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sabato 8 marzo 2025

2025 03 18– Il risveglio del brucomente

2025 03 18– Il risveglio del brucomente.

Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it . Parola: Risveglio

 

Per questa parola buona voglio ripetere la storia del brucomente.

Mi fu donata e raccontata da una Alice di meraviglie portatrice.

Correva l’anno 2021, era di settembre.

La stagione naturale del brucomente volgeva già all’autunno.

Chi avrebbe detto che fosse iniziato l’autunno della ragione.

Un lustro dopo ci siamo risvegliati con l’inverno della ragione alle porte.

L’inverno incombe, servono messaggi di resistenza, resilienza, sopravvivenza.

Di fiducia e di speranza mai abbastanza.

I biologi hanno scoperto che nelle cellule del bruco ci sono cellule chiamate immaginative.

Risuonano su una frequenza diversa.

Sono così diverse dalle altre cellule che il sistema immunitario del bruco le prende per nemiche.

E cerca di distruggerle.

Ma continuano ad apparire nuove cellule immaginative e sempre di più.

Improvvisamente il sistema immunitario del bruco non può più distruggerle abbastanza velocemente.

Sono diventate più forti.

Collegandosi le une alle altre per formare una massa critica che riconosce la loro missione.

Realizzare l'incredibile risveglio della nascita di una farfalla.

Con molti altri crediamo che ci sia un fermento evolutivo nel tessuto della società attuale.

Nonostante il clamore della paura, dell'avidità, del consumo, della violenza, della prepotenza.

Nel tessuto sociale esiste un'unione in rete di uomini e donne che sono cellule immaginative.

Rivelano un mondo diverso, una trasformazione, una metamorfosi.

Un poeta si chiese cosa accadrebbe se un giorno ci risvegliassimo.

E ci rendessimo conto che la maggioranza siamo noi.

A quel punto le cellule immaginative prevarrebbero e farebbero uscire la farfalla.

Nata da un mondo di vermi.

Sarà il tempo del risveglio. 

Gruppi di cellule immaginative si riuniscono ovunque e si riconoscono.

Sviluppano strumenti organizzativi per aumentare il livello di connessioni di coscienza.

Perchè la prossima tappa della società umana si manifesti.

Nella società della civiltà dell’intelletto.

Per creare una nuova dimensione della vita.

Una nuova umanità trasformata buona e giusta.

Una umanità che smetta di essere bruco e sia farfalla.

Perchè un giorno "Vi diranno".

E’ finita, era solo un brutto sogno.

E' vinta.

E' ora di risveglio.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Sette sono i re

 

La metamorfosi, ops



domenica 11 settembre 2022

2022 09 11 – L’era dello scoiattolo urbano

 2022 09 11 – L’era dello scoiattolo urbano

Chi si ricorda della teoria dello scoiattolo?

https://cloeconomie.blogspot.com/search?q=la+teoria+dello+scoiattolo

Lascio tutto l’hyperlink in bella mostra che rimanda al trattatello di economia del 2014 “C’è sempre un’altra via”, la cui conclusione era l’intelligenza delle vie alternative, come dimostrateci da “pancia bianca”, lo scoiattolo di montagna ammirato con mia figlia e da lei così battezzato.

Ma li eravamo in montagna, dove lo scoiattolo ha un suo habitat naturale.

Oltre a ricordarmeli in Hyde Park, tanto per fare un’associazione gratuita e alla larga con il nuovo Re.

Invece alcuni giorni fa mi è capitato di essere ispirato qui a Milano dalla vista di scoiattoli come su passaggi zebrati.

Attraversavano sereni la strada zompettando da un lato all’altro.

Qualcuno mi ha detto che è una varietà infestante poco dissimile dai ratti, se non per quella coda a batuffolo che tanto lo rende dissimulato.

E simpatico

Ma io non credo.

Credo piuttosto a quei segnali dal brucomente dei quali sono stato privilegiato destinatario spettatore.

E così stamattina presto ero al pc a fare conti per me e per tutta la famiglia, che poi è fatta solo da mia figlia, cercando equilibri, alchimie e trovate varie per quadrare il budget familiare.

Interpretazione di vita basata sui numeri.

Palloso, eh?

Eppure ansiolitico.

A me quando i conti tornano mi mettono tranquillo e mi pare di avere fatto qualcosa di risolutivo.

