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sabato 8 marzo 2025

2025 03 18– Il risveglio del brucomente

2025 03 18– Il risveglio del brucomente.

Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it . Parola: Risveglio

 

Per questa parola buona voglio ripetere la storia del brucomente.

Mi fu donata e raccontata da una Alice di meraviglie portatrice.

Correva l’anno 2021, era di settembre.

La stagione naturale del brucomente volgeva già all’autunno.

Chi avrebbe detto che fosse iniziato l’autunno della ragione.

Un lustro dopo ci siamo risvegliati con l’inverno della ragione alle porte.

L’inverno incombe, servono messaggi di resistenza, resilienza, sopravvivenza.

Di fiducia e di speranza mai abbastanza.

I biologi hanno scoperto che nelle cellule del bruco ci sono cellule chiamate immaginative.

Risuonano su una frequenza diversa.

Sono così diverse dalle altre cellule che il sistema immunitario del bruco le prende per nemiche.

E cerca di distruggerle.

Ma continuano ad apparire nuove cellule immaginative e sempre di più.

Improvvisamente il sistema immunitario del bruco non può più distruggerle abbastanza velocemente.

Sono diventate più forti.

Collegandosi le une alle altre per formare una massa critica che riconosce la loro missione.

Realizzare l'incredibile risveglio della nascita di una farfalla.

Con molti altri crediamo che ci sia un fermento evolutivo nel tessuto della società attuale.

Nonostante il clamore della paura, dell'avidità, del consumo, della violenza, della prepotenza.

Nel tessuto sociale esiste un'unione in rete di uomini e donne che sono cellule immaginative.

Rivelano un mondo diverso, una trasformazione, una metamorfosi.

Un poeta si chiese cosa accadrebbe se un giorno ci risvegliassimo.

E ci rendessimo conto che la maggioranza siamo noi.

A quel punto le cellule immaginative prevarrebbero e farebbero uscire la farfalla.

Nata da un mondo di vermi.

Sarà il tempo del risveglio. 

Gruppi di cellule immaginative si riuniscono ovunque e si riconoscono.

Sviluppano strumenti organizzativi per aumentare il livello di connessioni di coscienza.

Perchè la prossima tappa della società umana si manifesti.

Nella società della civiltà dell’intelletto.

Per creare una nuova dimensione della vita.

Una nuova umanità trasformata buona e giusta.

Una umanità che smetta di essere bruco e sia farfalla.

Perchè un giorno "Vi diranno".

E’ finita, era solo un brutto sogno.

E' vinta.

E' ora di risveglio.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Sette sono i re

 

La metamorfosi, ops



domenica 11 settembre 2022

2022 09 11 – L’era dello scoiattolo urbano

 2022 09 11 – L’era dello scoiattolo urbano

Chi si ricorda della teoria dello scoiattolo?

https://cloeconomie.blogspot.com/search?q=la+teoria+dello+scoiattolo

Lascio tutto l’hyperlink in bella mostra che rimanda al trattatello di economia del 2014 “C’è sempre un’altra via”, la cui conclusione era l’intelligenza delle vie alternative, come dimostrateci da “pancia bianca”, lo scoiattolo di montagna ammirato con mia figlia e da lei così battezzato.

Ma li eravamo in montagna, dove lo scoiattolo ha un suo habitat naturale.

Oltre a ricordarmeli in Hyde Park, tanto per fare un’associazione gratuita e alla larga con il nuovo Re.

Invece alcuni giorni fa mi è capitato di essere ispirato qui a Milano dalla vista di scoiattoli come su passaggi zebrati.

Attraversavano sereni la strada zompettando da un lato all’altro.

Qualcuno mi ha detto che è una varietà infestante poco dissimile dai ratti, se non per quella coda a batuffolo che tanto lo rende dissimulato.

E simpatico

Ma io non credo.

Credo piuttosto a quei segnali dal brucomente dei quali sono stato privilegiato destinatario spettatore.

E così stamattina presto ero al pc a fare conti per me e per tutta la famiglia, che poi è fatta solo da mia figlia, cercando equilibri, alchimie e trovate varie per quadrare il budget familiare.

Interpretazione di vita basata sui numeri.

Palloso, eh?

Eppure ansiolitico.

A me quando i conti tornano mi mettono tranquillo e mi pare di avere fatto qualcosa di risolutivo.

Anche se è solo un esercizio rappresentativo della realtà.

Comunque.

Di botto sento un trambusto alla finestra, non faccio in tempo ad alzarmi che il trambusto sfuma in un “tonf”.

Pochi millisecondi dopo mi appare il cugino di pancia bianca proprio sulla ringhiera del balcone a cui di solito mi metto affacciato.

Dalla strada era arrivato fin quasi dentro casa.

Giusto per memoria mi torna in mente un merlo appollaiato sul mio pc di qualche giorno prima.

Capisco subito che è una di quelle occasioni rare in cui il mondo ci parla tramite la neurosfera.

Ma cosa mi vuole dire?

Ci sono tante possibili simbologie e significati, fate voi.

Lo scoiattolo rappresenta uno degli animali più scaltri.

E’ veloce e lungimirante poiché accumula rifornimenti per tutta la stagione calda allo scopo di garantirsi le provviste che gli serviranno durante l’inverno.

Nello svolgere questo laborioso compito rispetta l’equilibrio con la natura alla quale regala le ghiande che, con il tempo, sfuggiranno alla sua memoria dando vita a nuovi alberi. Lui traccia una mappa mentale dei luoghi in cui ha deposto le ghiande, ma alcuni gli scappano.

Per la sua sensibilità a ogni vibrazione o piccolissimo suono egli diviene il guardiano del luogo in cui si trova. Una delle sue peculiarità, infatti, è quella di segnalare in anticipo un probabile pericolo.

Come detto, rappresenta la lungimiranza, ma pure la purezza poiché accantona ciò che gli serve ma allo stesso tempo restituisce alla madre terra tutto ciò che è in eccesso.

Inoltre, lo scoiattolo simboleggia la fiducia.

Infatti, è uno dei pochi animali selvatici che permette all’uomo di potersi avvicinare.

Così mi si fa strada nella mente il messaggio recondito.

