2025 02 22 – Vi diranno.
Ed
io che sono mistico guardo la luna.
Dopo
leggo le notizie.
A
volte ci compenetriamo.
Io
la luna e le notizie.
Questa
è sensazionale.
Riscritta la storia
dell’evoluzione, del cervello.
Ha
seguito vie diverse in uccelli e mammiferi.
È
un concentrato di speranza di buona scienza.
Di
così tante discipline e conoscenze.
Di
avanzare, ripartire, ritentare.
Questo
è il progredire.
Un
giorno ve lo diranno.
Vi
diranno che la mente è una sola.
Fatta
da ogni singolo intelletto.
In
diversi stadi di avanzamento.
Latenti
o potenti ma equipollenti.
Oltre
i miliardi saranno trilioni.
Vi
diranno che siete connessi.
Tutti
e con tutto, lo proveranno.
Avvolti
in una rete di tela.
Come
in un bozzolo di farfalla.
Vi
diranno che ognuno dei tutti riceve e trasmette.
Dipingendo
la coscienza all’istante.
Vi
diranno che quello è l’intelletto.
Per
tutti, di tutti.
Ci
costruirete una nuova civiltà.
Sentirete
che manca qualcosa.
Vi
diranno che non è nella testa.
Ma
dovete cercare in anima e cuore.
Allora
saprete che avranno capito.
E
ricucito gli opposti e contrari.
La
chiameranno forse synfisica.
Con
l’insieme di fisica e oltrefisica.
Unione,
connessione, coesione.
Complessa,
completa, simultanea.
Σύνkrona,
syncrona, syn
Sarà
meta, uber, oltre.
Sarà
civiltà di ragione e di amore.
Forza
che muove perfino le stelle.
Con
un raggio di luce che tutto comprende.
Vi
sveglierete nel tempo del brucomente.
Le
cellule bruco sbocceranno in farfalle.
Vi
diranno che fu per loro invenzione.
Per
appropriarsi della scoperta creazione.
L’intelletto
pervaso griderà di furore.
Ululando
tutta la rabbia dal cuore.
Ma
non farà differenza.
Sarà
la vita che avanza.
Una
cosa sarebbe sympatica.
Che
la cantiate come disegnata e sognata.
Vista
e ridetta dal fù matto claudietto.
La
civiltà dell’intelletto.
Kalimmudda
ipsum dixit
Cervello di pollo - Dall'articolo a seguire
L 'atlante che descrive la distribuzione dei diversi tipi di neuroni nel cervello di pollo (fonte: Fernando García-Moreno)
L’analisi
di più di 300 milioni di anni di evoluzione del
cervello ha riscritto la storia raccontata dalle teorie attuali: la
costruzione di cervelli complessi in natura non ha seguito un’unica strada come
si pensava, ma uccelli e mammiferi li hanno evoluti in
modi differenti e in maniera indipendente, nonostante le
molte similarità presenti.
È quanto
hanno scoperto, con l’aiuto di algoritmi basati sull’Intelligenza
Artificiale, due studi pubblicati sulla rivista Science: il primo è coordinato dal Centro per la
Biologia Molecolare dell’Università tedesca di Heidelberg e dal Centro Basco
Achucarro per le Neuroscienze spagnolo, il secondo dal Vib Center per IA e Biologia
Computazionale di Lovanio, in Belgio.
I
risultati evidenziano che lo sviluppo del cervello possiede una flessibilità
evolutiva finora sconosciuta, e che funzioni cognitive avanzate possono
emergere attraverso percorsi genetici e cellulari molto diversi.
La prima
ricerca coordinata da Henrik Kaessmann dell’Università di Heidelberg e Fernando
García-Moreno del Centro Achucarro mostra che, nonostante uccelli e
mammiferi abbiano sviluppato circuiti cerebrali con
funzioni simili, il modo in cui questi circuiti si
formano durante lo sviluppo embrionale è radicalmente
diverso.
“I loro
neuroni nascono in luoghi e tempi diversi – afferma García-Moreno – e ciò
indica che non derivano da un antenato comune”.
Inoltre, i
neuroni responsabili dell'elaborazione sensoriale nei due gruppi di animali
prendono le istruzioni da geni diversi.
Questi
fattori dicono che siamo di fronte a un caso di evoluzione convergente,
quando cioè specie molto diverse evolvono in maniera indipendente
caratteristiche che le portano ad assomigliarsi.
“I
nostri dati dimostrano che l'evoluzione ha trovato molteplici soluzioni per
costruire cervelli complessi”, aggiunge García-Moreno: “Gli uccelli hanno
sviluppato sofisticati circuiti neurali senza seguire lo stesso percorso dei
mammiferi.
Questo cambia
il modo in cui comprendiamo l'evoluzione del cervello”.
La
scoperta potrebbe, inoltre, aprire nuove strade per la ricerca sul
neurosviluppo: “Solo comprendendo come si forma il cervello – prosegue il
ricercatore – sia nel suo sviluppo embrionale che nella sua storia evolutiva,
possiamo veramente capire come funziona”.
Queste
differenze sono state ulteriormente esplorate nel secondo studio, coordinato da
Stein Aerts del Vib Center belga.
I
ricercatori hanno sviluppato algoritmi di IA per confrontare diverse tipi di
cellule appartenenti al cervello dell’uomo, del topo e del pollo, coprendo
circa 320 milioni di anni di evoluzione.
Per far
ciò, hanno compilato un dettagliato atlante cellulare del cervello
aviario, concentrandosi sugli ‘interruttori’ genetici che controllano quali
geni sono accesi o spenti in ciascuna cellula.
Il gruppo
ha così scoperto che, mentre alcuni interruttori si sono conservati tra
uccelli e mammiferi, tanti altri si sono evoluti
in modo molto diverso.
Il metodo
utilizzato potrà rivelarsi utile ben al di là della comprensione
dell’evoluzione.
Fornendo
uno strumento prezioso per studiare l’impatto delle varianti genomiche su
disturbi mentali o cognitivi, e permettendo così di comprendere meglio i
meccanismi alla base delle malattie.
ANSA