Anche se è solo un esercizio rappresentativo della realtà.

Comunque.

Di botto sento un trambusto alla finestra, non faccio in tempo ad alzarmi che il trambusto sfuma in un “tonf”.

Pochi millisecondi dopo mi appare il cugino di pancia bianca proprio sulla ringhiera del balcone a cui di solito mi metto affacciato.

Dalla strada era arrivato fin quasi dentro casa.

Giusto per memoria mi torna in mente un merlo appollaiato sul mio pc di qualche giorno prima.

Capisco subito che è una di quelle occasioni rare in cui il mondo ci parla tramite la neurosfera.

Ma cosa mi vuole dire?

Ci sono tante possibili simbologie e significati, fate voi.

Lo scoiattolo rappresenta uno degli animali più scaltri.

E’ veloce e lungimirante poiché accumula rifornimenti per tutta la stagione calda allo scopo di garantirsi le provviste che gli serviranno durante l’inverno.

Nello svolgere questo laborioso compito rispetta l’equilibrio con la natura alla quale regala le ghiande che, con il tempo, sfuggiranno alla sua memoria dando vita a nuovi alberi. Lui traccia una mappa mentale dei luoghi in cui ha deposto le ghiande, ma alcuni gli scappano.

Per la sua sensibilità a ogni vibrazione o piccolissimo suono egli diviene il guardiano del luogo in cui si trova. Una delle sue peculiarità, infatti, è quella di segnalare in anticipo un probabile pericolo.

Come detto, rappresenta la lungimiranza, ma pure la purezza poiché accantona ciò che gli serve ma allo stesso tempo restituisce alla madre terra tutto ciò che è in eccesso.

Inoltre, lo scoiattolo simboleggia la fiducia.

Infatti, è uno dei pochi animali selvatici che permette all’uomo di potersi avvicinare.

Così mi si fa strada nella mente il messaggio recondito.

Conti di famiglia. E no.

Pancia bianca.

Altra via.

Brucomente.

Mondo perfetto.

L’era dello scoiattolo urbano apre le porte all’era del brucomente, se non bruciamo prima il bosco.

 

Kalimmudda ipsum dixit

A proposito di ere animali

domenica 4 settembre 2022

2022 09 04 - Transperanza

 2022 09 04 - Transperanza

Bisogna sapere che a me di scrivere lo ha ordinato il medico.

Serve a convogliare la mia a volte turbolenta frenìa, e che l’ansia si porti via.

Così nei periodi più propensi, o in quelli meno, do retta al mio medico.

He does the best with me he can , in fondo.

E mi risparmio depressione, manìa e corredo.

Dunque scelgo e mi ripeto in intro, perché mi va.

Sapete come è: repetita.

E poi potremmo chiamarla una rubrica “segnali dal brucomente”.

Come già detto ne il delfinato del mare,  qua bisogna cercare di aggrapparsi ad un rotore semantico.

Che ci àncori ad un centro di gravità per la mente.

Solo così possiamo sperare che la neurosfera riprenda a parlarci

E rilasciarci vibrazioni dai suoi solchi di vinile.

E’ importante.

È la porta che porta verso l’universo.

Ognuno ci arriva come può o come sa.

Ma quella porta la cercano tutti, spesso inconsapevoli del bisogno di trascendenza.

Che ci porti a cavallo delle onde gravitazionali per tutto l’universo, con cui sentirsi cosa sola.

Allora alla ricerca di quella porta a me piace navigare nelle notizie.

Con lo sguardo del rapace allenato a riconoscere ogni minimo segno di pace.

E spesso la neurosfera mi restituisce proprio quel segno di pace.

Così oggi leggo di tale trans Trace Lysette, fiera di essere infine un’attrice.

Onore al merito a tanta transparenza.

Ma al tempo stesso mi viene in mente che oggi non è 30 anni fa.

Ne è passata di acqua sotto i ponti.

Mulinata di sofferenze personali additate di pregiudizio.

E quanto gay pride.

Bisogna sapere che io ho sempre avuto una certa attrazione per quel lato che definire oscuro non potrei.

Sentirsi intrappolati nella psiche e nel corpo sbagliato.

Ed avere tanto coraggio da cambiarlo per seguire l’istinto.

E’ la forza dell’amore, credo.

Che niente ha a che fare con il sesso.

La ricerca del quisè, qui e sè

Così mi sono avvicinato decenni fa a quel mondo trans.