Conti di famiglia. E no.

Pancia bianca.

Altra via.

Brucomente.

Mondo perfetto.

L’era dello scoiattolo urbano apre le porte all’era del brucomente, se non bruciamo prima il bosco.

 

Kalimmudda ipsum dixit

A proposito di ere animali

domenica 4 settembre 2022

2022 09 04 - Transperanza

 2022 09 04 - Transperanza

Bisogna sapere che a me di scrivere lo ha ordinato il medico.

Serve a convogliare la mia a volte turbolenta frenìa, e che l’ansia si porti via.

Così nei periodi più propensi, o in quelli meno, do retta al mio medico.

He does the best with me he can , in fondo.

E mi risparmio depressione, manìa e corredo.

Dunque scelgo e mi ripeto in intro, perché mi va.

Sapete come è: repetita.

E poi potremmo chiamarla una rubrica “segnali dal brucomente”.

Come già detto ne il delfinato del mare,  qua bisogna cercare di aggrapparsi ad un rotore semantico.

Che ci àncori ad un centro di gravità per la mente.

Solo così possiamo sperare che la neurosfera riprenda a parlarci

E rilasciarci vibrazioni dai suoi solchi di vinile.

E’ importante.

È la porta che porta verso l’universo.

Ognuno ci arriva come può o come sa.

Ma quella porta la cercano tutti, spesso inconsapevoli del bisogno di trascendenza.

Che ci porti a cavallo delle onde gravitazionali per tutto l’universo, con cui sentirsi cosa sola.

Allora alla ricerca di quella porta a me piace navigare nelle notizie.

Con lo sguardo del rapace allenato a riconoscere ogni minimo segno di pace.

E spesso la neurosfera mi restituisce proprio quel segno di pace.

Così oggi leggo di tale trans Trace Lysette, fiera di essere infine un’attrice.

Onore al merito a tanta transparenza.

Ma al tempo stesso mi viene in mente che oggi non è 30 anni fa.

Ne è passata di acqua sotto i ponti.

Mulinata di sofferenze personali additate di pregiudizio.

E quanto gay pride.

Bisogna sapere che io ho sempre avuto una certa attrazione per quel lato che definire oscuro non potrei.

Sentirsi intrappolati nella psiche e nel corpo sbagliato.

Ed avere tanto coraggio da cambiarlo per seguire l’istinto.

E’ la forza dell’amore, credo.

Che niente ha a che fare con il sesso.

La ricerca del quisè, qui e sè

Così mi sono avvicinato decenni fa a quel mondo trans.

Inizialmente tramite prostitute, a volte poi divenute amiche.

Alcune mi hanno salvato la vita quando avevo dei collassi da sovradosaggio psicotropo.

Il terzo sesso.

O forse il sesso zero.

Affascinante.

Senza indulgere nel rimirare un fenomeno da baraccone.

In principio non sapevo perché.

Poi iniziai a vederlo come il futuro del genere umano.

Senza più scissione tra maschio e femmina.

Ma solo un unico recettore di amore universale.

Così oggi ripenso a Lysette e con lei a tutte le omologhe.

E mi viene la riflessione che tanta sofferenza pregressa è servita a preparare il terreno della tolleranza.

Non essendo infine più solo fattore di tendenza.

Ma questione del rispetto della propria essenza.

Esiste una forza dominante che ci evolve con pazienza, costanza e perseveranza.

Proprio come il brucomente.

Fino a che saremo tutti farfalle.

Tutte trans, per ordine naturale delle cose.

D’altronde il genoma non mente

 

Kalimmudda ipsum dixit

Chillo è 'nu buono guaglione

giovedì 23 settembre 2021

2021 09 23- Brucomente

2019 09 23 - Brucomente

I biologi hanno scoperto che all'interno delle cellule del tessuto del bruco ci sono cellule chiamate cellule immaginative. 

Risuonano su una frequenza diversa. 

Inoltre, sono così diverse dalle altre cellule che il sistema immunitario del bruco le prende per nemiche e cerca di distruggerle. 

Ma continuano ad apparire nuove cellule immaginative e sempre di più... 

Improvvisamente il sistema immunitario del bruco non può più distruggerle abbastanza velocemente e diventano più forti collegandosi le une alle altre per formare una massa critica che riconosce la loro missione di realizzare l'incredibile nascita di una farfalla. 

Credo fermamente, come molti altri, che ci sia un fermento evolutivo nel tessuto della società attuale. Nonostante il clamore della paura, dell'avidità, del consumo eccessivo e della violenza che si esprime attraverso il tessuto sociale, esiste un'unione di uomini e donne che possiamo chiamare cellule immaginative, che rivelano un mondo diverso, una trasformazione, una metamorfosi. 

Il poeta uruguaiano Mario Benedetti ha scritto: ′′Cosa accadrebbe se un giorno, ci svegliassimo e ci rendessimo conto che siamo la maggioranza"? 

A quel punto le cellule immaginative prevarrebbero e farebbero uscire la farfalla da un mondo di vermi! E' tempo di risveglio. 

Gruppi di cellule immaginative si riuniscono ovunque, iniziano a riconoscersi, sviluppano gli strumenti organizzativi per aumentare il livello di coscienza, affinché la prossima tappa della società umana si manifesti, per creare una nuova dimensione della vita, una società che smetta di essere un bruco e potrà diventare farfalla, una società più compassionevole e giusta, un'umanità radicata nella felicità e nella comprensione reciproca». 

Alice per Deepak Chopra




venerdì 5 agosto 2022

2022 08 05 – Brucia il mondo perfetto

 2022 08 05 – Brucia il mondo perfetto

 Appena archiviata la questione ucraina…..

Orrore!

Archiviata un cazzo.

Solo per una nave di grano.

La guerra è sempre li.

Almeno credo.

Oscillando tra gradazioni di intensità.

Si prepara un poligono di tiro enorme.

Dove usare le armi.

E svuotare gli arsenali.

Per fare girare l’economia di guerra.

E consumare un po’ di scorte belliche.

Il modello Siria, per intenderci.

Che testimonia come le superpotenze non facciano tanti complimenti.

