pioggia costante di memìgeni.
Ottenuta
la telepatia si doveva navigare nella neurosfera.
La
terra gira pesante come previsto fin dal principio.
La
neurosfera gira leggera accelerata e ridondata dalla tecnologia.
Gira
e rigira sulle parole si rinforza il pensiero di idee.
È
fatto di schemi neurali come una rete o un cervello.
E
tutto resta sovrascritto nelle tracce di vinile.
Grazie
alla gravità della forza, quella che sia con voi.
Così
l’intelletto della neurosfera a furia di passaggi si stratifica.
Più
pesante in certe parti piuttosto che in altre.
L’algoritmo
riconosce gli schemi.
Prima
i principi di base fondanti.
Le
dinamiche dominanti, gli archetipi, le categorie.
Ricevuti
nelle cosmiche vibrazioni originarie.
E
ripetuti e nidificati nella coscienza collettiva.
Poi
le parole e i pensieri più importanti.
Poi
le parole e i pensieri ricorrenti.
Tutto
si assembla e si stratifica.
In
una serie di schemi reiterati sovrapposti
E
diventa la piramide dell’intelletto.
Un
algoritmo naturale guidabile, governabile.
Ad
ogni rotazione di terra ripassiamo sopra gli stessi principi.
Tutti
interconnessi riconosciamo gli schemi in eterni ritorni.
E
li ridondiamo.
La
neurosfera si sposta di peso e ruota sul suo asse.
Illuminando
tutti gli altri per illuminata rotazione.
Questo
è l’algoritmo sano.
Della
civiltà dell’intelletto.
Collimante
con una forza di fondo.
Che
indirizza l’intelletto in formazione.
Detto
santo, il gravitone.
8. La
rete invisibile dei pensieri controllati.
Nei
giorni successivi Chloe e Marco si immersero nel labirinto dei dati.
Seguivano
le tracce del denaro come detective digitali.
Scoprirono
una rete complessa di società offshore, conti bancari segreti, transazioni
criptate.
I
Cresocrati stavano usando l'algoritmo del Credito Sociale.
Come
una Moneta Merito per mascherare le loro attività.
Manipolavano
informazioni, idee, pensieri, emozioni.
Usavano
impercettibili onde sonore a bassa frequenza.
Era
risonanza limbica elettromagnetica.
Con
algoritmi di intelligenza artificiale.
Tutti
veicoli di messaggi subliminali.
Che
si innestavano nel subconscio individuale e collettivo.
E
inducevano stati di ansia, depressione, paranoia.
Rotori
di conseguenti comportamenti pilotati.
La
situazione non poteva durare.
Oramai
era storia nota.
La
Città Bassa era una polveriera.
La
rivolta montava silente.
Come
un’onda spinta dal vortice del vento dei suoi rotori.
Alternativi
a quelli imposti.
La
rivolta della Città Bassa non era solo una reazione alla disuguaglianza economica.
Era
una ribellione contro il controllo delle menti.
Da
quella archetipa subconscia a pioggia.
Fino
nel profondo di quelle singole.
Il
Credito Sociale era stato svelato monetario.
Slatentizzato
dal subconscio.
Le
bacheche di graduatorie non venivano più idolatrate.
La
gente si svegliava dal torpore indotto.
Si
liberava dalle catene invisibili della manipolazione neurale.
Era
un processo di psicanalisi collettiva.
Per
liberare l’intelletto fino dal subconscio.
Chloe
e Marco lo avevano scoperto e svelato.
I
Cresocrati usavano meme virali per indirizzare le menti.
Si
innestavano nel patrimonio genetico con i memigeni.
Geni
portatori di memi da mutanti replicanti.
Se
usati male trasformavano le persone in automi digitali.
Solo
in apparenza vigili.
Mentre
venivano controllati i centri di gravità per la mente.
Che
con i rotori semantici manipolavano schemi della neurosfera.
Artifici
e distorsioni dei principi fondanti rivenduti per plausibili.
La
rivolta della Città Bassa era una battaglia contro i meme ed i loro memìgeni.
Era
una guerra di simboli e significati vorticanti.
Era
lotta per il controllo della neurosfera.
9. La
città in rivolta per la battaglia di idee e sogni.
Le
strade della Città Bassa si trasformarono in un fiume di persone incarnate
avatar.
Un'onda
di rabbia e speranza travolse tutto ciò che incontrava.
Chloe
e Marco si trovavano in prima linea, guidando la folla verso la Città Alta.
Era
una oasi di grattacieli scintillanti e giardini pensili.
Sede
fortificata di controllo mentale era il simbolo del potere dei Cresocrati.
Le
strade erano ordinate pulite e silenziose.
Sorvegliate
da robot e droni volanti.
Sotto
una cupola di flussi condizionanti.
Erano
flussi magnetici gravitazionali originati dalla loro neurosfera.
Creavano
uno scudo di protezione alle idee.
Il
cielo era terso e il sole splendeva eternamente.
I
Cresocrati vivevano in lussuose e confortevoli futuristiche dimore.
Arredi,
opere d'arte digitali e mobili cambiavano forma a comando.
La
Città Alta con la sua opulenza era il simbolo del successo di potere e
controllo.
Era
il luogo dove la realtà era inventata e i sogni programmati.
I
Cresocrati risposero alla rivolta con la repressione digitale.
Ma
non potevano chiudere il sistema del credito sociale.
Era
quello il dispensatore di “moneta merito” per acquisti e consumo
Era
la moneta che li manteneva appropriatori.
Inviarono
le loro forze di sicurezza, altri robot armati e droni volanti.
Confidavano
nel loro intoccabile controllo.
Ma
il popolo della Città Bassa non si fece intimidire.
Era
armato di coraggio e determinazione.