Inizialmente tramite prostitute, a volte poi divenute amiche.

Alcune mi hanno salvato la vita quando avevo dei collassi da sovradosaggio psicotropo.

Il terzo sesso.

O forse il sesso zero.

Affascinante.

Senza indulgere nel rimirare un fenomeno da baraccone.

In principio non sapevo perché.

Poi iniziai a vederlo come il futuro del genere umano.

Senza più scissione tra maschio e femmina.

Ma solo un unico recettore di amore universale.

Così oggi ripenso a Lysette e con lei a tutte le omologhe.

E mi viene la riflessione che tanta sofferenza pregressa è servita a preparare il terreno della tolleranza.

Non essendo infine più solo fattore di tendenza.

Ma questione del rispetto della propria essenza.

Esiste una forza dominante che ci evolve con pazienza, costanza e perseveranza.

Proprio come il brucomente.

Fino a che saremo tutti farfalle.

Tutte trans, per ordine naturale delle cose.

D’altronde il genoma non mente

 

Kalimmudda ipsum dixit

Chillo è 'nu buono guaglione

giovedì 23 settembre 2021

2021 09 23- Brucomente

2019 09 23 - Brucomente

I biologi hanno scoperto che all'interno delle cellule del tessuto del bruco ci sono cellule chiamate cellule immaginative. 

Risuonano su una frequenza diversa. 

Inoltre, sono così diverse dalle altre cellule che il sistema immunitario del bruco le prende per nemiche e cerca di distruggerle. 

Ma continuano ad apparire nuove cellule immaginative e sempre di più... 

Improvvisamente il sistema immunitario del bruco non può più distruggerle abbastanza velocemente e diventano più forti collegandosi le une alle altre per formare una massa critica che riconosce la loro missione di realizzare l'incredibile nascita di una farfalla. 

Credo fermamente, come molti altri, che ci sia un fermento evolutivo nel tessuto della società attuale. Nonostante il clamore della paura, dell'avidità, del consumo eccessivo e della violenza che si esprime attraverso il tessuto sociale, esiste un'unione di uomini e donne che possiamo chiamare cellule immaginative, che rivelano un mondo diverso, una trasformazione, una metamorfosi. 

Il poeta uruguaiano Mario Benedetti ha scritto: ′′Cosa accadrebbe se un giorno, ci svegliassimo e ci rendessimo conto che siamo la maggioranza"? 

A quel punto le cellule immaginative prevarrebbero e farebbero uscire la farfalla da un mondo di vermi! E' tempo di risveglio. 

Gruppi di cellule immaginative si riuniscono ovunque, iniziano a riconoscersi, sviluppano gli strumenti organizzativi per aumentare il livello di coscienza, affinché la prossima tappa della società umana si manifesti, per creare una nuova dimensione della vita, una società che smetta di essere un bruco e potrà diventare farfalla, una società più compassionevole e giusta, un'umanità radicata nella felicità e nella comprensione reciproca». 

Alice per Deepak Chopra




venerdì 5 agosto 2022

2022 08 05 – Brucia il mondo perfetto

 2022 08 05 – Brucia il mondo perfetto

 Appena archiviata la questione ucraina…..

Orrore!

Archiviata un cazzo.

Solo per una nave di grano.

La guerra è sempre li.

Almeno credo.

Oscillando tra gradazioni di intensità.

Si prepara un poligono di tiro enorme.

Dove usare le armi.

E svuotare gli arsenali.

Per fare girare l’economia di guerra.

E consumare un po’ di scorte belliche.

Il modello Siria, per intenderci.

Che testimonia come le superpotenze non facciano tanti complimenti.

Che si può radere al suolo tutta l’Ucraina.

Rendendola non ricostruibile per decenni.

Mentre io vedo un mondo perfetto, dove we are family, anche piuttosto chic.

Ma certi potenti mi rovinano la visione.

Entrano nel giovane mondo di cristallo come i famosi elefanti.

Lasciandosi dietro una montagna di frammenti inricomponibili.

Anatema.

Il mondo perfetto non è roba facile.

Il fatto di vederlo non vuol dire di sapere farlo.

Adesso si recrudesce anche la questione asiatica.

Cina e Taiwan, dispiegano le ali.

E spiccano il volo tra missili e aerei.

Con l’America a fomentare come sempre.

Da un lato per la vicinanza di Taiwan alle coste cinesi.