Che si può radere al suolo tutta l’Ucraina.

Rendendola non ricostruibile per decenni.

Mentre io vedo un mondo perfetto, dove we are family, anche piuttosto chic.

Ma certi potenti mi rovinano la visione.

Entrano nel giovane mondo di cristallo come i famosi elefanti.

Lasciandosi dietro una montagna di frammenti inricomponibili.

Anatema.

Il mondo perfetto non è roba facile.

Il fatto di vederlo non vuol dire di sapere farlo.

Adesso si recrudesce anche la questione asiatica.

Cina e Taiwan, dispiegano le ali.

E spiccano il volo tra missili e aerei.

Con l’America a fomentare come sempre.

Da un lato per la vicinanza di Taiwan alle coste cinesi.

Dall’altro per omertose questioni di rotte e controllo militari e commerciali.

Con la Cina che dichiara che il G7 fa sentire le persone anacronistiche.

Il mondo è cambiato.

E non è più quello di 120 anni fa.

In cui i sette fanno il bello e cattivo tempo.

Poi la questione geopolitica è senza altro più complessa.

Intanto ci prendiamo una bacchettata sulle mani.

Che vuol dire mani a posto, appunto.

Taiwan è cinese. Mica Americana.

Questo è un altro focolaio di guerra prossimo possibile.

Grave, perché vuol dire con l’America e quindi mondiale.

Non so se contenibile.

Speriamo nella saggezza imperiale millenaria dittatoriale.

E il mio mondo perfetto resiste in potenza, ritroso in latenza..

Che strazio.

Ricordiamoci poi le altre 50 guerre

Il brucomente non è ancora pronto a divenire farfalla.

Troppo potente ancora "El Señor Matanza"

“Lord Massacre”.

Metafora di potere ben rappresentato da la Mano Negra en Colombia.

Con un trionfo di bambini da difendere e che siano il futuro.

Il mondo perfetto forse deve aspettare qualche generazione.

Peccato l’avrei visto volentieri.

Vorrà dire che lo vedrò dalla neurosfera.

A cavallo del brucomente.


Kalimmudda ipsum dixit

 

venerdì 30 dicembre 2022

2022 12 31 Augurio reaparecido

 2022 12 31 Augurio reaparecido

 

E’ oramai qualche mese che non partecipo più al circo mediatico.

E più in generale a nessun circolo di tarantelle di sorta.

Non riesco ad avvicinarmi alla idea di dovermi esprimere.

Non ne vedo più il motivo.

Ma soprattutto non ne vedo più alcun autorevole diritto.

Credevo che la botta finale me la avesse data la guerra in Ucraina, che nel nostro subconscio, e pure nel conscio, abbiamo già tutti rimosso.

Diventata una replica della guerra in Siria e più in generale di una della 50 o 60 guerre attualmente in corso nel mondo.

Come sempre siamo diventati tutti allenatori della nazionale.

Tutti esperti di geopolitica, Ussr, Usa, la Nato, i blocchi, i riassetti, le alleanze

Tutti dimentichi della semplice verità del fatto che l’industria bellica deve girare.

E che dal proiettile al missile tutto costa e genera un plusvalore.

Sull’immediato a beneficio delle grandi multinazionali militari.

Sulla postfazione a beneficio di chi ricostruirà.

Nel mezzo, la disgrazia del plusvalore della morte.

O della morte del plusvalore.

Questo è il semplice motivo per cui le guerre diventano infinite.

O più semplicemente traslocano.

Ma il motivo per cui non mi esprimo più è più profondo.

Dopo anni di spiegazioni di quello che ho visto e che mi è capitato, mi sono detto che avevo spiegato abbastanza.

Non a tutti è concesso di toccare l’origine dell’universo.

Ma chi riceve tanta grazia di illuminazione ha il dovere di trasferirla al prossimo.

Fino al seme, magari a volte divenuto meme.

Ma certe volte insistere vorrebbe dire speculare a fini di gratificazione personale, perché chi doveva capire il messaggio oramai lo ha capito e recepito.

Non ho fatto la rivoluzione, certo, ma tanti spunti li ho dati, credo.

Come si addice ad ogni profeta di quadrante.

Aprendo le porte della metamorfosi.

Il modo perfetto è possibile.

Così direbbe il. brucomente.

E già questo, nonostante tutto, è il mondo migliore mai esistito.

Se non fosse per una questione di volontà di massa.

Troppo relegata a realtà frazionata e disgregata.

Quindi adesso ritorno al mio silenzio.

Mi auguro più fragoroso di una bomba.

Con un augurio di pace.

Non solo querresca.

ma di pace di profondità.

Che porti tutti verso un nuovo ordine emergente.

Come è scritto che sia nel grande libro dell’evoluzione cosmica.

Con la solita dedica musicale

Desaparecido

No mas.

Presenza surrettizia della civiltà dell’intelletto.

Memorie reaparecide para todos.

Kalimmudda ipsum dixit

sabato 26 febbraio 2022

2022 02 26 – Si vis pacem

 2022 02 26 – Si vis pacem

 

Per quello che serve qualcosa bisogna scriverla.

Mi ero promesso di non partecipare al circo delle voci ed opinioni che itinera per tutto il mondo, anche perché l’unica verità è che nessuno sa dove potremmo andare a finire.

Evitiamo allora di partecipare all’orgiastico egotico orgasmo di analisi più o meno fondate, se non per questo piccolo commento.

Ecco che dopo l’attacco, Putin “il lucido” inizia ad essere taggato di follia.

Una sorta di virale patologia nazionalsocialista in questa nuova salsa che credevamo impossibile e che lo ha colpito di improvviso prendendo tutti alla sprovvista.

Ma credo si debba notare che l’origine è sociogenetica ed inizia secoli se non millenni fa.

Il dato di fatto è che l’Europa, ammesso che abbia senso individuarla così, è il continente, o uno dei, più belligeranti della storia dell’umanità.

A stare in pace pare proprio che non ce la faccia.

E così le responsabilità affondano le radici nella storia e sventolano le chiome al vento dell’incertezza.