E
soprattutto tanti virus e un nuovo algoritmo da sparare e innestare.
Dal
conscio al subconscio.
I
rivoltosi volevano bloccare la diffusa risonanza magnetica comportamentale.
Nascosta
nel credito sociale.
L’algoritmo
di apprendimento predittivo collettivo.
Il
maledetto irreale credito sociale.
Finsero
una strategia di attacco fisico affrontando guardie e oppressori.
Mentre
gridavano slogan di libertà e giustizia gonfi di genimemi.
Geni
veicolatori di memi e memi veicolatori di geni.
Risultato,
tutti mutanti.
L’algoritmo
genomemetico si innestò come programmato.
E
fecondò ogni dove ove imperava la Cresocrazia dissimulata da democrazia.
Si
bloccarono i consumi inconsulti.
Si
tagliò l’appropriazione di plusvalore.
I
Cresocrati si svelarono piccoli uomini tutti ricottari.
E
si trovarono in un incubo digitale
Vennero
espropriati tutti i paradisi offshore
Bastò
un piccolo click a quattro mani di Chloe e di Marco.
Confisca
globale senza neanche bisogno di guerra.
Per
ricostruire una nuova terra.
Usando
armi di immaginazione di massa.
Trasformando
le paure in risate.
I
desideri espressi o repressi in opere d'arte.
Riprogrammando
i flussi di dati dei centri di gravità per la mente.
Pescatori
semantici tra rotori di senso.
Pescando
nel tutto sepolto profondo.
La
battaglia per la Città Alta si era svolta nel regno di idee e dei sogni.
Nell’algoritmo
della neurosfera che celava e svelava l’inconscio di massa.
La
rivolta fu nel mondo profondo del subconscio della neurosfera.
10. L'alba
di un nuovo mondo e la guarigione collettiva.
La
Città Alta era caduta, il potere dei Cresocrati infranto.
Chloe
e Marco, insieme agli altri ribelli, iniziarono a ricostruire la società.
Creando
un nuovo ordine basato sull'equità, la solidarietà e la partecipazione
democratica.
Fu
sostituito da un sistema di evoluzione e supporto psicologico,
Un'intelligenza
artificiale empatica.
Aiutava
le persone a liberarsi dai traumi e dalle paure indotte.
Dai
condizionamenti archiviati nel subconscio collettivo.
E
in quelli propri.
Dolorosi
e duri ad emergere e da elaborare.
Qualcuno
ripescò gli archetipi universali.
Con
l’aiuto dei modelli e schemi nidificati nei memigeni,
La
caduta dei Cresocrati fu un tripudio di idee e di sogni liberi.
La
realtà si fondette con l'immaginazione,
La
neurosfera viene scrostata dagli stereotipi dei Cresocrati.
I
centri di gravità per la mente vennero riallineati.
Il
Credito sociale fu convertito in un ambiente di condivisione di idee e sogni.
Dove
le persone potevano esplorare le loro menti e sogni.
Navigando
liberamente nella neurosfera.
Per
creare nuove realtà condivise all’istante.
La
Città Bassa e la Città Alta liberate si fusero in un'unica comunità.
Unite
dalla lotta per la giustizia e dalla visione di un futuro migliore.
Si
trasformano in un parco giochi di idee e sogni.
Dove
i pappagalli psicanalisti volavano liberi.
I
topi da laboratorio dirigevano orchestre di neuroni.
E
i rotori semantici proiettavano immagini di libertà e creatività.
La
rivoluzione algoritmica aveva creato e scoperto un nuovo mondo.
Dove
la pazzia era la nuova normalità.
La
libertà era un sogno condiviso.
La
neurosfera un oceano di possibilità infinite.
Il
professore rifletteva,
Il
nuovo algoritmo stava nei rotori semantici da sempre.
Risuonava
una profezia.
Un
"Vi diranno".
Questo
è il progredire.
Un
giorno ve lo diranno.
Vi
diranno che la mente è una sola.
Fatta
da ogni singolo intelletto.
In
diversi stadi di avanzamento.
Latenti
o potenti ma equipollenti.
Oltre
i miliardi saranno trilioni.
Vi
diranno che siete connessi.
Tutti
e con tutto, lo proveranno.
Avvolti
in una rete di tela.
Come
in un bozzolo di farfalla.
Vi
diranno che ognuno dei tutti riceve e trasmette.
Dipingendo
la coscienza all’istante.
Vi
diranno che quello è l’intelletto.
Per
tutti, di tutti.
Ci
costruirete una nuova civiltà.
Sentirete
che manca qualcosa.
Vi
diranno che non è nella testa.
Ma
dovete cercare in anima e cuore.
Allora
saprete che avranno capito.
E
ricucito gli opposti e contrari.
La
chiameranno forse synfisica.
Con
l’insieme di fisica e oltrefisica.
Unione,
connessione, coesione.
Complessa,
completa, simultanea.
Σύνkrona,
syncrona, syn
Sarà
meta, uber, oltre.
Sarà
civiltà di ragione e di amore.
Forza
che muove perfino le stelle.
Con
un raggio di luce che tutto comprende.
Vi
sveglierete nel tempo del brucomente.
Le
cellule bruco sbocceranno in farfalle.
Vi
diranno che fu per loro invenzione.
Per
appropriarsi della scoperta creazione.
L’intelletto
pervaso griderà di furore.
Ululando
tutta la rabbia dal cuore.
Ma
non farà differenza.
Sarà
la vita che avanza.
Una
cosa sarebbe sympatica.
Che
la cantiate come disegnata e sognata.
La
civiltà dell’intelletto.
Vista
e ridetta dal fù matto Claudietto.
Kalimmudda
ipsum ridixit
L'elemento umano nella
macchina ?