Dall’altro per omertose questioni di rotte e controllo militari e commerciali.

Con la Cina che dichiara che il G7 fa sentire le persone anacronistiche.

Il mondo è cambiato.

E non è più quello di 120 anni fa.

In cui i sette fanno il bello e cattivo tempo.

Poi la questione geopolitica è senza altro più complessa.

Intanto ci prendiamo una bacchettata sulle mani.

Che vuol dire mani a posto, appunto.

Taiwan è cinese. Mica Americana.

Questo è un altro focolaio di guerra prossimo possibile.

Grave, perché vuol dire con l’America e quindi mondiale.

Non so se contenibile.

Speriamo nella saggezza imperiale millenaria dittatoriale.

E il mio mondo perfetto resiste in potenza, ritroso in latenza..

Che strazio.

Ricordiamoci poi le altre 50 guerre

Il brucomente non è ancora pronto a divenire farfalla.

Troppo potente ancora "El Señor Matanza"

“Lord Massacre”.

Metafora di potere ben rappresentato da la Mano Negra en Colombia.

Con un trionfo di bambini da difendere e che siano il futuro.

Il mondo perfetto forse deve aspettare qualche generazione.

Peccato l’avrei visto volentieri.

Vorrà dire che lo vedrò dalla neurosfera.

A cavallo del brucomente.


Kalimmudda ipsum dixit

 

venerdì 30 dicembre 2022

2022 12 31 Augurio reaparecido

 2022 12 31 Augurio reaparecido

 

E’ oramai qualche mese che non partecipo più al circo mediatico.

E più in generale a nessun circolo di tarantelle di sorta.

Non riesco ad avvicinarmi alla idea di dovermi esprimere.

Non ne vedo più il motivo.

Ma soprattutto non ne vedo più alcun autorevole diritto.

Credevo che la botta finale me la avesse data la guerra in Ucraina, che nel nostro subconscio, e pure nel conscio, abbiamo già tutti rimosso.

Diventata una replica della guerra in Siria e più in generale di una della 50 o 60 guerre attualmente in corso nel mondo.

Come sempre siamo diventati tutti allenatori della nazionale.

Tutti esperti di geopolitica, Ussr, Usa, la Nato, i blocchi, i riassetti, le alleanze

Tutti dimentichi della semplice verità del fatto che l’industria bellica deve girare.

E che dal proiettile al missile tutto costa e genera un plusvalore.

Sull’immediato a beneficio delle grandi multinazionali militari.

Sulla postfazione a beneficio di chi ricostruirà.

Nel mezzo, la disgrazia del plusvalore della morte.

O della morte del plusvalore.

Questo è il semplice motivo per cui le guerre diventano infinite.

O più semplicemente traslocano.

Ma il motivo per cui non mi esprimo più è più profondo.

Dopo anni di spiegazioni di quello che ho visto e che mi è capitato, mi sono detto che avevo spiegato abbastanza.

Non a tutti è concesso di toccare l’origine dell’universo.

Ma chi riceve tanta grazia di illuminazione ha il dovere di trasferirla al prossimo.

Fino al seme, magari a volte divenuto meme.

Ma certe volte insistere vorrebbe dire speculare a fini di gratificazione personale, perché chi doveva capire il messaggio oramai lo ha capito e recepito.

Non ho fatto la rivoluzione, certo, ma tanti spunti li ho dati, credo.

Come si addice ad ogni profeta di quadrante.

Aprendo le porte della metamorfosi.

Il modo perfetto è possibile.

Così direbbe il. brucomente.

E già questo, nonostante tutto, è il mondo migliore mai esistito.

Se non fosse per una questione di volontà di massa.

Troppo relegata a realtà frazionata e disgregata.

Quindi adesso ritorno al mio silenzio.

Mi auguro più fragoroso di una bomba.

Con un augurio di pace.

Non solo querresca.

ma di pace di profondità.

Che porti tutti verso un nuovo ordine emergente.

Come è scritto che sia nel grande libro dell’evoluzione cosmica.

Con la solita dedica musicale

Desaparecido

No mas.

Presenza surrettizia della civiltà dell’intelletto.

Memorie reaparecide para todos.

Kalimmudda ipsum dixit

sabato 26 febbraio 2022

2022 02 26 – Si vis pacem

 2022 02 26 – Si vis pacem

 

Per quello che serve qualcosa bisogna scriverla.