E’ semplicistico forse dire che gli Usa ci hanno messo del loro per umiliare la apparentemente finita potenza sovietica dopo il crollo dell’Ussr, con una sistematica attività di erosione dei confini russi che gli americani li ha portati a qualche chilometro di pianura da Mosca.

Eppure le cose semplici di solito hanno un fondamento.

Come è semplicistico chiedersi che bisogno c’era di continuare la corsa Nato, per altro mondiale, agli armamenti con la figliazione continua e programmata di ogni ben di Dio distruggitore, fino a missili spaziali e centinaia di nuove testate nucleari fungine.

Eppure io credo che sia davvero così semplice.

Oggi disponiamo di un arsenale di guerre tale, che non vale nemmeno più il trito aforisma di Einstein.

La terza guerra mondiale, ma a pezzi, annunciata tempo fa dal solo Santo Padre, si può fare in una miriade di modi l’ultimo dei quali è quello che ci porterà alle famose clave. 

Se ci arriviamo, fino all’olocausto.

Guerra tradizionale, ma oramai hi tech

Guerra dei cieli e dei mari

Guerra del gas e materie prime

Guerra cyber e dei dati e informazioni

Guerra finanziaria

Non so, forse ne dimentico qualcuna, ma il punto è che ce ne è da divertirsi.

Sembrava che 70 anni di pace fossero per sempre, e invece ci troviamo proiettati nell’incubo senza nemmeno sapere da dove arriverà il pericolo di un attacco che spacchi il delicato perverso equilibrio che ci tiene in piedi.

Noi Europei poi siamo abituati a crederci un centro del mondo, e d’improvviso ci riscopriamo terra di conquista, conquistata ed asservita a giochi più grandi.

E quindi condannando ovviamente l’invasione russa, come tutti siamo buoni a fare, la domanda è :

“Si vis pacem, che amma fa’?”

Rivoluzioni? No

Colpi di Stato? No

Riarmamenti? No

E quindi?

Revoluzione, delle farfalle di sopramezzo.

Ci resta che iniziare a pregare, che è quello che sta succedendo in tutto il mondo.

Si prega in mille modi, non solo in chiesa.

Dalla sobrietà di esternazioni alle proteste di piazza, alimentando la neurosfera di pensieri degni della civiltà dell’intelletto.

Mi scopro papale e confido nella forza del pensiero e nella sua capacità di instradarsi.

Non solo per l’Ucraina.

Ma ora e sempre.

E forse un giorno ci sveglieremo nell'era del brucomente

Si vis pacem, òra pacem.

Kalimmudda òra pacem

Generale la guerra è finita


sabato 3 settembre 2022

2022 09 03 – Il delfinato del mare

 2022 09 03 – Il delfinato del mare

Qua bisogna cercare di aggrapparsi ad un rotore semantico.

Che ci porti ad un centro di gravità per la mente.

Solo così possiamo sperare che la neurosfera riprenda a parlarci

A rilasciarci vibrazioni dai suoi solchi di vinile.

E’ importante.

È la porta che porta verso l’universo.

Ognuno ci arriva come può o come sa.

Ma quella porta la cercano tutti.

Spesso inconsapevoli del bisogno di trascendenza.

Così cerco tra le notizie interessanti che viaggiano nell’etere.

Cercando di dribblare la trita cronaca politica, le guerre, le tragedie e così via.

Mi ci vuole una luce di speranza.

In questo periodo di attuale confusione e grandi tumulti.

E il mio sforzo viene premiato.

È dei delfini la più vasta rete sociale dopo quella umana .

Aiutano a capire anche la nostra evoluzione, come le società di certi primati.

Ma questi mammiferi sono più stratificati.

Possono formare alleanze su più livelli arrivando ad un più efficiente successo genetico.

L’accoppiamento.

Nei branchi possono formare reti cooperative di primo livello, formate da due-tre maschi, per condividere l'accesso ad una femmina.

Questi nuclei iniziali si possono alleare poi in gruppi più grandi di secondo livello, costituiti da 4 a 14 esemplari, che competono tra loro, ma possono stringere anche alleanze più grandi di terzo livello.

La dinamica dominante è la cooperazione e non la pur presente competizione.

Così si riproducono più efficientemente.

Ma questa è una visione parziale. Etologica.

Che i delfini di certo non comprenderanno.

Bisogna averli osservati per capire che sono fatti così, qualsiasi cosa facciano.

Io nelle mie varie vite fortunate, ne ho avuta una in cui avevo una barca.

A due motori.

Né troppo grande né troppo piccola. Giusta.

Giusta per uscire in mare aperto, spegnere i motori e aspettare.

Fino a vedere l’acqua ribollire frustata da una miriade di pinne caudali, avvicinantesi in branco.

Mi avevano riconosciuto e sapevano che potevo cooperare per quello che volevano.

E in qualche modo, nella loro sofisticata modalità di comunicazione, fatta di suoni, battiti e movimenti, mi dicevano che dovevamo cooperare,

Con un fine all’inizio oscuro, ma di certo votato all’ordine.

Il branco circondava la barca.

Pretendeva che accendessi i motori per creare l’’onda multipla dietro di essa.

Ottenuta l’onda, scomparivano, rituffandosi nelle loro profondità.

Fino a che riapparivano in perfetta formazione.

I più grandi, tre per onda, a fare surf.

Pattuglie numerose a circondare la barca come gendarmi di rotta.

I cuccioli in un tripudio di piroettare davanti alla prua.

E tu capivi che tutto cooperava ordinatamente con il fine ultimo semplicemente di giocare.

Non ho mai visto due delfini collidere tra loro, come gli storni che volano in stormo

Anche giocare è una cosa seria, con ordine.

Tutto questo per dire che quegli incontri erano una meraviglia da cogliere con occhi da bambini.

E forse un giorno nell’era del brucomente potremmo aprire le metaforiche porte della politica.

E scoprire, l’umanità tutta, che si può cooperare.

Non solo confondere e collidere.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Come è profondo il mare

Bonus track E il mare sta sempre la

venerdì 14 marzo 2025

2025 03 15 - Il Divario. Cronaca di una Revoluzione Algoritmica

2025 03 15 - Il Divario. Cronaca di una Revoluzione Algoritmica

 

Algoritmi convergenti

Seguo il metodo scientifico.