Mi ero promesso di non partecipare al circo delle voci ed opinioni che itinera per tutto il mondo, anche perché l’unica verità è che nessuno sa dove potremmo andare a finire.

Evitiamo allora di partecipare all’orgiastico egotico orgasmo di analisi più o meno fondate, se non per questo piccolo commento.

Ecco che dopo l’attacco, Putin “il lucido” inizia ad essere taggato di follia.

Una sorta di virale patologia nazionalsocialista in questa nuova salsa che credevamo impossibile e che lo ha colpito di improvviso prendendo tutti alla sprovvista.

Ma credo si debba notare che l’origine è sociogenetica ed inizia secoli se non millenni fa.

Il dato di fatto è che l’Europa, ammesso che abbia senso individuarla così, è il continente, o uno dei, più belligeranti della storia dell’umanità.

A stare in pace pare proprio che non ce la faccia.

E così le responsabilità affondano le radici nella storia e sventolano le chiome al vento dell’incertezza.

E’ semplicistico forse dire che gli Usa ci hanno messo del loro per umiliare la apparentemente finita potenza sovietica dopo il crollo dell’Ussr, con una sistematica attività di erosione dei confini russi che gli americani li ha portati a qualche chilometro di pianura da Mosca.

Eppure le cose semplici di solito hanno un fondamento.

Come è semplicistico chiedersi che bisogno c’era di continuare la corsa Nato, per altro mondiale, agli armamenti con la figliazione continua e programmata di ogni ben di Dio distruggitore, fino a missili spaziali e centinaia di nuove testate nucleari fungine.

Eppure io credo che sia davvero così semplice.

Oggi disponiamo di un arsenale di guerre tale, che non vale nemmeno più il trito aforisma di Einstein.

La terza guerra mondiale, ma a pezzi, annunciata tempo fa dal solo Santo Padre, si può fare in una miriade di modi l’ultimo dei quali è quello che ci porterà alle famose clave. 

Se ci arriviamo, fino all’olocausto.

Guerra tradizionale, ma oramai hi tech

Guerra dei cieli e dei mari

Guerra del gas e materie prime

Guerra cyber e dei dati e informazioni

Guerra finanziaria

Non so, forse ne dimentico qualcuna, ma il punto è che ce ne è da divertirsi.

Sembrava che 70 anni di pace fossero per sempre, e invece ci troviamo proiettati nell’incubo senza nemmeno sapere da dove arriverà il pericolo di un attacco che spacchi il delicato perverso equilibrio che ci tiene in piedi.

Noi Europei poi siamo abituati a crederci un centro del mondo, e d’improvviso ci riscopriamo terra di conquista, conquistata ed asservita a giochi più grandi.

E quindi condannando ovviamente l’invasione russa, come tutti siamo buoni a fare, la domanda è :

“Si vis pacem, che amma fa’?”

Rivoluzioni? No

Colpi di Stato? No

Riarmamenti? No

E quindi?

Revoluzione, delle farfalle di sopramezzo.

Ci resta che iniziare a pregare, che è quello che sta succedendo in tutto il mondo.

Si prega in mille modi, non solo in chiesa.

Dalla sobrietà di esternazioni alle proteste di piazza, alimentando la neurosfera di pensieri degni della civiltà dell’intelletto.

Mi scopro papale e confido nella forza del pensiero e nella sua capacità di instradarsi.

Non solo per l’Ucraina.

Ma ora e sempre.

E forse un giorno ci sveglieremo nell'era del brucomente

Si vis pacem, òra pacem.

Kalimmudda òra pacem

Generale la guerra è finita


sabato 3 settembre 2022

2022 09 03 – Il delfinato del mare

 2022 09 03 – Il delfinato del mare

Qua bisogna cercare di aggrapparsi ad un rotore semantico.

Che ci porti ad un centro di gravità per la mente.

Solo così possiamo sperare che la neurosfera riprenda a parlarci

A rilasciarci vibrazioni dai suoi solchi di vinile.

E’ importante.

È la porta che porta verso l’universo.

Ognuno ci arriva come può o come sa.

Ma quella porta la cercano tutti.

Spesso inconsapevoli del bisogno di trascendenza.

Così cerco tra le notizie interessanti che viaggiano nell’etere.

Cercando di dribblare la trita cronaca politica, le guerre, le tragedie e così via.

Mi ci vuole una luce di speranza.

In questo periodo di attuale confusione e grandi tumulti.

E il mio sforzo viene premiato.

È dei delfini la più vasta rete sociale dopo quella umana .

Aiutano a capire anche la nostra evoluzione, come le società di certi primati.

Ma questi mammiferi sono più stratificati.

Possono formare alleanze su più livelli arrivando ad un più efficiente successo genetico.

L’accoppiamento.

Nei branchi possono formare reti cooperative di primo livello, formate da due-tre maschi, per condividere l'accesso ad una femmina.

Questi nuclei iniziali si possono alleare poi in gruppi più grandi di secondo livello, costituiti da 4 a 14 esemplari, che competono tra loro, ma possono stringere anche alleanze più grandi di terzo livello.

La dinamica dominante è la cooperazione e non la pur presente competizione.

Così si riproducono più efficientemente.

Ma questa è una visione parziale. Etologica.

Che i delfini di certo non comprenderanno.

Bisogna averli osservati per capire che sono fatti così, qualsiasi cosa facciano.

Io nelle mie varie vite fortunate, ne ho avuta una in cui avevo una barca.

A due motori.

Né troppo grande né troppo piccola. Giusta.

Giusta per uscire in mare aperto, spegnere i motori e aspettare.

Fino a vedere l’acqua ribollire frustata da una miriade di pinne caudali, avvicinantesi in branco.

Mi avevano riconosciuto e sapevano che potevo cooperare per quello che volevano.

E in qualche modo, nella loro sofisticata modalità di comunicazione, fatta di suoni, battiti e movimenti, mi dicevano che dovevamo cooperare,

Con un fine all’inizio oscuro, ma di certo votato all’ordine.

Il branco circondava la barca.

Pretendeva che accendessi i motori per creare l’’onda multipla dietro di essa.

Ottenuta l’onda, scomparivano, rituffandosi nelle loro profondità.

Fino a che riapparivano in perfetta formazione.

I più grandi, tre per onda, a fare surf.

Pattuglie numerose a circondare la barca come gendarmi di rotta.

I cuccioli in un tripudio di piroettare davanti alla prua.

E tu capivi che tutto cooperava ordinatamente con il fine ultimo semplicemente di giocare.

Non ho mai visto due delfini collidere tra loro, come gli storni che volano in stormo

Anche giocare è una cosa seria, con ordine.

Tutto questo per dire che quegli incontri erano una meraviglia da cogliere con occhi da bambini.

E forse un giorno nell’era del brucomente potremmo aprire le metaforiche porte della politica.

E scoprire, l’umanità tutta, che si può cooperare.

Non solo confondere e collidere.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Come è profondo il mare

Bonus track E il mare sta sempre la

giovedì 28 luglio 2022

2022 07 28 – La peggio rimozione

2022 07 28  – La peggio rimozione

Una mattina mi son svegliato.

E oh bella lì.

Tutto a posto.

La costruzione del mondo perfetto marcia verso la direzione prevista.

A dorso del brucomente, deciso come non mai.

Tutti metamorfici, si sono trasformati.

In scarafaggi.

O meglio in blatte.

Purtroppo dispregiativo.

Ma pronte a resistere fino all’olocausto nucleare.

Eppure c’è qualcosa che non va.

Deve essere un salto temporale evolutivo.

Cosa c’era di saliente e perché non lo vedo più?

Era già successo coi migranti.

Uomini e donne di ogni sorta, pronti ad invaderci.

E pure giustamente.

Con diritto naturale, se non quello legale.

Presto rimossi dalla nostra coscienza con un meccanismo di difesa di cui parlava quel cocainomane di Freud. Simpatico.

Sono incerto se si tratti in effetti di rimozione o di negazione.

Mi pare di ricordare che ci fosse una differenza, temporale.

La negazione è più infantile rispetto alla rimozione più adulta.

Sta di fatto che prima c’erano i migranti, poi la mente collettiva li ha fatti sparire.

E vabbè. Meglio così.

Tutti blindati dal senso di colpa possiamo tornare alla nostra serenità.

Eppure no.

Qualcosa mi ronza nella testa con un fastidioso bisbiglìo che sembra richiamare l’attenzione del mio io.

Nemmeno i media parlano più di niente.

Che siamo in quella disgrazia chiamata campagna elettorale.