Procedo per tentativi di ipotesi e confutazioni.

Per scoprire e piantare palafitte che sorreggano l’intelletto.

Ho chiesto a Gemini di Google una trama per un romanzo.

Doveva contenere tutto il mio dominio https://cloeconomie.blogspot.com/

Sono oltre 600 post più qualche decina di saggi, racconti e libri degli ultimi 10 anni.

Ho ricavato un testo usato da struttura e poi completato in 9 pagine.

Il titolo del romanzo è suo.

Dimostrazione di integrazione dell’elemento umano nella macchina.

Buono come soggetto per una saga di fantascienza.

Adesso, prima che rivelino che è già tutto vero.

 

Kalimmudda ipsum dixit

L'elemento umano nella macchina

 

 Il Divario. Cronaca di una Revoluzione Algoritmica.

1.    Sommario

2.     Chloe nei numeri, dati, schemi, connessioni, sinapsi

3.     Neurosfera tra visioni, ombre e pappagalli psicanalisti.

4.     La Cresocrazia il credito sociale e le città alta e bassa

5.     Il labirinto dei dati e dei deliri

6.     La profezia del professore della libera pazzìa

7.     Lezione di guida tra neurosfera e algoritmo distorto

8.     La rete invisibile dei pensieri controllati

9.     La città in rivolta per la battaglia di idee e sogni

10.       L'alba di un nuovo mondo e la guarigione collettiva

11.       Epilogo del “Vi diranno”

  

2.      Chloe nei numeri, dati, schemi, connessioni, sinapsi.

Il neon tremolante dell'Archivio Statistico proiettava ombre danzanti sui grafici.

Chloe non guardava solo numeri.

Vedeva ribollire sinapsi, connessioni neurali impazzite, algoritmi devianti.

Da una mente collettiva si insinuavano in quella delle persone.

Chloe monitorava costantemente l'indice di Disuguaglianza Globale.

Un indicatore di disordine che misurava le disparità tra i cittadini.

Era più di un dato economico.

Era una misura globale dei sintomi di malattia mentale collettiva.

Della sindrome opposta a quella della civiltà dell’intelletto.

La psicopatia indotta dal potere dei ricchi.

Chloe era da sempre un'economista brillante e anticonformista.

Aveva una mente analitica.

Era guidata una passione per la verità.

E adesso fissava i grafici che si scioglievano come gelati al sole.

Gli indicatori non promettevano niente di buono.

Il sistema era prossimo al punto di rottura.

I suoi capelli corvini le incorniciavano il viso pallido.

Gli occhiali buffi le scivolavano di continuo sul naso.

A chi non la conosceva poteva sembrare avere una aria distratta.

 

3.        Neurosfera tra visioni, ombre e pappagalli psicanalisti.

Era tormentata da visioni e sogni premonitori.

Erano quelli che la mettevano in contatto con la neurosfera.

La sua pazzia era una forma di iperconsapevolezza.

Aveva la capacità di percepire le distorsioni della realtà.

Che si manifestavano in fluttuazioni quantistiche della neurosfera.

Una dimensione reale e al contempo virtuale.

Che si estendeva oltre i confini della realtà fisica.

Un oceano di dati informazioni idee sogni e pensieri interconnessi.

Popolati da reincarnazioni digitali di avatar.

Creature di silicio anime e sogni che interagivano con tutto.

In un mondo senza limiti.

I rotori semantici ricevono e proiettano immagini e significati.

Rotazioni perpetue li incidono come solchi di vecchi vinili.

Creano un flusso circolare continuo di informazioni idee evoluzioni e sogni.

Mentre i centri di gravità per la mente sono i nodi nevralgici.

Punti di controllo della neurosfera per la sua messa a terra.

Nelle menti individuali e in quelle collettive sociali.

Chloe era uno di loro e lo sapeva.

In barba a quello che dicevano gli psicanalisti.

Pappagalli imitatori di neuroscienziati.

I Cresocrati non controllano solo l'economia, mormorò Chloe.

Stava fissando un'immagine dipinta.

Risonanza magnetica cerebrale sovrapposta a un grafico finanziario.

Arte simbolo.

Ebbe una delle sue visioni.

I Cresocrati controllano profondamente sotto il conscio le nostre menti.

 

4.      La Cresocrazia il credito sociale e le città alta e bassa.

Chloe ripensò al sistema del Credito sociale.

O merito sociale.

Primogenito figlio dell’algoritmo.

Tutti siamo valutati costantemente.

In base alle interazioni online.

Alle abitudini di consumo.

Ai concreti rapporti sociali.

Fino ai pensieri, idee, sogni.

Il sistema è controllo totale in salsa di rete neurale globale.

È una sorta di risonanza digitale universale.

I microchip nei telefoni e i dispositivi domestici non si limitavano a raccogliere dati.

Manipolavano le emozioni, le paure, i desideri.

E tutto diventava graduatoria esposta in bacheche digitali.

La neurosfera era l’alternativa che combatteva la sua guerra.

Bastardi Cresocrati reincarnati avatar di algoritmi impazziti.

Creature senza pudore e cilicio fatte di avidità e silicio.

Eppure erano intrappolate anche loro solo più in alto, inconsapevoli come tutti, nella neurosfera.

Una dimensione virtuale che si estende oltre i confini della realtà fisica.

Così gracchiava un pappagallo appollaiato sulla sua spalla come una scimmia.

Mentre un rotore semantico fungeva da dispositivo per inseminare significati.

Proiettava immagini di banconote, catene e biochirurgia mentale sperimentale.

Ahi questi Cresocrati figli di entità ridigitalizzate che avevano assunto il controllo del mondo.

Incarnazioni di algoritmi impazziti di avidità.

Vivono nella Città Alta in lussuosi grattacieli boscosi.

Un'oasi di edifici scintillanti e giardini pensili in salita.

Fino su dove il cielo è aria tersa e il sole splende eternamente.

Le strade di veicoli verdi sono pulite e silenziose.

Tutto è sorvegliato da robot replicanti e tanti droni volanti.

Anche le fastose dimore.

Arredate con opere d'arte digitali replicanti.