Per colpa di qualche malato di protagonismo che la mamma non ha allattato e cui il papà non voleva bene.

Tutta roeba sporca, spurca

Poi di colpo il flash di un ricordo remoto in qualche angolo della mente.

Ma c’era stato il coronavirus, è vero.

E poi sarà passato.

Non se ne parla più, mentre è arrivato il vaiolo dei primati, tra cui noi.

E invece no.

E’ che i morti ed i no vacs sono stati parcheggiati in un recondito ammasso di neuroni.

Molto recondito.

Ammassato come un tumore al cervello.

Per fare spazio a una nuova preoccupazione.

Un altro ganglo di neuroni.

La guerra in Ucraina.

Ma dopo un mese, rassicurati su gas e su grano, (quello vero) via anche lì alla rimozione.

Se non addirittura negazione, meccanismo da infante.

Sparita anche quella dai media di regime.

Da che avevamo una cronaca quotidiana e una indignazione benpensata, di botto tutto sparito.

Qualcuno starà occupandosene, certo.

Ma è quel benpensare che fa girare i cugghiuni.

Ha la capacità di resilienza di un ciciniello.

Dura un mese, poi rimozione e : tutti al mare !

Pronti al peggio. Tanto poi lo rimoviamo.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Pronti al peggio - Casino Royale 1996 

sabato 10 maggio 2025

2025 05 09 – Solo un giorno in paradiso, che non va

2025 05 09 – Solo un giorno in paradiso, che non va.

 

Mi ha scritto una Alice dal paese delle meraviglie.

È la madre che ci insegnò del brucomente e dell'attesa del suo risveglio.

Si, non facciamola troppo criptica.

E’ quando le cellule dei brucovermi soccomberanno a quelle di noi farfalle. Immaginative .

Una roba di cui un giorno sappiamo che vi diranno.

Nell’attesa è l'ultimo giorno a Gaza.

Mobilitazione generale contro il genocidio.

Osservo cumuli di macerie.

Una donna urla tutta la stessa rabbia dei bambini feroci.

E chiede di tirare loro contro l’atomica.

Un popolo annichilito si raccoglie in quella unica voce.

A quel punto io non ho più avuto parole.

Ho solo pensato a quei nostri famigerati presunti 80 anni di pace.

La Palestina scippata è figlia dei confini spartiti a matita.

In alternanze di imperi disegnati per gioco dai brucovermi.

Inglesi, francesi, russi, americani, tutti al corso di taglio e cucito.

Vorrei dire che è solo un altro giorno, che non va.

Nell’ inferno che per noi è ipocrita paradiso.

Poi fingo che mi allarmi il papato in potenza arrogato.

Sarà bene impegnato in guerre e pace, per religione.

Nemmeno un mio caffè e Israele si rivela ancora.

Rinnova le sue ambizioni da impero di zona.

Mentre i persiani chiudono saracinesche, dicevano i fiori blu.

Col caffè mi compare il Pakistan contro l'India.

Che bellezza, quanti nuovi orizzonti.

Che meraviglia i celebrati anni di pace post imperiali.

Dove hanno messo mano inglesi e poi americani hanno fatto casino.

Sempre con quella loro ideologia e idolatria per potere e denari.

Bevo un sorso di caffè che mi risveglia il datario.

Ma oggi è il 9 maggio.

Tutti a Mosca per ricordare la vittoria sulla Germania nazista.

Eh già, la guerra l'hanno vinta anche loro,

Quanto poco ce lo ricordiamo.

Appena finita, iniziò l’era della paura dei comunisti.

Non era mica davvero paura che si mangiassero i bambini.

Era paura che l’ideologia dell’appropriazione non reggesse.

Oggi Putin era seduto accanto al presidente cinese Xi Jinping.

Russia e Cina.

Chissà come si sarebbero potute evolvere.

In questi nostri ipocriti 80 anni.

Si dice che la storia non si fa con i se.

Ma che colossale stronzata.

If

Senza se non c'è dubbio.

L’ideologia comunista ha una base etica egualitaria.

La stessa che dovrà diffondere solingo il papa delle Americhe.

Mi tornano in mente i primi kibbutz, a proprietà collettiva.

Perché non tiravano missili ma lavoravano.

Oggi la prevista cultura dell’appropriazione proprietaria asfalta tutto.

Sono sicuro che qualcuno ci pensa.

Lo faccio anche io.