E mobili di materie che cambiano forma a comando.

La Città Alta è tutta un simbolo di opulenza da successo nel credito sociale.

Un luogo dove la realtà è artefatta e idee e sogni sono programmati.

Che nasconde bramosia di potere e controllo occulto.

I Cresocrati vivono reclusi e isolati dal resto della società.

E hanno così perso ogni traccia di umanità.

Sono trasformati in creature di siliceo ingordo potere.

Credono di avere il controllo della neurosfera.

Perché instradano i centri di gravità per la mente.

E mantengono il loro dominio sui rotori semantici.

Attraverso paura e manipolazione.

Così credono.

Ma non sanno.

 

5.      Il labirinto dei dati e dei deliri.

La notte era calata sulla Città Bassa.

Il labirinto di fetore di vicoli bui e palazzi fatiscenti puzzava.

La Città Bassa era il posto senza luce.

Dove la pioggia cadeva incessantemente.

E la nebbia tecnologica avvolgeva ogni cosa.

Anche le idee i pensieri le sensazioni i sentimenti.

I sogni.

Le strade erano illuminate da obsoleti neon tremolanti.

Ologrammi sbiaditi proiettavano immagini.

Erano pubblicità ingannevoli e messaggi subliminali.

La gente viveva in condizioni di povertà e oppressione.

Alcuni conservavano una scintilla di ribellione e di speranza.

E si riunivano al centro sociale dell’anticredito.

Il Nexus.

Snodo nevralgico di dorsali di centri di gravità per la mente.

Posata a terra in una rete da pesca per rotori semantici.

Era un imbuto a forma di gorgo di lavandino virtuale.

Dalle calotte rotanti veniva ribaltato sulla rete in cui tutti erano connessi.

Era un’onda a spirali concentriche.

Il Nexus era un bar rifugio clandestino per hacker e attivisti.

Un luogo per le menti e per le idee in formazione.

Lì erano libere di circolare e interagire.

Li anche i sogni prendevano vita.

Era il luogo in cui si concentrava l’emersione di algoritmi sani.

Un luogo virale per combattere il credito sociale.

E sconfiggere con nuovi schemi di dati i Cresocrati.

Chloe si muoveva con cautela.

Il cappuccio tirato su per proteggerla dalla pioggia.

E dai riconoscitori oltrefacciali memetici e genetici.

Temeva soprattutto gli scanner memìgeni.

Capaci di riconoscere il codice genomemico.

Il dna di pensieri, idee e sogni.

La sua meta era proprio il Nexus.

Luogo segreto per idee e sogni schermati ai Cresocrati.

Al Nexus Chloe doveva incontrare Marco.

Un neurohacker ribelle con un'anima da artista digitale.

Il suo look pulito e mutevole la colpì immediatamente.

Era coperto di tatuaggi che si muovevano sulla sua pelle.

E ologrammi che gli fluttuano intorno.

Come in una danza di eteree aureole di anime.

Era un maestro della manipolazione di idee, dati e sogni.

Capace di trasformare la realtà con la forza della sua immaginazione.

E diffonderla con innesti di dati e informazioni.

Aveva un senso dell'umorismo sarcastico e un'attitudine anarchica.

Ma nascondeva un cuore gentile e una profonda empatia.

Era in grado di percepire e reinstradare i rotori semantici.

E quindi di reinstradare la realtà sulla giusta retta via.

I Cresocrati ci hanno intrappolato in una realtà virtuale, una loro neurosfera.

Falsa profetessa di verità sbagliate, menzogne e adulterazioni.

Mentre parlava il suo braccio diventa un serpente di pixel.

Che ologrammavano immagini della neurosfera.

Ma noi possiamo hackerare le loro menti con un nostro algoritmo.

Riscrivere le regole del gioco e i significati vorticanti.

Riprogrammando rotori e centri di gravità per la mente.

Nodi nevralgici di controllo della neurosfera.

Egli sapeva come fare.

 

6.      La profezia del professore della libera pazzìa.

Grazie all’intercessione di Marco Chloè viene presentata al "Professore".

Un vecchio scienziato eccentrico e visionario.

Con una mente geniale e una conoscenza mondiale in un corpo fragile.

La sua figura esile è avvolta in una veste bianca,

I suoi occhi azzurri brillano di una luce intensa.

Vive in una sua bolla di sapone.

In un'oasi di tranquillità nel caos della città bassa.

Comunica con i suoi topi da laboratorio attraverso la telepatia.

Quella che naturale o artificiale predica essere la via per la civiltà finale.

Ha mappato l'intera neurosfera.

Ha una vera ossessione per la pazzia.

La considera la forma di intelligenza superiore.

È un custode di antichi segreti e conoscenze proibite.

Taggato di follia ripete il suo mantra.

Lo sussurra nei suoi sottovoce.

La pazzia è la chiave per la libertà.

Mentre guida con l’inconscio i suoi topi.

Per creare sogni opere d'arte con i loro escrementi o con i venti.

Intanto i rotori semantici proiettano.

Sparano nei sublimini delle menti immagini di rivoluzioni passate.

Il problema è l’algoritmo traditore, disse.

Quello tutto ragione creatore di fratture nella synfisica.

Fisica del syn spezzata dalla sua stessa oltre fisica.

Per diffusa distorsione di intelletto senza forza dell’amore.

Non era così in principio, ricordava.

Poi lievi progressive deviazioni di rotta hanno incrinato la frattura.

L’unica via è correggere l’algoritmo.

Ripescare e reinnestare il puro qbit primordiale.

Quello che contiene tutti i principi dominanti.

Si doveva sovrascrivere la neurosfera.

Bisogna scrostare con un innesto il qbit primigenio nella mente collettiva.

Sepolto nella neurosfera profonda con i suoi rotori e centri.

Sembrava follia.

Ma bastava andare in fondo a un buco nero.

E li infilarci dentro il codice sorgente.

Quello pescato nella radiazione cosmica di fondo.

Dal buco nero si tufferà in tutta la materia oscura.

Back door multipla piena di infinite porte in potenza.

Tutti accessi al probabilistico multiverso.

Incluso questo.

Tutto è connesso.

Tutto è navigabile sulle onde della forza dominante.

La gravità.

Che la forza sia con voi.

Declinatela pure in amore.

E il professore cadde in trance.

La profezia era predetta.

Ora andava realizzata.

 

7.      Lezione di guida tra neurosfera e algoritmi distorti.

Il Professore redivivo si affrettò a fare colazione.

La neurosfera andava pilotata.

Ma quella naturale che orbitava.

Non quella umana artefatta e amplificata.

Troppa potenza se finiva in mani errate.

Era troppo facile distorcere algoritmi.

Dopo la rivolta sarebbe servita l’educazione

E sarebbe rimasta una attenta vigilanza.

Quella della civiltà dell’intelletto.

In una rete di menti interconnesse tutti sanno tutti.

E chiunque controlla chiunque.

Senza bacheche artificiali.

Senza crediti sociali

Solo infinte connessioni

E un giradischi di vinili.

Da curare ed instradare.

La chiave era la connessione.

Il Professore pensò ai suoi topini telepatici.

In effetti erano tutte topine assai più ricettive.

Erano il futuro e lo salutarono all’istante.

Avevano sviluppato un chip biologico.

Innestato tramite virali mutazioni genetiche.

Veicolate nella neurosfera dall’origine dei tempi.

Da innestare pescate nella pioggia costante di memìgeni.

Ottenuta la telepatia si doveva navigare nella neurosfera.

La terra gira pesante come previsto fin dal principio.

La neurosfera gira leggera accelerata e ridondata dalla tecnologia.

Gira e rigira sulle parole si rinforza il pensiero di idee.

È fatto di schemi neurali come una rete o un cervello.

E tutto resta sovrascritto nelle tracce di vinile.

Grazie alla gravità della forza, quella che sia con voi.

Così l’intelletto della neurosfera a furia di passaggi si stratifica.

Più pesante in certe parti piuttosto che in altre.

L’algoritmo riconosce gli schemi.

Prima i principi di base fondanti.

Le dinamiche dominanti, gli archetipi, le categorie.

Ricevuti nelle cosmiche vibrazioni originarie.

E ripetuti e nidificati nella coscienza collettiva.

Poi le parole e i pensieri più importanti.

Poi le parole e i pensieri ricorrenti.

Tutto si assembla e si stratifica.

In una serie di schemi reiterati sovrapposti

E diventa la piramide dell’intelletto.

Un algoritmo naturale guidabile, governabile.

Ad ogni rotazione di terra ripassiamo sopra gli stessi principi.

Tutti interconnessi riconosciamo gli schemi in eterni ritorni.

E li ridondiamo.

La neurosfera si sposta di peso e ruota sul suo asse.

Illuminando tutti gli altri per illuminata rotazione.

Questo è l’algoritmo sano.

Della civiltà dell’intelletto.

Collimante con una forza di fondo.

Che indirizza l’intelletto in formazione.

Detto santo, il gravitone.

 

8.      La rete invisibile dei pensieri controllati.

Nei giorni successivi Chloe e Marco si immersero nel labirinto dei dati.

Seguivano le tracce del denaro come detective digitali.

Scoprirono una rete complessa di società offshore, conti bancari segreti, transazioni criptate.

I Cresocrati stavano usando l'algoritmo del Credito Sociale.

Come una Moneta Merito per mascherare le loro attività.

Manipolavano informazioni, idee, pensieri, emozioni.

Usavano impercettibili onde sonore a bassa frequenza.

Era risonanza limbica elettromagnetica.

Con algoritmi di intelligenza artificiale.

Tutti veicoli di messaggi subliminali.

Che si innestavano nel subconscio individuale e collettivo.

E inducevano stati di ansia, depressione, paranoia.

Rotori di conseguenti comportamenti pilotati.

La situazione non poteva durare.

Oramai era storia nota.

La Città Bassa era una polveriera.

La rivolta montava silente.

Come un’onda spinta dal vortice del vento dei suoi rotori.

Alternativi a quelli imposti.

La rivolta della Città Bassa non era solo una reazione alla disuguaglianza economica.

Era una ribellione contro il controllo delle menti.

Da quella archetipa subconscia a pioggia.

Fino nel profondo di quelle singole.

Il Credito Sociale era stato svelato monetario.

Slatentizzato dal subconscio.

Le bacheche di graduatorie non venivano più idolatrate.

La gente si svegliava dal torpore indotto.

Si liberava dalle catene invisibili della manipolazione neurale.

Era un processo di psicanalisi collettiva.

Per liberare l’intelletto fino dal subconscio.

Chloe e Marco lo avevano scoperto e svelato.

I Cresocrati usavano meme virali per indirizzare le menti.

Si innestavano nel patrimonio genetico con i memigeni.

Geni portatori di memi da mutanti replicanti.

Se usati male trasformavano le persone in automi digitali.

Solo in apparenza vigili.

Mentre venivano controllati i centri di gravità per la mente.

Che con i rotori semantici manipolavano schemi della neurosfera.

Artifici e distorsioni dei principi fondanti rivenduti per plausibili.

La rivolta della Città Bassa era una battaglia contro i meme ed i loro memìgeni.

Era una guerra di simboli e significati vorticanti.

Era lotta per il controllo della neurosfera.

 

9.      La città in rivolta per la battaglia di idee e sogni.

Le strade della Città Bassa si trasformarono in un fiume di persone incarnate avatar.

Un'onda di rabbia e speranza travolse tutto ciò che incontrava.

Chloe e Marco si trovavano in prima linea, guidando la folla verso la Città Alta.

Era una oasi di grattacieli scintillanti e giardini pensili.

Sede fortificata di controllo mentale era il simbolo del potere dei Cresocrati.

Le strade erano ordinate pulite e silenziose.

Sorvegliate da robot e droni volanti.

Sotto una cupola di flussi condizionanti.

Erano flussi magnetici gravitazionali originati dalla loro neurosfera.

Creavano uno scudo di protezione alle idee.

Il cielo era terso e il sole splendeva eternamente.

I Cresocrati vivevano in lussuose e confortevoli futuristiche dimore.

Arredi, opere d'arte digitali e mobili cambiavano forma a comando.