Ma tu vuoi vedere che erano meglio i comunisti?

Alla proprietà comune ci si abitua, direbbe Zivago.

L’umano lo fa con tutto.

E poi fidatevi che meno avete, meno rotture di coglioni consumanesime vi troverete.

La chiamo cultura del meno.

In fondo è francescanesimo.

Ma io sono solo il fù matto claudietto che fù.

Pure se a volte mi credevo un gesù.

Io i miracoli non li so fare.

Ma le mie revoluzioni le ho volute tentare.

 

Kalimmudda ipsum dixit

E' solo un giorno che non va

 

Un giorno in paradiso, che non va



venerdì 24 settembre 2021

2021 09 24 - Norma e giornata mondiale della salute mentale 10 OTTOBRE 2021

 


2021 09 24 - Norma e salute mentale

Sono anni che non partecipo all’attacàti al tram della giornata mondiale della saluta mentale.

Ce ne è bisogno di gentilezza, relazioni, intese.

Sono emozionato. 10 ottobre. Mi porto avanti, dunque.

Anche se tra passi verdi e iniziative autoritarie non so se potrò andarci fisicamente.

Ma che ci frega.

Se tutto va bene facciamo onde di neurosfera e cellule immaginative.

Dobbiamo ringraziare Renato, sempre in pena per Radiogold, che ha avuto l’idea con cui ci vuole sparare in onda nelle auto di mezzo nord Italia.

Neurosfera a quattro ruote, il top.

Ci trascineremo pensiero come clangore di barattoli di un matrimonio.

Per ricordarci che visti da vicino nessuno è normale.

E ascoltati alla radio l’è istèss.

E se è vero che è il momento del brucomente, dobbiamo inseguire l’immaginazione.

E’ per questo che il nostro tram si chiama Norma.

Anche se essendo maschio non dovrebbe essere Norma

Come fa a chiamarsi Norma ?

Mentre ripensavo alla perfidia delle categorie, ho capito.

Beh, che c’e’ ci strano ?

Sarà una trammessa.

O forse sarà un trams.

Noi astigmatici, quando c’e’ da combattere lo stigma, vi lovviamo tutti quanti.”

 

Norma della salute mentale

 La salute qui versale,

del mentale e’ la normale.

Vale ovunque tra universi,

tranne dove ancor s’e’ persi.

 

Da vicino e da lontano,

siamo tutti sola norma.

Non e’ vero che nessuno,

sia, da prossimo, normale.

 

Questo e’ dunque il ciò che vale.

Lumicino e vaticinio.

Se guardati da vicino,

vedrai in tutti la normale.

 

La normale che intendiamo,

e’ davvero cosa chiara;

distribuisce tutti i casi,

all’intorno di una media.

 

E’ così che vi dimostra,

che seppur non tutti uguali,

c’e’ uno spazio entro il quale,

il nostro stare e’ funzionale.

 

“A che cosa funzionale?”

Chiederete artificiali.

Questo e’ ovvio, miei signori:

a crear mondi reali.

 

Tutto quanto v’inventiate,

per a voi dare importanza,

e’ soltanto un artificio,

che per altri e’ sacrificio.

 

Mentre voi giocate ai dotti,

sciorinando pur teorie,

qui qualcuno sogna vitti,

la nascosti in una media.

 

E cosa e’ una tal devianza,

con si grave mal di panza,

se non gran chiaroveggenza,

di palese e greve demenza?

 

Se ti scappa qualche nesso,

tutti addosso a dirti fesso.

Non sia mai che rompi il cazzo,

tutti addosso a dirti pazzo.

 

Ma chi e’ matto per davvero ?

Chi fa danni quanto impero.

Vi par peggio un poverello,

o un Attila novello ?

 

Ecco a voi il nuovo soldo,

che misura il  manigoldo;

metta all’ indice lo pazzo,

che dei danni paghi il pizzo.

 

Hai pensato fuori norma ?

Ti sei posto oltre l’asse ?

Molto bene, puoi provare,

del tuo danno il carmapasso.

 

E così vedrete tutti,

che asportati i veri matti,

dall’inferno quaggiù in terra,

ci troviam nel dopoguerra.

 

Si potrà ricostruire.

Si farà nell’abbellire,

che le menti d’acuire,

sognano sempre a non finire.

 

Giorgio Gaber dalla neurosfera

Far finta di essere strani