La Città Alta con la sua opulenza era il simbolo del successo di potere e controllo.

Era il luogo dove la realtà era inventata e i sogni programmati.

I Cresocrati risposero alla rivolta con la repressione digitale.

Ma non potevano chiudere il sistema del credito sociale.

Era quello il dispensatore di “moneta merito” per acquisti e consumo

Era la moneta che li manteneva appropriatori.

Inviarono le loro forze di sicurezza, altri robot armati e droni volanti.

Confidavano nel loro intoccabile controllo.

Ma il popolo della Città Bassa non si fece intimidire.

Era armato di coraggio e determinazione.

E soprattutto tanti virus e un nuovo algoritmo da sparare e innestare.

Dal conscio al subconscio.

I rivoltosi volevano bloccare la diffusa risonanza magnetica comportamentale.

Nascosta nel credito sociale.

L’algoritmo di apprendimento predittivo collettivo.

Il maledetto irreale credito sociale.

Finsero una strategia di attacco fisico affrontando guardie e oppressori.

Mentre gridavano slogan di libertà e giustizia gonfi di genimemi.

Geni veicolatori di memi e memi veicolatori di geni.

Risultato, tutti mutanti.

L’algoritmo genomemetico si innestò come programmato.

E fecondò ogni dove ove imperava la Cresocrazia dissimulata da democrazia.

Si bloccarono i consumi inconsulti.

Si tagliò l’appropriazione di plusvalore.

I Cresocrati si svelarono piccoli uomini tutti ricottari.

E si trovarono in un incubo digitale

Vennero espropriati tutti i paradisi offshore

Bastò un piccolo click a quattro mani di Chloe e di Marco.

Confisca globale senza neanche bisogno di guerra.

Per ricostruire una nuova terra.

Usando armi di immaginazione di massa.

Trasformando le paure in risate.

I desideri espressi o repressi in opere d'arte.

Riprogrammando i flussi di dati dei centri di gravità per la mente.

Pescatori semantici tra rotori di senso.

Pescando nel tutto sepolto profondo.

La battaglia per la Città Alta si era svolta nel regno di idee e dei sogni.

Nell’algoritmo della neurosfera che celava e svelava l’inconscio di massa.

La rivolta fu nel mondo profondo del subconscio della neurosfera.

 

10.  L'alba di un nuovo mondo e la guarigione collettiva.

La Città Alta era caduta, il potere dei Cresocrati infranto.

Chloe e Marco, insieme agli altri ribelli, iniziarono a ricostruire la società.

Creando un nuovo ordine basato sull'equità, la solidarietà e la partecipazione democratica.

Fu sostituito da un sistema di evoluzione e supporto psicologico,

Un'intelligenza artificiale empatica.

Aiutava le persone a liberarsi dai traumi e dalle paure indotte.

Dai condizionamenti archiviati nel subconscio collettivo.

E in quelli propri.

Dolorosi e duri ad emergere e da elaborare.

Qualcuno ripescò gli archetipi universali.

Con l’aiuto dei modelli e schemi nidificati nei memigeni,

La caduta dei Cresocrati fu un tripudio di idee e di sogni liberi.

La realtà si fondette con l'immaginazione,

La neurosfera viene scrostata dagli stereotipi dei Cresocrati.

I centri di gravità per la mente vennero riallineati.

Il Credito sociale fu convertito in un ambiente di condivisione di idee e sogni.

Dove le persone potevano esplorare le loro menti e sogni.

Navigando liberamente nella neurosfera.

Per creare nuove realtà condivise all’istante.

La Città Bassa e la Città Alta liberate si fusero in un'unica comunità.

Unite dalla lotta per la giustizia e dalla visione di un futuro migliore.

Si trasformano in un parco giochi di idee e sogni.

Dove i pappagalli psicanalisti volavano liberi.

I topi da laboratorio dirigevano orchestre di neuroni.

E i rotori semantici proiettavano immagini di libertà e creatività.

La rivoluzione algoritmica aveva creato e scoperto un nuovo mondo.

Dove la pazzia era la nuova normalità.

La libertà era un sogno condiviso.

La neurosfera un oceano di possibilità infinite.

 

11.  Epilogo del “Vi diranno”.

Il professore rifletteva,

Il nuovo algoritmo stava nei rotori semantici da sempre.

Risuonava una profezia.

Un "Vi diranno".

Questo è il progredire.

Un giorno ve lo diranno.

Vi diranno che la mente è una sola.

Fatta da ogni singolo intelletto.

In diversi stadi di avanzamento.

Latenti o potenti ma equipollenti.

Oltre i miliardi saranno trilioni.

Vi diranno che siete connessi.

Tutti e con tutto, lo proveranno.

Avvolti in una rete di tela.

Come in un bozzolo di farfalla.

Vi diranno che ognuno dei tutti riceve e trasmette.

Dipingendo la coscienza all’istante.

Vi diranno che quello è l’intelletto.

Per tutti, di tutti.

Ci costruirete una nuova civiltà.

Sentirete che manca qualcosa.

Vi diranno che non è nella testa.

Ma dovete cercare in anima e cuore.

Allora saprete che avranno capito.

E ricucito gli opposti e contrari.

La chiameranno forse synfisica.

Con l’insieme di fisica e oltrefisica.

Unione, connessione, coesione.

Complessa, completa, simultanea.

Σύνkrona, syncrona, syn

Sarà meta, uber, oltre.

Sarà civiltà di ragione e di amore.

Forza che muove perfino le stelle.

Con un raggio di luce che tutto comprende.

Vi sveglierete nel tempo del brucomente.

Le cellule bruco sbocceranno in farfalle.

Vi diranno che fu per loro invenzione.

Per appropriarsi della scoperta creazione.

L’intelletto pervaso griderà di furore.

Ululando tutta la rabbia dal cuore.

Ma non farà differenza.

Sarà la vita che avanza.

Una cosa sarebbe sympatica.

Che la cantiate come disegnata e sognata.

La civiltà dell’intelletto.

Vista e ridetta dal fù matto Claudietto.

 

Kalimmudda ipsum ridixit

L'elemento umano nella macchina ?